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Ready Player One: la recensione del nuovo miracolo di Steven Spielberg

Tratto dal romanzo di Ernest Cline arriva nelle sale Ready Player One, l’ultimo atteso film di Steven Spielberg.

Tye Sheridan in una scena di Ready Player One

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Nel 2010 lo sceneggiatore Ernest Cline ha pubblicato Ready Player One, romanzo divenuto col tempo una vera e propria Bibbia per i nostalgici geek degli anni ’80. Un libro di culto in grado di ricordarci, con l’ausilio di una trama non originalissima ma comunque avvincente, ciò che siamo stati e di mostrarci, senza alcuna retorica, quello che rischiamo di diventare.

Ernest ClineHDWired

Ready Player One è una sorta di DeLorean (ricordate la macchina di Ritorno al futuro?) che, pagina dopo pagina, fa viaggiare il lettore avanti e indietro nel tempo a suon di citazioni ricercatissime e grazie l’aiuto di una serie di personaggi con i quali è impossibile non empatizzare fin dalle primissime righe. Tutti coloro che hanno letto l’opera di Cline ben prima che fosse ufficializzato l’avvento della sua trasposizione sul grande schermo, già sapevano che trasformare le oltre 600 pagine del romanzo in film sarebbe stata un’impresa ardua e che, qualora la lungimirante Warner Bros. avesse sfruttato l’acquisto quasi immediato dei diritti del libro, un solo regista poteva riuscire nel miracolo: Steven Spielberg.

Benvenuti su Oasis

Come il libro, anche il film Ready Player One è ambientato in un plausibile 2045 anno in cui ormai le persone “hanno smesso di risolvere i problemi limitandosi ad andare avanti” anche grazie ad Oasis mondo virtuale, parallelo a quello reale, in cui ogni essere umano si rifugia.

Una scena tratta dal film Ready Player OneHDWarner Bros.

Oasis, come suggerisce il nome, è una vera e propria oasi in cui ognuno può essere ciò che vuole inventata dal geniale James Halliday (Mark Rylance). Ed è proprio la sfida lanciata da Halliday in punto di morte che spronerà un gruppo di ragazzi capitanati Wade Watts aka Parcival (Tye Sheridan) a lottare fino all’ultima “chiave” per poter diventare il nuovo Dio di Oasis e soprattutto evitare che la multinazionale IOI si impadronisca dell’unico posto in cui la gente possa ancora rifugiarsi.

Ready Player One: dal libro al film

Grazie anche alla sceneggiatura co-firmata dallo stesso autore del libro insieme a Jack Penn, Spielberg con il film Ready Player One è riuscito a trasformare le parole di Cline in un’opera cinematografica epica, stravolgendone gran parte della narrazione - per ovvi motivi di trasposizione - ma mai l’anima, rendendo fruibile a tutti quello che era stato concepito come un romanzo dedicato prettamente ai giovani degli anni ’80, pieno di spunti di riflessione al limite del pedagogico e omaggi ad hoc che strizzano l’occhio a vecchi e nuovi franchise videoludici e non.Se il Ready Player One di Cline era una lettera d’amore agli anni ’80, quello rivisitato dagli occhi, sempre fanciulli, e dalla macchina da presa di Steven Spielberg è una lettera d’amore ai suoi fan, a coloro che amano il cinema autoriale e mainstream, ai sognatori che non smetteranno mai di risolvere i problemi e che, pur rifugiandosi nella fantasia e nella maestosa (ir)realtà virtuale, rimangono sempre consapevoli - come sottolinea Halliday - che 

Nonostante possa essere crudele e difficile, la realtà rimane l’unico posto dove si mangia un pasto decente.

Ready Player One è nei cinema italiani dal 28 marzo.

Voto8,5/10

Spielberg con il film Ready Player One è riuscito a trasformare le parole di Cline in un’opera cinematografica epica, stravolgendone gran parte della narrazione ma mai l'anima.

Sandra Martone

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