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Il segreto per una vita longeva potrebbe risiedere nel ridurre le calorie al minimo

Tutti sappiamo che i cibi poco calorici sono fondamentali in una dieta sana, ma per quale motivo? Uno studio ha dimostrato che diminuire l’apporto di calorie quotidiano riduce il processo di invecchiamento del corpo.

Un piatto che contiene una foglia d'insalata

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Una ricerca ha dimostrato che una drastica riduzione della quantità di cibo consumato può aiutare pesci, topi e scimmie a vivere più a lungo. Ma sono ancora pochi gli studi di questo genere condotti sugli esseri umani. Ora, alcuni studiosi  hanno rilevato che quando le persone riducono considerevolmente la quantità di calorie assimilate quotidianamente, possono rallentare il proprio metabolismo e verosimilmente anche il processo di invecchiamento.

La fisiologa Leanne Redman, che ha condotto lo studio presso il Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge, dice che la prima difficoltà è stata trovare persone che fossero disposte a rinunciare alle loro abitudini alimentari riducendo la quantità del cibo del 25 % per un lungo periodo di tempo. Alla fine, la dottoressa ha reclutato 53 soggetti perfettamente in salute, di cui nessuno in sovrappeso. Un terzo di loro ha mangiato pasti regolari. Gli altri sono stati sottoposti ad un severo regime alimentare ridotto per due anni. “Non so se possiate immaginare quale sia il livello di rigore di ridurre le calorie ogni singolo giorno”, ha commentato, ma i volontari si sono impegnati.

Prevedibilmente, le persone che avevano ridotto le calorie hanno perso peso: in media 11 chili ciascuno; mentre quelli nel gruppo di controllo hanno messo su circa 1,8 kg. Ma la perdita di peso non era l’obiettivo. La Redman voleva sapere se questa riduzione drammatica nell’apporto di calorie potesse avere effetti sulla velocità di invecchiamento del corpo. Per il test, i partecipanti trascorrevano 24 ore in stanze speciali che misuravano i loro parametri metabolici tramite gas, ossigeno e diossido di carbonio e come questi cambiavano nel tempo. Così la dottoressa ha notato che per quelli sottoposti alla dieta rigorosa, il metabolismo era più lento e più efficiente.

Sostanzialmente significa che le cellule hanno bisogno di mezo ossigeno per generare l’energia necessaria al corpo per sopravvivere; quindi il corpo e le sue cellule diventano più efficienti.

E se si impiega meno ossigeno per bruciare energia, e così diminuiscono anche i prodotti dannosi generati dal processo di consumo energetico, quali i radicali liberi. "L’ossigeno può in realtà danneggiare i tessuti e le cellule, e così, se le cellule sono diventate più efficienti, hanno meno residui di ossigeno che possono causare quel tipo di danni", ha spiegato. E si tratta di un danno che accelera il processo di invecchiamento. Lo studio è stato pubblicato nella rivista Cell Metabolism lo scorso 22 marzo.

I risultati di questo studio non dimostrano che la drastica riduzione di calorie aiuta la gente a vivere di più, perché una certezza scientifica in tal senso dovrebbe poggiare su uno studio condotto per tutta la vita su determinati soggetti. Ma è innegabile che dalla ricerca è emersa la prova incontrovertibile di una riduzione dei valori di pressione sanguigna, colesterolo e trigliceridi per coloro che hanno seguito la dieta rigorosa. E quando quei valori sono alti, possono tramutarsi nei fattori fondamentali di malattie potenzialmente letali.

C’è però da tenere in conto che la riduzione di calorie non è necessariamente un’abitudine sana per tutti, anzi, rallentare il metabolismo può causare altri problemi. Il biochimico Valter Longo, che si occupa di studi sulla longevità presso la University of Southern California, afferma che ridurre rigorosamente le calorie per un periodo determinato può risultare in un aumento di peso alla fine di quell’arco di tempo.

In pratica, bisogna mangiare progressivamente sempre meno per mantenere lo stesso peso.

Longo dice che la dieta “yo-yo”, che alterna periodi di privazione ad altri di rilassamento, è più dannosa e porta a prendere peso. Inoltre, una dieta troppo povera di calorie può far perdere massa muscolare ed indebolire il sistema immunitario. Per cui, al posto di una riduzione di calorie cronica, Longo propone il regime dei “mini-fasts” (mini digiuni), ovvero brevi periodi di riduzione di calorie, scendendo a 900 al giorno per cinque giorni ogni mese, così da avere i benefici del digiuno senza gli effetti potenzialmente negativi a lungo termine. Il biochimico ha anche scritto un libro a proposito, chiamato La dieta della longevità, nel quale sottolinea l’importanza di mangiare più frutta e verdure e meno carne.

La copertina di La dieta della Longevità di Valter LongoVallardi

Non esiste una ricetta infallibile per vivere più a lungo ma, dice Longo, un regime del genere può aiutare a mantenersi sani e con peso costante, evitando tutte le malattie croniche che contribuiscono a ridurre l’aspettativa di vita.

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