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Un alunno è stato ritirato da scuola per aver letto Ascolta il mio cuore

È successo davvero: a Carpi, vicino a Modena, un bambino è stato ritirato dalla scuola primaria perché gli insegnati gli hanno assegnato Ascolta il mio cuore da leggere.

Ascolta il mio cuore con Bianca Pitzorno

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L'inizio di marzo è stato scivoloso. E non solo per i fiocchi di neve che hanno colto di sorpresa i giorni italiani pre-elezioni, ma anche per le polemiche che stanno fioccando (o scivolando) su temi come la fluidità di gender o di gusti sessuali in rapporto al mondo della didattica.

Al centro dell'attenzione c'è stata la questione dell'algida Elsa, la protagonista di Frozen. Isolata nel suo mondo ghiacciato, l'eroina ha sempre evitato di conformarsi e ha preferito seguire sé stessa, la propria natura. E - a quanto pare - nel sequel del film Disney potrebbe avere una fidanzata e non un fidanzato.

Allo stesso tempo, però, un altro caso ha seminato sconcerto e perplessità: la storia di un bambino di Carpi ritirato dalla scuola primaria Carlo Collodi per colpa di una lettura che ha scandalizzato i suoi genitori.

Il libro che la maestra ha dato da leggere ai bambini era Ascolta il mio cuore, di Bianca Pitzorno.

La polemica

Bianca Pitzorno in primo pianoHDvia Il Libraio
La scrittrice Bianca Pitzorno

La maggior parte delle persone che ha letto Ascolta il mio cuore non ha trattenuto il proprio stupore di fronte a un articolo di Osservatorio Gender che racconta la storia di una famiglia cattolica vessata dai pessimi e pericolosi insegnamenti della scuola che propone letture come i libri di Bianca Pitzorno.

Qualcun altro non ha trattenuto il proprio stupore di fronte al fatto che esistono bambini di 9 o 10 anni "controllati" dai genitori riga per riga nelle letture assegnate a scuola.

Eppure è tutto vero: Osservatorio Gender prende le totali difese della famiglia "che ha la 'colpa' di vivere in un mondo completamente rovesciato, scoperchiato dalla mancanza di veri valori, sostituiti dal più assurdo relativismo". In realtà, per una semplice tautologia, nessun relativismo potrebbe essere assurdo: la parola stessa lo esclude.

Ma che cosa c'è che non va in Ascolta il mio cuore?

Il passaggio sotto accusa, "gender-fluid friendly", è questo:

'E poi le donne a fare i toreri non ce le vogliono' – aggiungeva Gabriele dispettoso. 'Bé vuol dire che cambierò sesso' – pensava Prisca. Elisa le aveva mostrato, su una rivista medica dello zio Leopoldo, la foto di un camionista svedese che si era fatto fare un’operazione ed era diventato una bellissima ragazza. 'Se fossi maschio potrei anche fare il mozzo su una nave mercantile e andarmene in giro per il mondo'– pensava Prisca. (…) 'Va bé, vuol dire che prima mi sposerò e avrò i miei diciassette bambini, e solo dopo cambierò sesso e farò il torero'. Era un pensiero consolante avere quella doppia possibilità grazie al progresso della scienza.

La famiglia del bambino ha chiesto alla Direzione Scolastica (che ovviamente ha rifiutato) la rimozione del volume dalla biblioteca dell'istituto, "in quanto lesivo e diseducativo per la morale dei bambini".

Osservatorio Gender commenta così:

Cosa rimane da fare a questa povera famiglia disperata, se non ritirare il figlio da una scuola che ha tutti gli scopi possibili ed immaginabili fuorché quello fondamentale da cui dovrebbe dipendere, ovvero l’educazione e la formazione di bambini/ragazzi moralmente saldi?Queste scelte però, comportano conseguenze, danni, dolori e lesioni a bambini che ancora così piccoli sono costretti a dover cambiare – ovviamente per il loro bene – a causa di un mostruoso insegnamento.

Lo ripetiamo, è successo davvero.

L'insegnamento di Ascolta il mio cuore

La copertina di Ascolta il mio cuoreMondadori
Il romanzo Ascolta il mio cuore

Edito da Mondadori nel 1991, il romanzo è ambientato nel 1950 in Sardegna e parla della guerra di una baby idealista di 9 anni di nome Prisca Puntoni contro un'insegnante subdola, ipocrita e crudele. La ragazzina, brillante e intelligente, si accorge subito che la maestra Argia Sforza non tratta le scolare allo stesso modo ma attua discriminazioni in base alla loro estrazione sociale.

In particolare, il suo accanimento contro due bambine povere, che non sono in grado neanche di comprarsi il "prescritto" fiocco rosa a pallini celesti da abbinare al grembiule, è controbilanciato da un atteggiamento servile nei confronti delle alunne con genitori borghesi o nobili.

E Prisca compie un processo di maturazione prendendo consapevolezza di una battaglia che, volente o nolente, tocca proprio a lei (insieme alle sue amiche Elisa e Rosalba) combattere, in nome degli ideali - già radicatissimi nella bambina - di giustizia e uguaglianza.

Pochi libri come Ascolta il mio cuore possono essere formativi per un allievo della scuola primaria. La fantasia, la forza e la libertà di Prisca sono un modello fortissimo e non solo per i bambini. L'eroina del romanzo, Prisca, è un'idealista limpida e cristallina e rappresenta una visione del mondo pura contro la realtà vincolata e corrotta da interessi, circostanze, obiettivi personali.

Rileggendo Ascolta il mio cuore da adulti, ci si rende conto che una divisione del mondo in Prische e Argie Sforza è una visione troppo manichea e che spesso le intenzioni, come le idee, sono contaminate da necessità e irrefrenabili egoismi. Forse molti lettori si rendono conto di essere dei wannabe Prisca con qualcosa, fastidioso ma incontenibile, di Argia Sforza.

Le polemiche vanno a convergere su un discorso "metadidattico": il libro parla proprio di cattivi maestri, ovvero ciò che sono accusati ora (da Osservatorio Gender) di essere gli insegnanti hanno assegnato il libro agli alunni. L'atteggiamento della crudele insegnante di Ascolta il mio cuore non è altro che la rappresentazione di una mentalità ottusa, opportunista e intollerante.

La visione integra e pulita della vita da parte di Prisca è contrapposta alla meschinità della maestra: questa dicotomia rappresenta il modo ideale per spingere chi si sta affacciando alla vita a credere in qualcosa e, di conseguenza, a lottare per ciò per cui si crede. Quanti possono dire di farlo davvero, da adulti?

La scuola Collodi di CarpiComune Carpi
La scuola primaria di Carpi

Il mondo di Prisca, quello in cui chi combatte il male riesce a vincerlo con una tartaruga, non esiste ma, per dirla alla Platone, appartiene al mondo delle idee, delle forme pure dell'esistenza. Ed è un mondo che i bambini, a scuola come nella vita, devono avere il grande privilegio di scoprire.

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