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Milano e Torino diventano città orientali grazie all’arte

Milano e Torino ospitano due esposizioni che promettono di farci sentire più vicino il lontano Oriente.

Una foto della mostra 3DPRK – Ritratti nordcoreani

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Se è vero che il 2018 ci regala tante grandi mostre, è anche vero che quest’anno ci avvicina a mondi che pensavamo lontanissimi. E lo fa senza farci nemmeno rispolverare il passaporto. Attraverso l’arte, infatti, Milano e Torino si trasformano in città orientali, l’una aprendo le porte ai volti della Corea del Nord, l’altra raccontandoci l’arte contemporanea cinese.

La Corea del Nord a Milano

Una foto della mostra 3DPRK – Ritratti nordcoreaniHDMatjaz Tancic

Dopo l’inaugurazione di giovedì 22 febbraio, la mostra 3DPRK – Ritratti nordcoreani, del fotografo sloveno Matjaz Tancic è aperta al pubblico e visitabile presso l’Anteo Palazzo del Cinema di Milano. Realizzata in collaborazione con la galleria d’arte Koryo Studio (specializzata in arte nordcoreana e domiciliata a Pechino), la mostra presenta 19 immagini in 3D che raccontano un popolo a noi ancora troppo poco conosciuto. La quotidianità in Nord Corea, al di là dei clamori giornalistici è la vera protagonista di questa mostra: le fotografie spaziano da Pyongyang da città come Pyongsong o Kaesong fino a piccoli villaggi come Mangyongdae per cogliere la vera essenza del popolo nordcoreano. Ecco nelle parole di Tancic l’espressione del senso della sua ricerca fotografica:

I media concentrano tutta l’attenzione sulla dittatura di Kim Jong-un e la nostra percezione della Corea del Nord si spezza a metà: demonizzazioni del potere da un lato, idealizzazioni del popolo dall’altro. Entrambi i punti di vista oscurano l’identità nordcoreana: ecco perché ho voluto fotografare la gente comune. Persone di età, condizioni sociali e mestieri differenti, in cui ognuno, ovunque, si può riconoscere.

Le fotografie sono state scattate utilizzando la tecnica stereoscopica in 3D e si inseriscono perfettamente nel percorso artistico del fotografo sloveno, la cui filosofia è quella di sfruttare le qualità narrative della fotografia per veicolare documenti di rilevanza socioculturale.

La mostra sarà visitabile fino all’8 aprile.

A Torino l’arte contemporanea cinese

La locandina di Zhang Hongmei a Torino

Diverse location per diversi progetti che però portano tutti la firma di Zhang Hongmei, nome di spicco della scena contemporanea artistica cinese. Quest’artista vuole, con le sue opere, dare espressione della modernità cinese senza strizzare l’occhio all’Occidente, ma procedendo con una vera ricerca identitaria. Vincenzo Sanfo, professore della Shandong University di Jinan già curatore della Biennale di Pechino e dalla Diffusione Italia International Group, nonché curatore di questi eventi ha dichiarato:

Si tratta di una grande opportunità per Torino per conoscere a fondo l'arte contemporanea cinese di Zhang Hongmei, la sua poliedricità artistica, la sua capacità di fondere la modernità e la tradizione, la semplicità con l'artificio, di imporre la sua visione in installazioni scenografiche e potenti come quella all'Università di Torino, ma anche in vasi, bronzi, gioielli, anche condividendo e coinvolgendo i giovani della scuola orafa. Insomma, un'artista a tutto tondo, che ha molto da dire e che sta facendo conoscere al mondo, e a Torino in particolare, una Cina ancora più affascinante, moderna, certo, ma anche con radici profonde nel suo passato. Una Cina possente.

Già ospite della Biennale di Venezia, Hongmei porta a Torino diversi linguaggi espressivi: installazioni, quadri, sculture e altro ancora.

Così, fino al 30 marzo, presso il Cortile dell'Università di Torino sarà possibile visitare la grande installazione Urban Colors and Xi'an Warriors: una riflessione sul ruolo del colore nella quotidianità. Ecco allora che sulle colonne e sulle severe architetture dell’università, Hongmei installa elementi colorati, come le tarsie in stoffa che rivestono le colonne. L'installazione è curata da Vincenzo Sanfo e dalla professoressa Stefania Stafutti dell'Istituto Confucio di Torino, in collaborazione con l'Università di Torino, Shandong Provincial Department of Culture, Diffusione Italia International Group e Shandong Zaimei Cultural, e si avvale inoltre del patrocinio della città di Torino.

C’è invece tempo fino al 10 aprile per visitare la mostra Oriente in Piemonte: ori e tesori di Zhang Hongmei e progetti della scuola orafa. Si tratta del culmine di un percorso iniziato diversi mesi fa dalla collaborazione fra l’artista e la scuola orafa. I progetti qui esposti sono il primo traguardo di questo felice incontro, che sarà poi esposto anche in Cina.

Ecco che allora questa primavera, anche senza prendere nessun aeroplano, possiamo viaggiare e scoprire culture lontanissime.

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