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A casa tutti bene: la famiglia secondo Gabriele Muccino

Gabriele Muccino torna nei cinema con A casa tutti bene, un film dedicato alla famiglia dove - insieme a 16 grandi interpreti - mette in scena i vizi, le virtù e le paure della società degli uomini.

Il cast di A casa tutti bene

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Dopo la piccola parentesi di Baciami ancora, il regista Gabriele Muccino ha deciso - a 15 anni da Ricordati di me - di puntare di nuovo su un film squisitamente italiano per location e cast portando sul grande schermo un dramma familiare in cui riunisce sotto lo stesso tetto di una villa ad Ischia un’intera famiglia (allargata) per festeggiare le nozze d’oro dei due patriarchi. Partendo da questo incipit, e nel giro di pochissime inquadrature e battute, Muccino in A casa tutti bene è in grado di presentarci i 16 protagonisti della pellicola, personaggi in cerca d’altrove che - ricongiuntisi e costretti a rimanere insieme per due giorni a causa del maltempo che non gli permetterà di lasciare l’isola - si ritroveranno faccia a faccia con antichi rancori, con le proprie debolezze e, soprattutto, con i loro rimpianti.

La forza della coralità

Tutti gli attori del film A casa tutti beneHD01 Distribution

Chi non ha mai sopportato il Muccino di L'ultimo bacio, il suo cinismo, l’inquietudine della sua regia e l’umana isteria dei personaggi che racconta probabilmente non amerà A casa tutti bene in quanto questo film è la quintessenza della “poetica” del cineasta. Chi, invece, apprezza la sincerità spietata del regista o riuscirà a godere di un lungometraggio scritto e diretto in maniera eccellente in grado di gestire al meglio la coralità che lo caratterizza e di regalare a ogni personaggio - molti dei quali tanto stereotipati quanto funzionali - un presente, un passato e un futuro. A casa tutti bene, al pari di Come te nessuno mai, Ricordati di me, L’ultimo bacio e Baciami ancora, nasce per raccontare la realtà senza fronzoli ma - a differenza delle precedenti pellicole - si e ci concede un finale che strizza l’occhio alla speranza.

Guardarsi allo specchio

A casa tutti bene si va inserire in quella copiosa parte della cinematografia italiana, anche e soprattutto d’autore, che impone allo spettatore di guardarsi allo specchio mettendo in scena in maniera dura e pura le disfunzioni dell’animo umano. Non è un caso, infatti, che Muccino abbia deciso di omaggiare grandi registi come Ettore Scola, film come Le notti di Cabiria di Federico Fellini (in una delle scene più forti del suo lungometraggio) o resuscitare personaggi sul genere Bagini di Io la conoscevo bene che in A casa tutti bene è onorato proprio dal figlio di Ugo Tognazzi, Gianmarco, che con il suo Riccardino dà voce a tutte le pecore nere: incomprese, pure e sfortunate sognatrici. Muccino ha quindi diretto e co-sceneggiato uno dei film più maturi della sua carriera (forse) riuscendosi a togliere dalle spalle l’etichetta di “regista generazionale” per diventare, finalmente, il regista di tutti.

A casa tutti bene è nelle sale italiane dal 14 febbraio.

Voto7,5/10

Muccino ha diretto e co-sceneggiato uno dei film più maturi della sua carriera riuscendosi a togliere dalle spalle l’etichetta di “regista generazionale” e diventando finalmente il regista di tutti.

Sandra Martone

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