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Sorprendimi!, la recensione del nuovo romanzo di Sophie Kinsella

La regina del rosa torna in libreria: Sorprendimi è il nuovissimo romanzo di Sophie Kinsella che racconta di una coppia sposata e la delicata ricerca per la chiave di un felice matrimonio.

La lunga chioma di Sylvie in Sorprendimi

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Se il medico vi diagnosticasse una terribile malattia coniugale, reagireste come Sylvie e Dan? Prima di farvi prendere dal panico, lasciatevi spiegare qual è la divertente malattia inventata da Sophie Kinsella nel nuovissimo romanzo Sorprendimi!, edito da Mondadori e arrivato da poco nelle nostre librerie.

Ma, prima di avviare le danze, una precisazione: lasciate da parte romanzi come Ho il tuo numero, Sai tenere un segreto e I Love Shopping, perché Sorprendimi è, letteralmente, una sorpresa!

Copertina di Sorprendimi!
Sorprendimi!, il nuovo romanzo di Sophie Kinsella

Siamo abituati alla penna spumeggiante della Kinsella, un’autrice di romanzi rosa amata in tutto il mondo - con un debole per l’Italia - che ha tentato più volte di modificare il suo percorso narrativo, sbizzarrendosi con alcuni progetti che, se in alcuni casi hanno slittato, in altre circostanze sono stati ben sviluppati (Dov’è finita Audrey ad esempio) come un’autrice versatile saprebbe dover fare.

In Sorprendimi, Sophie Kinsella ha preso dimestichezza con l’elemento suspense, tessendo la trama attorno a una piccola rete di misteri piazzati all’interno della narrazione come piccole matriosche in un percorso di caccia al tesoro.

La Principessa Sylvie e il Tesingo Dan

Ogni protagonista della Kinsella deve rispecchiare dei canoni: tendenzialmente disagiata e ben predisposta ai monologhi interiori. E l’autrice non si smentisce neanche questa volta, creando Sylvie. Mamma di due gemelle e lavorando in un’associazione di beneficenza, Sylvie sembra essere la classica principessa delle fiabe: capelli da Raperonzolo, un marito Principe Azzurro come Cenerentola e un lavoro senza matrigne tra i piedi. Un sogno idilliaco ma che, se passato al microscopio, camuffa tante piccole crepe pronte a riempirsi d’acqua fino a soffocare.

Sylvie ha perso suo padre, un eroe senza tempo la cui rilevanza è stata spesso sottolineata all’interno del romanzo dipingendolo come un cavaliere senza macchia e senza paura, in continua contrapposizione con l’uomo che Dan non potrebbe mai essere.

Come ogni principessa che si rispetti, Sylvie viene trattata come la delicata rosa de La bella e la Bestia: costantemente messa sotto una campana di vetro, lontana dalle dita fastidiose della verità e protetta dalla bruta realtà dei fatti. Confinata nel suo finto castello di cristallo, neanche fosse Elsa di Frozen, Sylvie molto presto scopre di non essere invincibile e di avere una propria personale kryptonite che, in altri tempi, invece sarebbe stato proprio il suo maggiore punto di forza: il suo matrimonio.

Finché morte non ci separi… davvero?

In seguito a una visita dal medico, i due coniugi apprendono che la loro vita di coppia ha una stima di sessantotto anni. Il panico è l’effetto collaterale di questa (non tanto) lieta novella. Sessantotto anni insieme alla stessa persona?

La Kinsella ha fatto leva su un tasto dolente della nostra società: quanti sono i matrimoni già destinati al divorzio? E quanti sono quelli che durano? E, se durano, per quanto tempo? Può l’amore far fronte a tutto e restare invariato nel tempo? Può l’amore di Dan e Sylvie durare altri sessantotto anni?

E finalmente viene fuori. La pura e semplice verità. Siamo entrambi terrorizzati all’idea di questo matrimonio epico, in scala Signore degli Anelli, in cui all’improvviso ci vediamo confinati.

Dan, definito spesso e volentieri “tesingo” (un termine genialmente inventato da Sylvie che unisce teso e guardingo), avverte la crisi di mezz’età attecchire a trent’anni dinanzi una prospettiva di vita così longeva ed è per far fronte a questo lungo arco temporale che Sylvie inventa il Progetto Sorprendimi.

Il che, in fondo, è in perfetto stile Kinsella: una moglie con grande inventiva che cerca di tenere vivo il proprio matrimonio quando non si è neppure lontanamente vicini al baratro. Del resto, le donne create dalla Kinsella sono tutte frenetiche e anticipano i drammi prima del tempo, se non arrivando al punto di crearne dei nuovi di zecca (Becky Bloomwood di I love shopping per dirne una).

Cosa funziona e cosa no?

Quando pensiamo a Sophie Kinsella, è difficile pensare che una sua creatura non possa piacerci, soprattutto quando si tratta di romanzi rosa. In Sorprendimi, l’autrice ha cercato di tenersi larga nel genere rosa per esplorare anche altri aspetti della narrativa, costruendo una retrospettiva dei personaggi peculiare e scegliendo tematiche delicate (come le molestie, la perdita e il rimpianto) per poi affrontarle con una penna che, seppur fosse leggera, ha saputo cogliere il punto senza scadere nel banale.

Ma questo romanzo merita come i precedenti? Questa è una domanda con cui ogni autore di bestseller dovrà avere a che fare, insieme ai suoi preziosi lettori. Nel caso della Kinsella, ci sono stati romanzi migliori di tanti altri ed è impossibile negarlo (sia a livello di trama che di scelte narrative, nonostante non abbia mai peccato nell’aspetto stilistico). Sorprendimi! forse si colloca nella via di mezzo perché ha unito il vecchio con il nuovo, creando un connubio di narrativa rosa con una piccola spruzzata introspettiva che ricorda anche la scelta narrativa di Susan E. Phillips nell’ultimo romanzo che abbiamo recensito.

I personaggi di Sorprendimi! hanno più difetti che pregi, partendo dal fatto che sono troppi e, per quanto possa apparire brutale dirlo, talvolta anche inutili ai fini della trama. L’elaborazione dei personaggi secondari avrebbe necessitato di un’analisi approfondita e forse più spumeggiante, volta ad alleggerire i drammi già presenti nella storyline principale. Ciò nonostante, la Kinsella ha saputo intersecare differenti sottostorie al lato più vulnerabile della protagonista, dando l’idea di una narrazione fluida e ciclica.  È proprio vero che tutti i nodi vengono al pettine.  

In conclusione, se vi aspettate il classico romanzo avvincente, mozzafiato e dal morire dal ridere, forse in Sorprendimi! non lo troverete. Ma, se pensate che una narrazione leggermente diversa possa essere degna del vostro tempo libero, allora ricordate che stiamo pur sempre parlando di Sophie Kinsella e che dunque rispecchia pur sempre un’alta qualità di narrativa.

Forse non è la storia della principessa che si salva da sola, ma potremmo pensare a Sorprendimi! come la storia di una principessa che decide di combattere sia per l’amore del proprio principe che per l’amore per sé stessa.

L’amore resta sempre amore, in qualunque modo sia.

Voto8/10

Sorprendimi è un simpatico connubio tra narrativa rosa e introspezione che concede alla Kinsella la possibilità d'indagare su quale sia la chiave per un matrimonio lungo e felice... sempre che esista!

Cristina Migliaccio

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