Stai leggendo: Teen Love: i più bei film d’amore adolescenziale

Letto: {{progress}}

Teen Love: i più bei film d’amore adolescenziale

Rapporti appassionati, nascosti, scandalosi o ossessivi: ecco i film romantici che raccontano le più belle storie d’amore adolescenziale.

Heath Ledger e Julia Styles in 10 cose che odio di te

2 condivisioni 0 commenti

La curiosità, l’incertezza, il brivido della scoperta, ma anche l’ossessione e la paura: il primo amore non si scorda mai, ed è un’esperienza unica per ciascuno di noi. Come ogni altra forma d’arte, il cinema ci ha raccontato innumerevoli storie che esplorano il sentimento più importante di tutti, quello che non ha confini e sfugge ad ogni etichetta. E così torniamo ad emozionarci ogni volta che vediamo Romeo e Giulietta innamorarsi uno dell’altra, che sia nelle atmosfere medievali proposte da Zeffirelli o quelle moderne ed elettriche di Baz Luhrmann; tanto quanto siamo vinti dall’irresistibile tenerezza della storia di Elio ed Oliver, gli amanti delicati e languidi raccontati in Chiamami col tuo nome da Luca Guadagnino e James Ivory (che per questo film ha vinto l’Oscar, per la sceneggiatura tratta dal romanzo omonimo di André Aciman). Vi presentiamo i migliori film d'amore adolescenziali scelti tra i più bei teen movie, compresi i titoli che hanno avuto meno risonanza, ma meritano di essere (ri)scoperti.

Film d’amore per ragazze

10 cose che odio di te (Gil Junger - 1999)

10 cose che odio di te è stato il film che ha lanciato la carriera di Heath Ledger, che qui brilla sul resto del cast nel ruolo dello scanzonato Patrick Verona. Ambientato a Seattle, nello stato di Washington, il film è una -molto- libera trasposizione della commedia shakespeariana La bisbetica domata, una delle opere del Bardo che ormai da tempo non viene più proposta, perché nessuni vuole confrontarsi con un testo considerato da molti misogino. Eppure questo film riesce ad essere raccontato dalla prospettiva femminile, così Julia Stiles diventa il centro morale e personaggio esemplare. Per questo e per l’irresistibile spacconeria di Ledger, è un film che merita di essere visto.

Ragazze a Beverly Hills (Amy Heckerling - 1995)

Anche questa commedia romantica, diventata vero e proprio cult, nasconde (ma nemmeno troppo) altissime origini: si tratta nientemeno che di un geniale adattamento moderno del romanzo Emma di Jane Austen, e racconta la storia della ricca e tanto popolare quanto superficiale Cher (Alicia Silverstone) che ama fare da sensale e trovare il partner perfetto per chiunque, ma questa sua vocazione viene messa in discussione quando si rende conto di essere attratta dall’uomo (Paul Rudd) che ha scelto per un’altra (Brittany Murphy). Insomma, un connubio perfetto tra il brio della Austen e gli ambienti patinati di Beverly Hills: la ricetta ideale per un generatore di meme.

Juno (Jason Reitman - 2007)

Il debutto della sceneggiatrice Diablo Cody che finì per guadagnarci un Oscar racconta la storia di una giovane coppia di liceali (Ellen Page e Michael Cera) che si trovano a dover gestire una gravidanza inaspettata, e la teen-mom decide di dare il nascituro in adozione. Controverso nella premessa ma tenero e adorabile nella realizzazione, il film riesce a suscitare un dibattito su una questione sempre spinosa ma anche raccontare la vita e l’amore di due adolescenti in modo intelligente ed emozionante.

Colpa delle stelle (Josh Boone - 2014)

È il film strappalacrime delle ultime generazioni, come Love Story lo era stato negli anni 70 e 80: i due giovani innamorati, infatti, sono due malati di cancro, e la malattia è onnipresente, anche quando la leggerezza dei due, interpretati dai bravissimi Shailene Woodley e Ansel Elgort, sembrerebbe appartenere a due adolescenti qualunque. A seconda della sensibilità dello spettatore, può risultare un tantino troppo morboso, o magari stucchevole, ma i due protagonisti vivono una storia intensa, raccontata in maniera acuta ed interpretata benissimo da entrambi.

West Side Story (Jerome Robbins e Robert Wise - 1961)

Celebre trasposizione cinematografica del capolavoro teatrale di Bernstein e Sondheim, a sua volta ispirato dal Romeo e Giulietta di Shakespeare, è considerato il musical per antonomasia, che finì per vincere 10 Oscar (aveva ricevuto 11 candidature), e raccolse recensioni entusiaste (l’Hollywood Reporter scrisse “è talmente bello che i superlativi sono superflui”). La vicenda è quella arcinota dei due amanti appartenenti a famiglie nemiche, ma stavolta l’ambientazione è Manhattan, e la faida è tra americani e immigranti portoricani. Pietra miliare della storia del cinema e scrigno di canzoni intramontabili, non è mai passato di moda, ma adesso sembra essere più attuale che mai.

Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore (Wes Anderson - 2012)

A voler essere puntigliosi, non è un teen-movie, perché i due protagonisti sono dodicenni, ma non ce ne vogliate: il film di Wes Anderson è un gioiellino che merita di essere citato. Il regista, infatti, ricorre al suo arsenale di trucchi infallibili - la colonna sonora accattivante, i dialoghi ironici in modo inequivocabilmente "andersoniano", scenografia curata nei minimi dettagli e la fotografia nostalgica cui i filtri Instagram devono tutto - per raccontare della fuga d’amore di due ragazzini, Sam e Suzy (Jared Gilman e Kara Hayward). Lui è un piccolo nerd serioso, lei precoce ed indipendente: insieme vivranno una breve ed incantevole avventura. Ed il tutto in una fantastica ambientazione anni ‘60, in cui compaiono Bruce Willis, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton ed Edward Norton.

Film d'amore gay adolescenziali

Maurice (James Ivory - 1987)

Maurice è la storia di un giovane studente di Cambridge (James Wilby) che si innamora di un compagno di università (Hugh Grant), basata su un romanzo - che per molto tempo rimase inedito - di E. M. Forster, l’autore da cui Ivory aveva tratto Camera con vista e al quale avrebbe attinto ancora con Casa Howard. Il New York Times ne esaltò lo “spiccato senso del ricercato”, l’ambientazione nostalgica (siamo nel 1909) ed il ritmo languido che permette di notare e far proprio anche il dettaglio più apparentemente insignificante. Tutti elementi che contribuiscono a creare un film magico, e che nello stesso modo caratterizzano anche il lavoro di Ivory alla sceneggiatura del film di Guadagnino: se vi è piaciuto quello, amerete questo forse anche di più. 

Creature del cielo (Peter Jackson - 1994)

Tratto da una storia di cronaca nera accaduta in Nuova Zelanda, Creature del cielo valse a Peter Jackson il Leone d’Argento a Venezia, e segnò il debutto cinematografico di Kate Winslet e Melanie Lynskey. Nonostante dalla ricostruzione dell’evento non emergesse chiaramente un legame romantico tra le due ragazze, che si macchiarono di un crimine efferato, il film di Jackson decide di lasciare indizi cospicui che puntano in quella direzione: tra le due esiste un rapporto ossessivo, appesantito da possessività e gelosia, che esplode poi nel gesto che finì sui giornali. Creature del cielo è un affascinante connubio di realismo e fantasia, dove quest’ultima è talmente spettacolare e rassicurante da prendere il sopravvento. Piccola curiosità: la trama del film è stata usata in un episodio dei Simpson in cui Lisa si trovava a vivere una dinamica “simile” con una nuova amica, che aveva la voce di Emily Blunt.

Moonlight (Barry Jenkins - 2016)

Chi non conosce Moonlight potrebbe però ricordarlo come il film coinvolto nella gaffe degli Oscar insieme a La La Land, ma il dramma di Jenkins è molto di più. Anche qui, stiamo un po’ barando: il film racconta tre fasi della vita del suo protagonista, e quella adolescenziale è solo la parte centrale, ma fondamentale. È infatti sulla sabbia di Miami, seduto accanto ad un suo coetaneo, che scopre di essere gay, e quel momento, catturato in una bellissima scena, rimarrà per sempre impresso nella sua mente. Una bellissima storia di formazione, splendidamente recitata da tutto il cast, e visivamente indimenticabile.

My Summer of Love (Pawel Pawlikowski - 2004)

Il film del 2004 di Pawel Pawlikowski fu un caso interessante: una pellicola inglese, indie, diretta da un polacco, che riuscì a vincere il Bafta come miglior film, portando notorietà alle sue protagoniste, Natalie Press e, soprattutto, Emily Blunt. Come indica il titolo, il film è ambientato d’estate, tra le pianure dello Yorskshire e racconta con eleganza ed acume la storia d’amore tra due ragazze: Mona (Press) è annoiata e vuole fuggire dalla famiglia e dalla vita claustrofobica che conduce, e quando incontra Tamsin (Blunt) trova in lei uno spirito affine, ma anche terribilmente affascinante, con tutta la sua eleganza e la libertà che una famiglia assente le permette di avere. Il film è un crescendo di tensione erotica ed ossessione, destinato a finire quando anche l’estate sarà passata.

Teen love: i film da (ri)scoprire

Your Name (Makoto Shinkai - 2016)

Ci voleva un film d’animazione, e Your Name (in originale Kimi no na wa) è uno dei migliori film d’amore animati degli ultimi anni. La trama ruota attorno ad un topos già visto: lo scambio di corpi tra un ragazzo ed una ragazza; ma questa premessa è solo l’inizio di un’esperienza molto più immersiva. Lei, Mitsuha, vive in un paesino tra le montagne, dedita ai rituali shintoisti e sogna la vita nella grande metropoli, così un giorno si trova ad esprimere il desiderio di svegliarsi la mattina successiva e scoprire di essere un giovane che vive a Tokyo. Ed è quello che le succede, quando si ritrova a scambiare la propria vita con quella del giovane Taki, ma non in maniera permanente: lo scambio avviene in maniera imprevedibile, loro due non riescono mai ad incontrarsi, ma ben presto scopriranno che c’era una ragione per questo loro misterioso destino.

Departure (Andrew Steggall - 2015)

Il teenager Elliot (lo strepitoso Alex Lawther) si trova nel sud della Francia con la madre (Juliet Stevenson), pronto lasciare la casa di famiglia dove trascorrono le vacanze, quando conosce il bel Clément (Phénix Brossard), e si invaghisce perdutamente di lui, per poi scoprire che anche la madre nutre lo stesso interesse. Questa è la cornice all’interno della quale si svolge la storia di Departure, una sorta di triangolo amoroso nel quale soprattutto madre e figlio consumano le loro nevrosi, in un film che ammalia e respinge, sullo sfondo di paesaggi ed ambiente splendidamente catturati dalla fotografia di Brian Fawcett.

Sing Street (John Carney - 2016)

Sing Street è un film musicale (nel senso più letterale che non convenzionale del termine) in cui un ragazzo (Ferdia Walsh-Peelo) di un liceo di Dublino decide di mettere su una band per sfuggire alla soffocante vita familiare e conquistare la misteriosa ragazza dei suoi sogni (Lucy Boynton). Il film di Carney (quello del sottovalutato Tutto può cambiare con Keira Knightley) è un gioioso e spensierato omaggio agli anni ‘80 e alla voglia di reinventarsi dell’adolescenza, del volersi mettere alla prova con un’impresa epica. Noi siamo lì a fare il tifo per Connor ed i suoi amici, sperando che abbiano successo e poi rimaniamo a bocca aperta sul finale molto più fantastico di quanto possiamo immaginare. Un film delizioso.

The Spectacular Now (James Ponsoldt - 2013)

Presentato al Sundance, questo film sulla carta sembra solo l’ennesima storia d’amore tra la studentessa modello ed il ragazzo bello e dannato che deve essere redento. Ma ciascuno dei due, interpretati da Shailene Woodley e Miles Teller, hanno molte più sfumature, e la loro storia è raccontata con molta più autenticità ed accuratezza di tanti altri progetti simili: non c’è l’ironia adulta ed estrema che sdrammatizza i momenti difficili, non c’è sesso gratuito o ridicolo, ma ci sono momenti di vita raccontati con naturalezza, senza forzature. È così che percepiamo il legame tra i due protagonisti come intenso e fragile al contempo: l’amore dell’adolescenza può bruciare e consumarsi velocemente, ma a volte vale la pena dargli una seconda chance, per vedere se può sbocciare in qualcosa di più importante.

Hoje eu quero voltar sozinho (Daniel Ribeiro - 2014)

Il film brasiliano, conosciuto anche con il titolo internazionale The Way He Looks è nato da un cortometraggio dal titolo Eu Não Quero Voltar Sozinho (“non voglio tornare da solo”), di cui costituisce il seguito. Entrambi sono stati scritti e diretti da Daniel Ribeiro e hanno lo stesso cast: Leo (Ghilherme Lobo) è un ragazzino cieco, che vive le sue giornate tra scuola e casa con l’inseparabile amica Giovana (Tess Amorim), ma quando arriva un nuovo studente, Gabriel (Fabio Audi) e lui scopre di esserne innamorato, le dinamiche della sua vita cambiano. Come tutti i film in cui i personaggi sono adolescenti che esplorano per la prima volta l’amore e se stessi, è una storia di formazione, ma ciò che rende unico questo titolo in particolare, è il fatto che pur inserendo una componente ingombrante come la cecità del protagonista, riesce a dipingerla in maniera del tutto normale, come se non fosse poi una questione così importante, e soprattutto non come una condizione capace di menomare completamente la vita di un individuo. Da vedere.

Qual è il film che vorreste (ri)vedere, e quale invece il titolo che avreste inserito nella lista?

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.