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Malala torna a casa: visita in Pakistan a sei anni dall'attentato

A sei anni da quando i talebani fecero irruzione sullo scuolabus per spararle, la giovane e coraggiosa attivista per i diritti delle donne torna nel suo Pakistan

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Sono passati sei anni dall'attentato: oggi Malala Yousafzai torna in Pakistan. Da quando è sfuggita ai colpi dei talebani, infatti, il Premio Nobel non aveva più messo piede nel Paese natio. Torna oggi, accolta in un aeroporto blindatissimo, per compiere il viaggio di cui i dettagli, per questione di sicurezza saranno "tenuti segreti a causa della natura sensibile di questa visita", rende noto un funzionario del governo. Nella sua visita, la ventenne attivista per il diritto all'istruzione femminile dovrebbe incontrare il primo ministro Shahid Khaqan Abbasi, trattenendosi in Pakistan per quattro giorni.

Dopo aver documentato la vita sotto il regime dei talebani nella Swat Valley, attraverso un blog della BBC che ha iniziato a curare all'età di 11 anni, Malala ha subito un attentato dal quale è riuscita a salvarsi quasi per miracolo. La ragazza scriveva sotto pseudonimo, Gul Makai, ma il suo nome finì per varcare la zona, e poi diffondersi in tutto il Pakistan. Il 9 ottobre 2012, infatti, alcuni talebani fecero irruzione sullo scuolabus in cui viaggiava anche la ragazza e le spararono, ferendola alla testa. La giovane venne trasportata d'urgenza a Birmingham, in Regno Unito, dove venne operata e curata.

Malala torna a casa

L'attentato non solo non riuscì a fermare Malala, ma le diede ancora più spinta per proseguire la propria battaglia a favore dei diritti delle donne, in particolare quello all'istruzione. Con il padre Ziauddin Yousafzai, un preside, ha costituito la propria fondazione, attraverso la quale cerca di promuovere e difendere il diritto delle bambine di andare a scuola, specialmente in zone in cui questo è messo gravemente a rischio, come in Pakistan, Afghanistan, India, Nigeria e nei paesi ospitanti rifugiati siriani.

Nel 2014, Malala riceve il Premio Nobel per la Pace: ha solo 17 anni, è la persona più giovane ad aver mai ricevuto questo onore. In Pakistan, è ancora una persona sgradita negli ambienti islamici radicali, che non le perdonano l'impegno per la parità di genere. Ma a sei anni dal suo attentato, la giovane attivista ha deciso di fare ritorno in patria per compiere questa visita.

L'accoglienza - non certo nel blindatissimo aeroporto di Islamabad - sembra calda: su Twitter sta spopolando l'hashtag #welcomeMalala. E anche il politico Syed Ali Raza Abidi lancia un messaggio per lei: "Benvenuta #MalalaYousafzai, la figlia coraggiosa e resistente del Pakistan, nel suo Paese". 

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