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A Napoli una donna single potrà diventare mamma grazie all'adozione internazionale

Il Tribunale dei Minori di Napoli ha dichiarato idonea per l’adozione internazionale di una bambina bielorussa una donna single. Che questo sia un nuovo passo verso il futuro?

Mamma e figlia

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È stato depositato a inizio marzo scorso al Tribunale di Napoli un decreto in cui i giudici hanno dichiarato una donna single idonea ad adottare una bambina bielorussa che, dal 2016, ogni anno la futura mamma prende in affido per quattro mesi grazie a programmi atti ad aiutare i bambini esposti alla radiazioni di Chernobyl.

Dopo il caso del neo papà single che ha adottato un bambina affetta dalla sindrome di down, grazie all'articolo 44 della legge 184 del 1983 in cui vengono regolate le “adozioni speciali”, è la seconda volta in pochi mesi che i giudici partenopei si schierano dalla parte di persone non sposate ma desiderose di diventare genitori e, soprattutto, dalla parte dei bambini bisognosi di una famiglia, anche monogenitoriale, che li ami e si prenda cura di loro. 

Particolare del quadro di Gustav Klimt Le tre età della donnaHD

In Italia il primo caso di adozione internazionale per una donna single risale 2009 quando la sarda Annalisa Dessalvi, dopo 12 anni di battaglie legali, ha finalmente potuto prendere con sé una ragazza, sempre bielorussa, ormai divenuta maggiorenne. Anche per Antonia (nome fittizio della donna nubile appena ritenuta idonea per l’adozione) il percorso che dovrà affrontare per diventare a tutti gli effetti la mamma dell’undicenne che desidera crescere ed educare sarà difficile, tortuoso ed estremamente oneroso: “con questo pronunciamento ho dato mandato a uno dei quattro enti riconosciuti che seguono le adozioni internazionali in Bielorussia di verificare che la piccola sia formalmente adottabile, a quel punto l’ente comunicherà i dati alla commissione per le adozioni internazionali italiana che farà richiesta al governo di Minsk” ha spiegato lei stessa al Corriere della Sera  “adesso la bimba è stata trasferita in un casa famiglia perché la Bielorussia sta chiudendo gli orfanotrofi ed è diventato un po’ più complicato comunicare. Il punto è che loro hanno la piena tutela su di lei e potrebbero anche decidere di sospendere i suoi soggiorni in Italia”.

Il recente decreto del Tribunale di Napoli potrebbe essere un nuovo importante passo avanti verso il futuro e il cambiamento dell'anacronistica normativa italiana sulle adozioni soprattutto in virtù del fatto che, come l’avvocato Marcella De Nigris ha dichiarato dall'alto della sua esperienza: 

I single sono molto più motivati e spesso anche più disponibili delle coppie sposate ad accogliere bambini già grandicelli o con fragilità particolari o storie difficili, che altrimenti rimarrebbero negli orfanotrofi.

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