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50 anni fa moriva Martin Luther King

Era il 4 aprile 1968 quando Matrtin Luther King fu sorpreso da un colpo di fucile che poneva fine alla sua esistenza, ma non ai suoi sogni. A 50 anni di distanza, il mito sopravvive.

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Sono passati 50 anni dalla morte di Martin Luther King, assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.

Sarebbe davvero difficile sintetizzare la lunga e attivissima vita di King in poche righe. Di lui si può dire che cambiò il mondo, che mise a repentaglio la propria vita per le idee in cui credeva, che aiutò l'etnia degli afroamericani a liberarsi dalle rigide discriminazioni di cui soprattutto gli Stati del Sud, nei decenni a cui risale il suo operato, non si erano ancora liberati.

Profeta della nonviolenza, attivista per i diritti degli afroamericani e per eliminare le disparità salariali, King venne raggiunto da un colpo di fucile alla testa mentre si trovava nel proprio albergo nella città del Tennessee. Il reverendo si trovava lì per sostenere la protesta dei netturbini, che avevano scioperato per protestare contro le loro condizioni di lavoro.

Il reverendo si batté molto per i diritti di voto, per i sit-in come forma di protesta e per il caso di Rosa Parks, donna di etnia afroamericana che si era rifiutata, il 1 dicembre 1955, di cedere il proprio posto in autobus a un bianco. King organizzò il boicottaggio dei bus come forma silenziosa (ma efficace) di protesta non violenta.

Martin Luther King aveva solo 39 anni quando la sua vita fu spezzata in circostanze mai del tutto chiarite. Le indagini dell'FBI indicarono come colpevole James Ear Ray, che si dichiarò innocente ma venne catturato a Londra, dopo una lunga fuga, e condannato a 99 anni di carcere. Un'altra ipotesi sulla morte di King consiste in una possibile cospirazione.

Quotidiano del 1968 sulla morte di KingMorning Advocate
La morte di Martin Luther King raccontata dai media

Nato ad Atlanta, Martin Luther King aveva intrapreso la carriera ecclesiastica, come suo padre: era diventato reverendo per dedicarsi alle cause in cui credeva. King si è battuto durante tutta la vita contro i pregiudizi etnici e le vessazioni dell'etnia afro negli Stati Uniti, oltre che contro le guerre, come quella del Vietnam.

Nel 1964 aveva ricevuto il Premio Nobel per la pace, per la sua scelta della "non violenza" come metodo per far sentire la voce degli emarginati e degli oppressi. Nel 1963 King partecipò alla Marcia di Washington e regalò ai presenti (e ai posteri) I have a dream, uno tra i discorsi più importanti della storia.

Martin Luther King in primo pianoHD
Martin Luther King, fervente sognatore

Ecco l'incipit:

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

La morte di Martin Luther King non ha spezzato i suoi sogni: la sua vita è stata un esempio per molti, che hanno deciso di concentrare la propria esistenza a lottare per stabilire equità e giustizia.

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