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Black Panther: l'universo Marvel e il supereroe che incarna il potere nero

Black Panther è il diciottesimo film targato Marvel che porta al cinema un eroe afroamericano diviso tra tradizione e modernità. Dal 14 febbraio nelle sale italiane.

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Nel 1966, dai testi di Stan Lee e dai disegni di Jack Kirby nasce uno dei primi supereroi afroamericani del mondo Marvel Comics, Black Panther. Figura carismatica e leader del regno immaginario di Wakanda, non deve il suo nome allo storico e coevo movimento politico nato negli Stati Uniti ma, incidentalmente, ne assorbe l’orgoglio, la rilevante portata evolutiva e quell’alta coscienza di sé che evoca alti profili idealistici, da Malcom X a Martin Luther King.

Il diciottesimo film dell’universo Marvel ha avuto, nel tempo, numerosi tentativi di realizzazione fin dai primi anni’90 ma solo nel 2015 si è arrivati al coronamento del progetto con un nutrito cast interamente afroamericano e un regista giovane ma di mestiere come Ryan Coogler (Creed – Nato per combattere) che ha collaborato, insieme a Joe Robert Cole, alla solida sceneggiatura dai forti e suggestivi richiami alla società contemporanea.

Una immagine dal nuovo film della Marvel, Black Panther HDDisney.it
Chadwick Boseman e Michael B. Jordan, buono e cattivo in Black Panther

Alla morte dell’anziano padre, T’Challa (Chadwick Boseman, Captain America: Civil War) il giovane principe di Wakanda, fa ritorno al suo segreto paese situato nel cuore dell’Africa e dall'invidiabile e forte sviluppo tecnologico, la cui intera economia e potenza si basa su un metallo indistruttibile e più prezioso del platino, il Vibranio. Dopo il classico rituale in cui l’aspirante al trono deve combattere contro chiunque voglia sfidarlo e prendere il suo posto, T'Challa vince contro uno dei guerrieri e, bevuta una pozione speciale, acquista grande forza diventando così l'acclamato re.

Con l’aiuto della saggia madre Ramonda (Angela Bassett) della giovane sorella e grande inventrice Okoye (Danai Gurira), della bella e coraggiosa Nakia (Lupita Nyong'o), del vecchio consigliere Zuri (Forest Whitaker) e dell’unico mortale uomo bianco, Everett Ross (Martin Freeman, Fargo) T’Challa/Black Panther riuscirà a fermare l’acerrimo nemico Ulysses Klaw (Andy Serkis), a riparare un antico torto famigliare e infine arrestare l’incredibile ascesa di Erik Killmonger (Michael B. Jordan, Creed) un inaspettato quanto legittimo pretendente al trono che, per pura vendetta, medita di distruggere Wakanda.

Difficile rimanere indifferenti alla visione di Black Panther: il nuovo eroe in chiaroscuro, tra superpoteri moderni, antichi rituali magici e umane fragilità, vive attimo per attimo tra pura azione adrenalinica, colpi di scena a ripetizione e costanti e fin troppo martellanti riferimenti a secoli di sottomissione e sfruttamento. I poderosi 134 minuti sono tutti tesi a uno spettacolare recupero del Black Power attraverso la consapevolezza delle proprie radici, riportando in luce una civiltà ricca di storia e di solidarietà verso ogni essere vivente ma con stridenti echi d’incrinate sfumature d’isolazionismo elitario, tra desiderio di collaborare con l’antico tiranno e quello di vendicarsi dell’imposta schiavitù fisica e metaforica.

Una immagine della lotta tra i principi nel film Black Panther HDDisney.it
Chadwick Boseman e Michael B. Jordan: la lotta per il regno in Black Panther

Nonostante qualche libera variazione rispetto al sacro testo delle graphic novel, Black Panther sembra non deludere in toto i fan del cartaceo, presentando una storia avvincente grazie a ottimi ed efficaci inserti umoristici che alleggeriscono le fosche e a tratti plumbee atmosfere guerresche e, soprattutto, per merito di un gruppo compatto e assai espressivo di ottimi attori, ben consapevoli della portata quasi rivoluzionaria di un film dal messaggio razziale ben definito: ora è l’etnia afroamericana a poter e dover insegnare qualcosa alla razza bianca.

Ryan Coogler è diligente nella regia e attuazione delle scene di lotta che certamente abbagliano per il dispendio di mezzi tecnologici ma tendono a confondere lo spettatore per cotanta sovrabbondanza: paradossalmente, riesce a dosare maggior emozione nei momenti più intimistici, non scenografici, quelli in cui l’eroe mette l’anima a nudo e le forze sembrano venir meno, divorate da uno dei più interessanti e vigorosi Villain animati, il cattivo, spietato e profondamente ferito Erik, un Michael B. Jordan visto in Creed che dona al suo personaggio intensità non pretestuosa alla sua storia personale. Da sottolineare - e applaudire - il ruolo tutt'altro che secondario delle donne in Black Panther, qui guerriere volitive, capaci di risolvere le situazioni più complesse e con un peso specifico ben visibile, al servizio dell'intero sviluppo dell'intreccio narrativo.  

Lupita Nyong'o e Danai Gurira donne combattenti in Black Panther HDDisney.it
Le attrici Lupita Nyong'o e Danai Gurira sono vere guerriere in Black Panther

Il finale lascia perplessi per eccesso di buone intenzioni e apre un varco a un futuro seguito, sulle passate tracce del mercenario Ulysses Klaw. Come sarà il secondo capitolo?

Black Panther è nellesale cinematografiche dal 14 febbraio 2018. 

Voto7/10

Un eroe unico nel suo genere tra Black Power, adrenalina e qualche eccesso retorico ma divertimento e action assicurati.

Silvia Levanti

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