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The Good Wife: tutti gli uomini di Alicia Florrick

Ogni personaggio, in The Good Wife, è pensato per interagire con una protagonista che, episodio dopo episodio, stagione dopo stagione, trova se stessa grazie al confronto con donne e uomini straordinari. Ecco i protagonisti maschili di The Good Wife.

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Da chi vorresti tornare ogni sera? Chi vorresti vedere quando apri la porta di casa tua?

Lucca riassume perfettamente il dilemma di Alicia Florrick, e di chiunque altro abbia avuto incertezze sulla persona da scegliere per la vita.

Alicia prova a rispondere a se stessa immaginandosi mentre rientra a casa, dopo una giornata di lavoro, trovando ad accoglierla l'affascinante Jason Crouse, il tormentato amore della sua vita, Peter Florrick, e il sogno proibito: Will Gardner.

Alicia Florrick e Lucca Quinn in The God WifeHD
Alicia e Lucca

Will, che non c'è più, ma che per molti fan di The Good Wife è rimasto - e rimarrà sempre - il sogno d'amore irrealizzato.

Forse anche per questo il personaggio interpretato Josh Charles mantiene intatto il suo fascino: perché non si è mai scontrato con la realtà di una relazione duratura, con tutte le piccole e grandi difficoltà quotidiane, con le incomprensioni e la ricerca dei propri spazi durante la vita in comune.

Will è e rimane uno dei più grandi elementi d'attrazione nel panorama maschile di una serie che ha fatto della sua protagonista - la "brava moglie" che è rimasta accanto al marito per ragioni politiche dopo uno scandalo sessuale - la donna che tutti abbiamo amato per 7 stagioni.

Alicia Florrick in The Good WifeHD
The Good Wife

Perché, per quanto sempre attenta a mantenere privati i propri sentimenti più viscerali, Alicia Florrick ci ha dimostrato che anche il mare più calmo, sotto sotto, è agitato da correnti profonde.

Il punto sta nel sapere quando e come gestire quelle correnti, le emozioni che possono cambiare tutto.

Emozioni che Alicia ha legato, privatamente e professionalmente, ai personaggi maschili di una serie che ha fatto di una donna comune, una moglie tradita e pubblicamente umiliata, l'eroina che tutti vorremmo al nostro fianco se mai dovessimo avere dei guai giudiziari.

Perché la storia di Alicia è la storia di una battaglia che non finisce mai. Contro le ingiustizie, contro le malelingue, contro l'invasione della propria privacy e di quella dei proprio figli.

Una battaglia quotidiana contro le etichette di "mamma", "moglie" o "avvocato" fra le quali la società vorrebbe che una donna scegliesse.

Alicia Florrick, in 7 stagioni, ci ha insegnato che non esistono etichette. E lo ha fatto mettendosi a confronto con uomini che, in un modo o nell'altro, hanno finito per fare di lei la protagonista che amiamo.

Cary Agos

Ambizioso, brillante ed estremamente competitivo, Cary entra in scena "contro" Alicia per un ruolo nello studio Lockhart/Gardner (all'epoca del loro arrivo, fra i soci nominali c'era anche Jason Stern, ma erano comunque Will e Diane a decidere i nuovi associati).

La prima impressione su Cary, proprio per il suo ruolo di oppositore al sogno professionale di Alicia, può non essere completamente positiva, ma presto siamo costretti a ricrederci.

Nonostante l'atteggiamento aggressivo sul lavoro - che lo rende un giovane avvocato molto intraprendente - Cary finisce per dimostrarsi sempre corretto. Gioca pulito, (quasi) sempre.

E con il passare del tempo, si guadagna il rispetto di Alicia e il nostro: professionalmente preparato e competente, inizia a fare breccia nei nostri cuori con la sua tormentata storia d'amore con Kalinda, con i suoi guai personali e, naturalmente, con la permanenza in prigione, che gli fa dimostrare tutto il coraggio del mondo.

Da iniziale oppositore di Alicia, finirà per diventarne il socio, a riprova di come valore professionale e rispetto siano il fondamento di ogni nuovo inizio lavorativo.

Certo: non mancano i contrasti e gli episodi in cui il comportamento di Cary ci pare quantomeno ambiguo, soprattutto nelle primissime stagioni, ma il lavoro degli sceneggiatori sul personaggio è talmente profondo da farci conoscere Cary come se si trattasse di un amico.

Non a caso, il suo periodo come procuratore lo contrappone di nuovo ad Alicia - che ha avuto la meglio nella "gara" per il posto nello studio a cui entrambi puntavano - ma lo scopo degli autori emerge chiaramente fin da quel momento: non è facile trasformare un avversario in un alleato ma, quando si tratta di un uomo corretto, può succedere.

E la presenza di Cary Agos, la sua passione per la legge e la sua capacità di esserci davvero nel momento del bisogno, perfino per gli avversari, ne fanno uno dei personaggi più riusciti dell'intera serie.

Eli Gold

Un altro partner lavorativo di Alicia, un altro personaggio che ha fatto impazzire il pubblico, e a ragione. Entrato in scena come consulente politico di Peter, Eli Gold - interpretato da uno straordinario Alan Cumming, candiato a tre Emmy e due Golden Globes per il ruolo - ha lo sgradito compito di invadere la privacy di Alicia. Quella stessa privacy alla quale la nostra protagonista tiene moltissimo, e nella quale non ammette intrusioni.

Il ruolo di disturbatore di Eli, che è così intelligente da agire in modo sempre molto "simpatico" mentre si macchia di azioni discutibili, ne fa una presenza inizialmente intollerabile per Alicia.

Poco alla volta, però, ancora una volta, il meccanismo che Alicia aveva già sperimentato con Cary riparte: il rispetto per la professionalità di Eli e per la delicatezza delle situazioni che si trova spesso a dover affrontare lo rendono simpatico sia agli occhi di Alicia che ai nostri.

Diverso rispetto a Cary, però, il discorso sulla correttezza: Eli non si occupa di legge, bensì di politica. E in politica, The Good Wife ce lo insegna e basa la sua intera premessa proprio su questo, si gioca sporco.

Eli non esita a gettare fango sugli avversari politici, a far trapelare informazioni riservate, ad arrogarsi il diritto di decidere per gli altri.

Quel messaggio di Will cancellato dalla segreteria telefonica pesa sulla sua coscienza come una macchia indelebile, e lo fa apparire ai nostri occhi il responsabile del fallimento del sogno d'amore più efficace dell'intera serie.

Eppure, in fondo in fondo, sia noi spettatori che la protagonista finiamo per capire che non si può attribuire alla scelta di Eli una responsabilità più grande del dovuto.

Sì: Eli Gold ha mentito ad Alicia, ne ha tradito la fiducia, l'ha manipolata. Ma se il destino di Will e Alicia fosse stato quello di stare insieme per sempre, in un modo o nell'altro ci sarebbero riusciti.

Gli sceneggiatori di The Good Wife ce lo dicono attraverso le gesta, la grande interpretazione e la presenza ormai famigliare di un personaggio che, fra guai personali e totale dedizione al lavoro, finisce per insegnarci qualcosa di molto importante: gli artefici del nostro destino siamo noi. E se qualcuno ci mette i bastoni fra le ruote, troveremo il modo di superarlo.

A patto che debba essere così...

Peter Florrick

The Good Wife: Peter FlorrickHD
The Good Wife: Peter Florrick

Iniziamo da lui, il padre dei suoi figli, l'amore di una vita, la carrellata dei personaggi maschili sentimentalmente legati ad Alicia.

Lo conosciamo nel momento peggiore della sua vita, ovvero quando le sue performance extraconiugali sono su tutti i giornali e rischiano di distruggergli la vita e la carriera.

Peter Florrick, procuratore distrettuale di Chicago, non è solo un adultero: è anche un uomo che paga delle prostitute in cambio di favori sessuali. Un uomo che l'opinione pubblica della Chicago perbene è pronta a demolire per sempre.

Se non fosse che Alicia Florrick, la donna rimasta per quindici anni nell'ombra - come spesso accade con le mogli degli uomini di successo - si presenta a una conferenza stampa al suo fianco.

La donna tradita, umiliata e derisa ha scelto di perdonare: perché non dovrebbero farlo anche gli elettori?

Il senso di quella prima, indimenticabile apparizione pubblica di Alicia è questo, e si lega indissolubilmente al destino politico e privato di Peter.

Dopo quella conferenza stampa, Alicia capisce che è il momento di uscire dall'ombra, di riprendere in mano le redini della propria vita e di smettere di essere "solo" una moglie e una madre. 

L'affermazione professionale sarà lo strumento di riscatto di Alicia che - parallelamente alla ripresa dell'esercizio dell'avvocatura - impara a rimettere se stessa al centro del proprio mondo.

Poco alla volta. Mentre Peter, il marito celebre, ingombrante e a tratti imbarazzante, finisce in carcere, ne esce e riesce addirittura a farsi rieleggere, diventando Governatore.

Peter Florrick, nonostante i molti aspetti negativi della sua storia e del suo personaggio, resta un punto di riferimento fondamentale sia per noi che per la protagonista: è proprio misurandosi sul rapporto con lui che Alicia impara a trovare se stessa, a capire cosa vuole e a guardare con distacco anche ai più bui fra i suoi momenti personali.

Jason Crouse

Jeffrey Dean Morgan è Jason CrouseHD
Jeffrey Dean Morgan è Jason Crouse

L'affascinante - anzi, diciamolo: irresistibile - investigatore interpretato da Jeffrey Dean Morgan entra in scena relativamente tardi, ma al momento giusto.

Alicia si trova in un momento personale cruciale e l'attrazione per Jason le ricorda quanto sia importante ascoltare se stessa, dare seguito ai propri desideri senza considerarli necessariamente un impedimento al conseguimento dei propri obiettivi.

Grazie a Jason, insomma, Alicia cresce. Di nuovo. Fino a diventare la donna completa, realizzata e forte che abbiamo imparato ad ammirare. Episodio dopo episodio, stagione dopo stagione.

La relazione impossibile (un tema ricorrente nella sua vita, e non a caso, perché ci mostra la sua determinazione a prendersi ciò che le spetta: la felicità) con Finn Polmar, altro importante personaggio maschile sfocia nella passione con Jason, il primo e unico uomo dopo Will a farle perdere il controllo.

Ancora una volta, non è un caso: Jason ricorda Will per molti versi. Non gli somiglia in alcun modo, se non per l'effetto che sortisce su Alicia e per il fatto che rappresenta tutto ciò che lei aveva sempre creduto di non volere: l'incertezza, l'instabilità, la finta libertà di sentirsi "non legati" anche mentre i sentimenti diventano via via più profondi.

Alicia impara molto su se stessa grazie a Jason: forte, affidabile, disponibile ad aiutarla sempre - ma senza renderlo troppo esplicito - il bell'investigatore le fa capire che deve smettere di aver paura di prendersi ciò che desidera. Le basta allungare la mano e afferrare il futuro che sogna. A patto che quel futuro sia libero dal fantasma di Will Gardner...

Will Gardner

L'ho volutamente lasciato per ultimo perché gli autori ci hanno volutamente spezzato il cuore con la sua presenza nelll'ultima stagione.

E perché proprio dalla sua presenza - impalpabile, immaginata, sognata - deriva gran parte delle decisioni di Alicia.

Il feeling che c'era fra Will e Alicia ai tempi del college non è mai scomparso. Quando i due si ritrovano, e Alicia aspira a diventare una delle nuove associate del suo studio, Will si ritrova a fare i conti con un cambiamento importante.

Playboy impenitente, socio nominale di uno studio di successo, abituato al lusso e alle comodità, il brillante avvocato mette in discussione quella libertà di cui pensava di godere quando capisce che i suoi sentimenti per Alicia vanno ben oltre un flirt che è sempre stato nell'aria.

L'eleganza e l'intelligenza di Will ne fanno un uomo affascinante agli occhi di chiunque, ma non di Alicia: la nuova Alicia non è pronta a lasciar perdere tutti i valori che ha seguito e perseguito per tanti anni. Non è pronta a lasciarsi andare perché non è pronta, di fatto, ad allungare la mano per afferrare quella felicità che non sapeva nemmeno di volere. O di meritarsi.

The Good Wife ci racconta la storia di una donna, brava moglie e brava mamma, che capisce come la sua vita non sia affatto completa come credeva: una donna, per essere davvero completa, deve mettere se stessa al primo posto. Il che non compromette la sua bravura di madre o di moglie, semplicemente la impegna nel tentativo di capire cosa le serve davvero per realizzarsi.

E ad Alicia Florrick, gli autori ce lo dicono fino all'ultimo, serviva Will Gardner.

Le serviva un sogno d'amore trasgressivo, fuori dall'ordinario, al tempo stesso familiare - perché Will e Alicia si conoscono da una vita - e completamente nuovo - perché Alicia Florrick non aveva nemmeno mai contemplato l'ipotesi di stare con un uomo che non fosse suo marito. Non fino a quella conferenza stampa.

Will Gardner, in definitiva, è il personaggio costruito a tavolino per incarnare la perfezione di un desiderio che non diventerà mai davvero realtà e che, come tale, rimane perfetto.

Oltre la separazione. Oltre la morte. Oltre un ultimo, struggente dialogo immaginario che congeda il passato per spalancare le porte al futuro di Alicia Florrick.

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