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Rupert Everett: 'Il mio omaggio a Oscar Wilde, primo a lottare per i diritti dei gay'

L'omaggio al suo mentore Oscar Wilde vede Rupert Everett scendere in campo con un esordio di lusso alla regia.

Rupert Everett a Berlino con The Happy Prince

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Rupert Everett ha sacrificato la sua fama da sex symbol per realizzare il sogno che coltivava da tempo: realizzare un film biografico su Oscar Wilde concentrandosi sugli ultimi anni di vita dello scrittore. Il risultato è The Happy Prince, pellicola crepuscolare che mostra il decadimento fisico e psicologico dell'anticonformista autore inglese documentato fin nei dettagli scabrosi dal bel Rupert, interprete, sceneggiatore e regista del biopic che racconta le ultime settimane di vita di Wilde durante il suo esilio parigino.

Rupert Everett in The Happy PrinceHD

Giorni trascorsi a offuscare la mente con assenzio e cocaina, circondato dall'affetto dei pochi amici rimasti fedeli e dalle attenzioni sessuali di qualche ragazzo di strada. In flashback rivediamo alcuni momenti della prigionia, durante la quale lo scrittore ha composto il De Profundis, e del soggiorno napoletano con Bosie, giovane e vizioso nobile causa della rovina di Wilde. Non manca uno spazio riservato alla moglie di Wilde, Constance, interpretata dalla straordinaria Emily Watson. Rupert Everett racconta così il suo esordio alla regia:

Ho sempre desiderato interpretare Oscar Wilde, raccontando l'ultima fase della sua vita. L'idea era pronta da anni, ma trovare i finanziamento necessari è stato un incubo.

E ha continuato:

Per convincere che ero in grado di sostenere il ruolo ho deciso di interpretare Wilde a teatro nella pièce The Judas Kiss. Lo spettacolo è andato benissimo e quasi subito abbiamo trovato dei produttori interessati.

Oscar Wilde è diventato negli anni un'icona. Scrittore di immenso talento, intellettuale capace di animare i salotti bene londinesi, picconatore della società vittoriana, Wilde è stato eletto a mentore da molti artisti apertamente omosessuali.

Lo stesso Rupert Everett, dopo una lunga relazione con la francese Beatrice Dalle (che compare in The Happy Prince nei panni della proprietaria di un locale notturno di Montmartre), ha fatto coming out provocando apertamente l'opinione pubblica. In seguito l'attore ha ammesso che questa mossa ha rovinato la sua carriera a Hollywood. Viste e sue scelte di vita, appare chiaro il legame con lo scrittore che ha difeso pubblicamente i propri gusti sessuali pagando con il carcere.

Le affinità tra me e Oscar Wilde sono molteplici, siamo entrambi degli outsider, ma l'aspetto che più mi ha attrae è la sua fascinazione per la rovina. Questa è la chiave per comprendere la natura autodistruttiva prefreudiana di Wilde.

E ancora:

Lui si è sacrificato per diventare immortale, non si è sottratto alla prigione perché la sua fama non gli sarebbe sopravvissuta. Era affascinato da Gesù, dalla Cristianità, è una figura cristologica.

In The Happy Prince, Oscar Wilde è circondato soprattutto da figure maschili: il perverso Bosie, il fedele Robbie, l'amico e collega Reggie, interpretato dal premio Oscar Colin Firth. Ma c'è anche spazio per una donna che ha avuto un peso fondamentale nella vita di Wilde, Constance, amata dallo scrittore (a suo modo) fino alla morte. Parlando della scelta di affidare il delicato ruolo a Emily Watson, Rupert Everett spiega:

Ho scritto il ruolo con Emily in mente. Constance prova un amore incondizionato per quest'uomo che la distrugge ed Emily è stata fantastica a interpretare questa donna così moderna e appassionata, distrutta dal perbenismo dell'epoca.

Rupert Everett al photocall di BerlinoHD

The Happy Prince è stato girato in gran parte in Germania per questioni di budget, facendo passare alcuni scorci della Franconia per Parigi. Per realizzare il film del cuore, Rupert Everett ha scelto di dirigerlo personalmente, anche se l'esperienza non è stata affatto facile.

Dovendo preoccuparmi di tutto il resto, mi sono reso conto che la mia performance è la più debole e ho dovuto cambiare molte cose in fase di montaggio. Per fortuna il reparto tecnico mi ha aiutato molto. Il risultato è un film europeo, parlato in tre lingue. Ma è valsa la pena di questo sacrificio. La modernità di Oscar Wilde è indiscussa.

Everett ha poi puntualizzato:

Grazie a lui ha preso il via il movimento di liberazione degli omosessuali. Oggi ci sono paesi in cui essere gay è fantastico, altri in cui è un incubo e dall'epoca di Wilde non è cambiato niente. Non possiamo adagiarci sugli allori, dobbiamo prendere esempio dal suo fantastico viaggio e continuare a lottare.

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