Stai leggendo: Cinema: in Canada le donne hanno più opportunità

Letto: {{progress}}

Cinema: in Canada le donne hanno più opportunità

In Canada esistono diverse iniziative politiche volte a raggiungere la parità tra i sessi nell’industria cinematografica entro il 2020 che stanno trasformando il mondo dello spettacolo.

Le registe canadesi Sonia Boileau, Michelle Latimer, Jordan Canning

3 condivisioni 0 commenti

Tre anni fa il primo ministro canadese Justin Trudeau annunciò che il suo gabinetto di 30 membri sarebbe stato il primo, nella storia del paese, composto in maniera egualitaria da uomini e donne, cosa che riteneva si sarebbe dovuta fare già molto tempo prima. Circa un anno dopo Telefilm Canada, ovvero l’agenzia governativa che finanzia l’industria dello spettacolo nel paese, ha seguito l’esempio del primo ministro, svelando una serie di ambiziose iniziative volte a raggiungere la parità dei sessi nel settore dello spettacolo entro il 2020. L’obiettivo era chiaro: tra i vari criteri utilizzati per la selezione dei film da finanziare sarebbe stato di importanza fondamentale che il progetto fosse diretto da una donna o riguardasse un personaggio femminile. E tutto questo quando #MeToo e Time’s Up ancora non si profilavano nemmeno lontanamente all’orizzonte.

Questa iniziativa sta già producendo i suoi frutti. Come riporta l’Hollywood Reporter, uno studio del 2017 ha dimostrato un aumento del 27% nei progetti finanziati dall’agenzia e diretti da donne rispetto al 2015. E la stessa politica è stata accolta anche dal National Film Board Canada, la Canadian Broadcasting Corp. ed il Canada Media Fund, allo stesso modo intenzionati ad ottenere le pari opportunità entro il 2020. Il ministro della cultura Melanie Joly ha dichiarato:

Esistono barriere sistemiche per i finanziamenti. Noi, in quanto governo femminista, crediamo di dover impegnarci apertamente per superarle.

Tra le concrete iniziative adottate da Telefilm ci sono i programmi Talent to Watch, che mira a finanziare ogni anno 50 progetti di registe esordienti e quanti più film con tematiche femminili possibili con una somma stanziata di circa 120mila dollari per ciascuno; e Fast Track, che assicura 500mila dollari per chi intenda realizzare il proprio secondo film dopo aver ottenuto successo a livello internazionale con il primo. Ha detto il direttore esecutivo di Telefilm, Carolle Brabant:

Vogliamo creare una strada verso il successo. Vogliamo premiare il successo dei film d’esordio permettendo ai registi emergenti di realizzare il loro lavoro successivo.

È quello che è successo ad Ashley McKenzie con il suo primo film Werewolf: la storia di giovani e droga in una piccola cittadina mineraria della Nuova Scozia è stata finanziata da Telefilm con un microbudget, che ha avuto molto successo nei circuiti festivalieri, tra cui Toronto e Berlino. Ora la McKenzie, grazie a Fast Track, sta sviluppando il suo secondo film.

La Brabant dice anche che questa spinta alla parità ha gettato nuova luce sull’industria dello spettacolo: “Ha fatto capire alle donne che ce la possono fare”. Ed aggiunge Sonia Boileau, che ha fruito dei finanziamenti di Telefilm per il suo primo lungometraggio, Le Dep, ed ora si appresta a lavorare a Rustic Oracle (la storia di una bimba Mohawk di 8 anni che va alla ricerca della sorella scomparsa): “È rassicurante sapere di poter ‘mettere un piede nella porta’”. Per qualsiasi regista, ottenere successo con i primi film, per quanto piccoli, significa avere una chance a livello internazionale, come ha spiegato Jordan Canning, che grazie alle iniziative di Telefilm ha ottenuto di realizzare We Were Wolves e Suck It Up:

Quando hai due film alle spalle, ti trovi auspicabilmente ad un livello che ti permette di accedere a finanziamenti in altri paesi e collaborare con co-produttori internazionali.

Quanto più questa politica prende piede, tanto più cominciano a cambiare le prospettive dell’industria, che si rende conto dell’emergere di una nuova fetta di mercato ancora non sfruttata e potenzialmente molto lucrativa. E le donne che vogliono tentare di sfondare nel mondo del cinema, rivolgendosi a realtà come quella di Telefilm, hanno concrete possibilità di riuscirci senza doversi scontrare con la vecchia guardia, che da sempre costituisce un ostacolo spesso insormontabile. La regista di Toronto Michelle Latimer spiega poi che “Telefilm sta rendendo sempre più democratico il processo di finanziamento dei film, e questo è particolarmente positivo per i giovani filmmakers che non riescono a seguire il normale iter per ottenere i fondi necessari”.

E la spinta alla parità non esiste solo per registe o attrici: in Canada sono sempre di più le donne che svolgono mansioni tecniche sul set, come il missaggio sonoro o il montaggio,da sempre dominio maschile. Il Ministro Joly poi sta adoperandosi affinché nell’era di Time’s Up non ci sia più spazio per le molestie sessuali sul posto di lavoro.

Il movimento #MeToo significa per noi una transizione culturale fondamentale. Sta cambiando il modo in cui le persone interagiscono tra loro e spinge ad assicurare maggior rispetto tra uomini e donne, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro.

Non sarebbe bello se politiche del genere prendessero piede anche da noi?

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.