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Ready Player One: Oasis come Whatsapp e Instagram

In Ready Player One la realtà virtuale di OASIS è il luogo in cui tutti si rifugiano e vivono, un mondo parallelo in cui puoi essere chi vuoi, un po' come i social network oggi.

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Non abbiamo ancora OASIS è vero, ma i social network sembrano essere gli antenati di quella realtà virtuale che domina il mondo di Ready Player One, il nuovo film di Steven Spielberg nelle sale italiane dal 29 marzo, distribuito dalla Warner Bros. Italia.

E' il 2045 e il mondo soffoca a causa della sovrappopolazione mondiale e dalla scarsità dei beni primari. Cosa fa la gente per sopravvivere? Si rifugia in OASIS così come il protagonista del film, Wade Watts (Tye Sheridan) che passa più tempo nei panni del suo alter ego virtuale (Parzival) che nel mondo reale. Una scena nel film ci ha fatto riflettere molto è quella in cui Wade ha il visore della realtà virtuale sugli occhi e nel frattempo parla con gli altri ragazzi nella stanza. Una connessione reale e virtuale molto simile a quella che viviamo oggi con i nostri smartphone.

Può capitare di scriversi su Whatsapp mentre si è nella stessa stanza ad esempio, o messaggiarsi su Instagram invece che telefonarsi. E' sicuramente capitato a voi come ai protagonisti del film, che abbiamo intervistato.

Per Simon Pegg, che nel film interpreta Ogden Morrow, Ready Player One è  proprio la metafora del momento che stiamo vivendo ora, e probabilmente quello che noi vediamo nel film sarà reale a breve:

La realtà virtuale come tecnologia aumenterà, e l’interazione fisica con il virtuale aumenterà di pari passo.

"Sono sicuro che durante la mia vita, sperando di vivere una bella vita, vedrò questo cambiamento, questa evoluzione tecnologi a. E avrò la possibilità di essere di nuovo giovane."

Per Lean Waithe, che nel film interpreta Aech invece:

L’ironia è proprio che questo ci connette di più tra di noi, ma ci disconnette al contempo.

"Non siamo nella stessa stanza non ci guardiamo negli occhi non ci stringiamo la mano, quindi è un po’ particolare come cosa, ti puoi sentire più connesso di quanto in realtà tu sia veramente".

Mentre il protagonista più giovane del film Philip Zhao e Win Morisaki ammettono candidamente la loro dipendenza da social:

È un po’ quello che succede a noi: siamo nello stesso hotel e magari parliamo su Instagram.

"Vuoi uscire? No preferisco rimanere in camera. Oppure lui mi scrive e mi chiede se voglio mangiare fuori e io rispondo no sto bene così, sono stanco. Tecnicamente è proprio una delle nostre conversazioni!"

E voi, quanto siete dipendenti dai social network?

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