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Ylenia: il dramma della ragazza che giustifica l’uomo che le ha dato fuoco

Il caso emblematico di Ylenia Bonavera, la 22enne messinese che per oltre un anno ha difeso l’uomo che ha tentato di ucciderla.

Violenza sulle donne

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In un'epoca in cui una nuova rivoluzione sessuale tutta al femminile è in corso a suon di #metoo e #quellavoltache sono ancora tante le donne che non riescono a denunciare gli uomini che le molestano, le violentano o tentano di porre fine alla loro vita. Sono ancora tante le donne che scambiano uno schiaffo o, peggio, un vero e proprio tentato omicidio per amore, esattamente come ha fatto Ylenia Bonavera.

Era la notte tra il 7 e l’8 gennaio 2017 quando a Messina, nel complesso delle case gialle di Bardonaro, Alessio Mantineo dopo l’ennesimo tentativo di tornare con la sua ex fidanzata Ylenia gettò del liquido infiammabile sulla giovane donna, appena 21enne, e le diede fuoco procurandole gravi ustioni sul 13% del corpo. Questa storia, che ricorda tanti (troppi) ben noti casi di violenza sulle donne, è stata al centro della cronaca nera per molti mesi in quanto la ragazza, una volta tornata in forze e reduce anche dalla perdita del bambino che portava in grembo, non ha accusato il suo carnefice ma bensì lo ha difeso attraverso palesi bugie sia nei diversi talk show in cui è stata ospitata e che hanno dato voce alla sua autolesionista fragilità emotiva e psichica, sia in Tribunale dove ha dichiarato addirittura di voler tornare a vivere con lui.

Fortunatamente le prove schiaccianti contro Mantineo, coadiuvate da un’iniziale confessione di Ylenia, la quale subito dopo l’agguato aveva dichiarato alla famiglia e ai genitori che era stato proprio Alessio a bussare a casa sua e a tentare di bruciarla, hanno portato il GUP Salvatore Mastroeni a dare 12 anni di carcere al femminicida, due in più di quelli inizialmente richiesti dal PM Antonio Carchietti.

GiustiziaHD

Oltre a dare una pena esemplare ad Alessio Mantineo il GUP Salvatore Mastroeni ha anche depositato al Tribunale di Messina, il 14 febbraio scorso proprio nel giorno dedicato all’amore, la sentenza le cui motivazioni dovrebbero essere lette da tutte coloro che - nonostante le violenze subite - non hanno il coraggio di ribellarsi e, anzi, continuano a difendere il proprio aguzzino anche se tale estenuante protezione potrebbe portarle da un giorno all’altro alla morte.

Ha scritto il Giudice Mastroeni: “se la donna serva, in certe fasce, è retaggio del passato ora nei giovani il dominio è fonte di piacere e vanto. Il risultato non cambia. Non cambia neanche dal punto di vista femminile, a fronte di donne uccise, come in una carneficina, e di donne che lottano per una reale emancipazione, si trovano casi in cui violenza e sadismo vengono apprezzati, per cui essere data a fuoco può essere una prova d'amore moderna”. Continua il GUP: “La Bonavera difende l'ex non perché è una sbirra ma perché essere bruciati evidentemente in qualche assurdo caso 'innamora'. Diventa di nuovo l'amore della sua vita. La sua ricostruzione è tra il surreale e l'incredibile in un soggetto alla fine fragile che avrebbe bisogno di un recupero, non di perdersi di fronte al luccichio delle telecamere".

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