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Facebook commenta le accuse alla violazione della privacy nelle app Android

La notizia che le applicazioni Android per Facebook raccolgono dati ed informazioni sulle chiamate effettuate da mobile sta spingendo moltissimi utenti a disinstallarle dai loro dispositivi, ecco come ha reagito la società di Zuckerberg.

L'app Facebook su uno smartphone

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Durante lo scorso weekend una tempesta mediatica si è abbattuta su Facebook, dopo che un utente ha reso pubblico il fatto di aver scoperto che l’azienda di Zuckerberg aveva raccolto dati personali tramite le applicazioni Android. Dylan McKay infatti ha scaricato tutto l’archivio di dati relativi a Facebook, scoprendo che il social network aveva tenuto traccia dettagliatamente di tutte le chiamate e messaggi inviati dal suo smartphone Android. Il tweet con cui McKay ha diffuso la notizia è stato condiviso oltre 39mila volte.

Poco dopo un report pubblicato da Ars Technica ha corroborato quanto diffuso da McKay, rivelando che in certe situazioni le applicazioni Facebook per Android archiviano i nomi delle persone chiamate e a cui mandiamo messaggi, la durata delle conversazioni ed il numero di telefono dell’interlocutore. Questa rivelazione, inoltre, arriva dopo lo scandalo politico della firma Cambridge Analytica, che aveva usato impropriamente i dati personali di 50 milioni di utenti del social network per permettere di far comparire sul profilo di ciascuno informazioni di ambito politico personalizzate. Negli ultimi giorni, dunque, moltissimi utenti stanno disinstallando le applicazioni dai loro device Android, mentre chi utilizza un iPhone o iPad può dormire sonni più tranquilli: le applicazioni di Facebook per iOS permettono la condivisione di quei dati solo previo espresso consenso dell’utente, cui viene chiesto di esprimerlo in forma molto più diretta di quanto non succeda nell’altro caso.

Dal canto suo, l’azienda di Zuckerberg ha cercato di correre ai ripari con un comunicato apparso nel blog ufficiale, nel quale innanzitutto dichiara di non aver mai agito senza consenso degli utenti. Il post infatti afferma che tenere traccia di chiamate e messaggi è un’opzione inclusa nelle app Android, nelle quali viene espressamente chiesto se si vuole condividere questi dati al momento dell’installazione di Facebook Messenger e della versione Lite di Facebook. Questo, al fine di aiutare l’utente a “trovare e rimanere connesso con le persone a cui tieni, ed offrirti la miglior esperienza di Facebook”. Il blog dice anche che tali dati non vengono ceduti a terzi, e che Facebook non legge i nostri SMS né ascolta le nostre telefonate. Il comunicato aggiunge anche che la pratica di chiedere accesso ai contatti personali è ampiamente diffusa tra le app dei social come modo per trovare più facilmente le persone con cui si vuole stare in contatto.

Anche Julian Assange, da Twitter ha detto la sua sulla questione, dando le istruzioni su come è possibile fare quello che ha fatto Dylan McKay e scoprire “quello che Facebook sa di voi (come minimo)”, ovvero: andare allapagina delle impostazioni del social network, cliccare sul link sotto alla finestra di opzioni che permette di “scaricare una copia” dei propri dati Facebook, attendere che parta il download automatico dalla pagina, scaricare il file zip, estrarne il contenuto e cliccare sul file “html/index.htm”.

Per chi non volesse disinstallare le applicazioni, il consiglio più diffuso in questo momento, è quello di andare a controllare tutte le impostazioni relative alla privacy di Facebook sui propri dispositivi, ed in ogni caso fare attenzione a non condividere l’accesso alla propria rubrica di contatti.

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