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La recensione di Eterno, il nuovo album acustico di Giovanni Caccamo

Il pezzo sanremese, sette inediti e una cover di Giuni Russo nel nuovo album di Giovanni Caccamo, in uscita domani.

Giovanni Caccamo sorridente

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Per parlare del nuovo album di Giovanni Caccamo, in uscita domani per etichetta Sugar Music, non si può non cominciare dalla title-track, Eterno: il pezzo che il giovane artista siciliano sta facendo ascoltare proprio in questi giorni sul palco del Festival di Sanremo. Vero manifesto programmatico del disco: canzone sull’amore eterno, dichiarazione di un sentimento assoluto, che non conosce mutamenti con il trascorrere del tempo. Perfetta contestualizzazione sanremese per un artista che, attingendo a piene mani dalla tradizione della canzone italiana, riesce comunque a dare ai suoi lavori una dimensione da “nuovo millennio”.
Il disco è interamente acustico, registrato agli Abbey Road Studios con la London Session Orchestra. Arrangiamenti di Stefano Nanni, collaboratore storico di Luciano Pavarotti, e produzione del giapponese Taketo Gohara, già al fianco di Vinicio Capossela e Brunori Sas.

Il tema della prima canzone trova uno specchio in Se partissimo domani: altra richiesta d’amore. L’elenco di Caccamo di tutte le cose che porterebbe con sé se dovesse partire per un viaggio: lei che lo osserva respirare, il suo odore.
Eterno è un album delicato nelle scelte, in cui a fare il ruolo del leone è il pianoforte, ma potente nella sua realizzazione, con canzoni in grado di aprirsi in imponenti orchestrazioni. E dedicato interamente all'amore. È il caso della prima traccia dell’album, Puoi fidarti di me: dichiarazione d’amore, richiesta di fiducia, ammissione di una sovrapposizione totale tra i due amanti. Un inizio delicato, pianoforte e voce, che poi lascia spazio agli archi, a metà canzone, quando il brano si apre.

La copertina di Eterno, nuovo album di Giovanni Caccamo
Il nuovo album di Giovanni Caccamo, Eterno, in uscita il 9 febbraio

Affronta un tema molto simile Quanto ti ho desiderato: altra dichiarazione d’amore, che ancora una volta poggia su un tappeto di pianoforte e batteria suonata con le spazzole, quindi un leggero inserto di tromba per l’apertura con chitarre acustiche e archi.
Non ha bisogno di climax ascendenti, invece, Bisogno di tutto: brano fin da subito orchestrale, in cui Caccamo fa un elenco di tutte le cose futili che riempiono le nostre giornate. Dalle spiagge affollate ai dialoghi sul meteo e dalle giornate sprecate ai discorsi sul web.
E poi Il mio amore per te. Quando l’amore è anche sofferenza, sono notti in bianco trascorse pensando alla propria “lei” che non c’è, sono le incertezze ed è la richiesta disperata di un abbraccio.

Tra i brani del disco, anche La sua figura, cover di una canzone di Giuni Russo (la prima che Caccamo abbia mai inserito in un suo album) registrata in una chiesa di Padova insieme alle voci del gruppo vocale di musica antica Caterina Ensemble.
Infine, a chiudere il lavoro, Altrove. Canzone d’amore, ma di un amore “diverso”: quello di un padre per il proprio figlio, che è obbligato a lasciare. È una canzone sull’immigrazione: la disperazione di un uomo costretto a lasciare la persona che più ama al mondo, con la speranza che questa separazione possa per lui significare “futuro”.

Giovanni Caccamo canta sul palco dell'AristonHD
Eterno, il nuovo album e la canzone sanremese di Giovanni Caccamo

Eterno è un album delicato, che non tradisce le radici musicali di Giovanni Caccamo. Disco pieno di tenerezze e di sentimento. Non a caso, la confezione sarà accompagnata da un sacchettino di semi di zinnia, rappresentazione delle relazioni che devono essere coltivate. E Caccamo, infatti, coltiva la sua musica con onestà e coerenza. Con la sua voce che continua a ricordare quella del suo maestro Franco Battiato. Con quel pianoforte, fedele e irrinunciabile compagno fin dalla prima esperienza a Sanremo Giovani. E con canzoni che parlano di amore e di affetto.

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