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La scatola delle preghiere, recensione del romanzo di Lisa Wingate

Una vecchia scatola contiene lettere che narrano di una vita che, seppur passata, in realtà continua a vivere nel cuore di una donna smarrita che ritrova il coraggio di lottare.

Una penna stilografica con carta da lettera

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Può talvolta la vita di qualcun altro essere l’eco della nostra? In La scatola delle preghiere, l’autrice Lisa Wingate ha intessuto un inno alla vita che interseca il filo sottile della fede a quello talvolta invisibile degli affetti, riflettendo su quanto talvolta sia superfluo cercare una risposta a tutte le domande se prima non si è ben certi di quale sia la domanda giusta da porsi.

Pubblicato in Italia da Leggereditore, La scatola delle preghiere è il nuovissimo romanzo dell’ex giornalista Lisa Wingate, autrice pluripremiata (Pat Conroy Southern Book Prize, l’Oklahoma Book Award, lo Utah Book Award e il Carol Award) e accolta in Italia dapprima con Non camminerai più da sola nel 2017 grazie a Mondadori, e che quest’anno torna tra i nostri scaffali con una storia che parla d’amore in un aspetto che va oltre le classiche circoscrizioni del romanzo sentimentale.

Iola e Tandi: il destino ha la sua puntualità

La copertina di La scatola delle preghiere con una penna e carta da lettere
La scatola delle preghiere, di Lisa Wingate

La penna delicata della Wingate narra della vita parallela di due donne in rotta di collisione. Tandi è una giovane madre in fuga da un passato che le aleggia col fiato sul collo, ha due figli di cui prendersi cura (tentativo nel quale spesso fallisce miseramente) e nessuna certezza al mondo se non la spiantata relazione amorosa con Ross (un eterno e arrogante Peter Pan).

Iola Anne Pole entra nella vita di Tandi come un angelo custode e lo fa nel modo meno tradizionale possibile: Tandi, che è l’inquilina del cottage affittato da Iola, trova l’anziana donna deceduta nella propria casa. La morte improvvisa dell’anziana manda Tandi in panico: cosa ne sarà di lei e i suoi figli una volta che il cottage sarà messo nelle mani altrui? E cosa ne sarà di quella casa gigantesca diventata il museo di una vita passata estranea a tutti gli abitanti della cittadina?

Tandi sarà la prima persona a conoscere chi sia stata davvero Iola Anne Pole e la Wingate è stata capace di condurre una doppia narrazione a flusso alterno che spiegasse come in realtà due donne provenienti da tempi e contesti diversi siano invece sempre state destinate a incrociarsi per tutta la vita, seppur in un modo poco convenzionale.

Tandi e Iola sono due donne forti segnate da un passato ingombrante, un passato costellato dagli errori altrui che inevitabilmente hanno macchiato il loro presente e futuro ma che non le ha rese ciò che poi sono state nell’animo.

Tutta la vita ha bisogno di essere rammendata e ricucita. Tutta la vita è trapuntata di frammenti di ciò che era e che adesso non è più…

Mentre Iola ha avuto la propria fede a cui aggrapparsi nel corso degli anni, Tandi ha spesso camminato sull’orlo del precipizio, con un piede sempre dentro l’oblio pronta a ricascarci e la sua famiglia all’inizio del romanzo è la prova evidente di questo suo smarrimento: Zoey, la figlia maggiore, è stata madre e sorella per gran parte della sua vita, raccogliendo i cocci di Tandi e raccattando un’infanzia sfuggente per il fratellino JT.

Con l’arrivo di Iola nella sua vita, Tandi ritrova quella bussola mancante e a beneficiarne sono tutti i personaggi del romanzo. Supervisionata da un angelo custode, Tandi comprende di dover essere più mamma, ma soprattutto meno ragazzina e più donna. La relazione malsana con Ross non aveva niente di diverso da quelle passate, sempre sottomessa e mai indipendente. È grazie a Iola che Tandi riscopre la voglia e il bisogno di vivere e trova la forza giusta proprio in quelle delicate lettere.

Iola ripercorre tutta la sua vita donando un piccolo pezzo della propria anima in ogni singola lettera di un dolce diario di bordo senza sapere che un giorno sarebbero state proprio quelle parole a far ritrovare la strada a una donna smarrita.

Non stavo cercando Iola in quelle scatole, lo sapevo. Stavo cercando me stessa, una risposta alla domanda che mi facevo ed evitavo da anni. Come si fa a superare il proprio passato? Qualcuno ci riesce?

La scatola delle preghiere è un romanzo di speranza e la penna elegante della Wingate vuole essere una carezza per qualunque lettore si sia mai sentito smarrito una volta nella vita, perché la difficoltà più grande spesso non è sapersi rialzare da una brutta caduta ma continuare a camminare sentendosi quella caduta nelle ossa ogni giorno.

Iola e Tandi hanno intrecciato il proprio destino all’interno di una vecchia scatola impolverata, una scatola che racchiude vita, una vita fatta di gioie, dolori ma soprattutto speranza. Ci sarà sempre il buio della paura che vi seguirà come un’ombra ma, come ha scritto la Wingate nel suo romanzo:

La paura costruisce muri invece che ponti. Io voglio una vita piena di ponti, non di muri.

E ponti siano.

Voto9/10

La scatola delle preghiere è una tela raffinata che intreccia i destini di due donne che, dopo l’ora più buia, hanno ritrovato la luce baciate dal sole della speranza.

Cristina Migliaccio

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