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Nelle pieghe del tempo: il nuovo live action Disney al femminile

Tratto dal primo romanzo science-fantasy per ragazze, arriva nei cinema il film targato Disney Nelle pieghe del tempo.

Un'immagine di Nelle pieghe del tempo

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Era il 1963 quando la scrittrice Madeleine L’Engle riuscì finalmente a pubblicare il suo libro Nelle pieghe del tempo che oltre 20 case editrici avevano rifiutato in quanto convinte che un romanzo science-fantasy con protagonista un’eroina al femminile non potesse vendere.

A premiare la caparbietà dell’autrice è stato proprio quel tempo, di cui la L’Engle ha esplorato le immaginarie pieghe, tanto che A Wrinkle in Time (questo il titolo originale dell’opera) è diventato il primo atto di una saga fantascientifica squisitamente “girly” che ha incantato più generazioni e ispirato il film TV targato Disney Viaggio nel mondo che non c’è, oltre che a una recentissima graphic novel a cui si aggiunge il nuovo lungometraggio “in carne ed ossa” della Casa di Topolino.

Tra identificazione e confusione

Il viaggio incantato “nelle pieghe del tempo” immaginato da Madeleine L’Engle è assolutamente nelle corde della cinematografia Disney. Non stupisce quindi che la major abbia, fin dalla prima pubblicazione del romanzo, voluto appropriarsi dei diritti dell’opera facendo sua l’epica avventura della protagonista Meg Murry (nel live-action interpretata da Storm Reid) perfetta eroina di stampo disneyano in cui le giovani e giovanissime possono identificarsi a più livelli.

Una scena di Nelle pieghe del tempoHDDisney

Meg infatti è una geniale reietta che dopo la misteriosa scomparsa del padre prosegue la sua vita, non senza problemi di integrazione, fino a quando, insieme al fratello Charles Wallace e al suo compagno di scuola Calvin, decide di seguire tre guide celestiali per imbarcarsi nel suo personalissimo viaggio di formazione alla ricerca del perduto genitore.

Oprah Winfrey iHDDisney

Le carte in tavola perché Nelle pieghe del tempo potesse diventare un nuovo cine-cult young adult in salsa girl-power c’erano tutte, compresa la (furba?) scelta di far dirigere il film ad Ava DuVernay, già regista di uno dei più riusciti film sui diritti umani, Selma: La strada per la libertà, nonché prima cineasta donna afroamericana a ricevere una nomination al Golden Globe e al Critics Choice Award. 

Eppure, nonostante la potenza della storia, la forza di una regista appassionata come la DuVernay, il budget “da kolossal” e la presenza di un cast multirazziale d’eccezione che vede - tra gli altri - Oprah Winfrey e Reese Witherspoon nelle sfavillanti vesti di immaginifiche creature senza età, il film che traspone l’opera prima della L’Engle si perde - per l’appunto - nelle pieghe del tempo, delle musiche troppo presenti, dei continui spiegoni inutilmente moralisti e di una narrazione estremamente confusionaria. 

Nelle pieghe del tempo è nelle sale italiane dal 29 marzo.

Voto4,5/10

Troppo retorico e confusionario, il live-action Nelle pieghe del tempo spreca l'occasione di consegnare alle nuove generazioni una degna trasposizione del primo romanzo science-fantasy al femminile.

Sandra Martone

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