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L’8 marzo all’insegna del secondo Sciopero globale delle donne

Come lo scorso anno, anche l'8 marzo prossimo le associazioni femministe hanno deciso di dare vita a uno Sciopero globale delle donne. Tante le manifestazioni previste in Italia organizzate dal movimento Non una di meno al grido di #wetoogether.

Banner 8 marzo Non una di meno

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“Il prossimo 8 marzo la marea femminista tornerà nelle strade. Il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme e la rabbia di chi non vuole esserne vittima si trasformeranno in un grido comune, da #metoo a #wetoogether”: con queste parole il movimento femminista Non una di meno ha annunciato la sua partecipazione, come lo scorso anno, allo Sciopero globale delle donne in occasione della Giornata internazionale delle donne dell'8 marzo prossimo.

Sciopero globale delle donne dell'8 marzoHDNon una di meno

Tale sciopero è un’iniziativa a cui hanno aderito diversi movimenti femministi in 70 Paesi in tutto il mondo e in Italia, oltre al corteo previsto nella Capitale, vi saranno tantissime altre manifestazioni in molte delle nostre città, tutte messe in evidenza nella mappa diramata sul sito di Non una di meno.

Il movente principale dello Sciopero globale delle donne è il contrasto alla violenza maschile e a tutte le forme di violenza di genere che passa anche dalla trasformazione delle singole denunce social del movimento #metoo, nato sulla scia del caso Weinstein, in un’azione collettiva che porta il nome di #wetoogether. Non a caso, la stessa Asia Argento - tra le prime ad aver denunciato l’ex mogul di Hollywood - ha deciso di aderire pubblicamente allo sciopero, come lei stessa ha dichiarato in un video diramato sui social: “aderisco allo Sciopero globale delle donne e l’8 marzo scenderò in piazza con Non una di meno per protestare contro quel patriarcato che da sempre cerca di opprimerci”.

#Wegotogether è la conseguenza naturale del movimento #metoo perché le donne oggi credono alle altre donne, danno solidarietà. Perché quasi tutte le donne hanno vissuto violenze.

Sempre il documento nel movimento Non una di meno che annuncia lo sciopero, e invita anche gli uomini a parteciparvi, sottolinea che quello dell’8 marzo sarà “uno sciopero femminista perché pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni".

Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini.

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