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C’è un errore nel tatuaggio in difesa delle donne che Emma Watson ha sfoggiato agli Oscar

L’attrice Emma Watson ha mostrato con orgoglio il suo tatuaggio Time’s Up durante il red carpet dell’Oscar Party 2018 di Vanity Fair... ma la scritta era grammaticalmente sbagliata.

Emma Watson Oscar 2018

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Durante la lunga notte degli Oscar 2018 Jane Fonda non è stata l’unica attrice a voler sottolineare ancora una volta l’importanza dell’organizzazione Time’s Up, nata a inizio anno su volere di numerose donne di Hollywood al fine di raccogliere fondi per le vittime di violenze sessuali, impreziosendo il suo candido outfit firmato Balmain con una spilletta del movimento. 

L'attrice Jane FondaHD

Emma Watson, infatti, sul tappeto rosso del party di Vanity Fair successivo alla cerimonia di premiazione, ha esibito con orgoglio il suo tatuaggio Time’s Up, peccato però che nella scritta impressa sul braccio della giovane attrice mancasse l’apostrofo tra la lettera “e” la la lettera “s” e che il suo bellissimo gesto si sia trasformato in oggetto di scherno da parte del web, soprattutto in virtù del fatto che la colta Emma è laureata proprio in letteratura inglese.

Emma Watson al party degli Oscar di Vanity FairHD

Per fortuna della Watson, sembra il tatuaggio che avrebbe dovuto arricchire lo splendido vestito nero a sirena di Ralph Lauren non fosse permanente mentre perpetua è l’attenzione dell’attrice nei confronti dei diritti delle donne: l’icona delle giovanissime, interprete di Hermione Granger nella saga cinematografica Harry Potter, ha sempre “sfruttato” la sua fama nome dell’eguaglianza di genere, in primis come sostenitrice della campagna femminista HerForShe da ambasciatrice dell’UN Women, l'organo delle Nazioni Unite che si occupa del rispetto dei diritti delle donne di tutto il mondo.

Emma Watson e Marai LarasiHD

Inoltre anche per l’organizzazione Time’s Up la Watson è stata particolarmente attiva facendo sfilare sul “black carpet” degli scorsi Golden Globes l’attivista Marai Larasi e mettendo all’asta il suo abito, rigorosamente nero, di Ronald Van Den Camp per poi donare al movimento il ricavato. Nel caso di Emma, quindi, è proprio il caso di dire: le scritte volano, i fatti restano.

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