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Luca Guadagnino svela i primi particolari del sequel di Chiamami col tuo nome

Nei piani di Guadagnino, il film candidato a quattro premi Oscar è solo il primo di una serie come quella della trilogia con Ethan Hawke e Julie Delpy iniziata nel 1995 con Prima dell’alba.

Il regista e gli attori di Chiamami col tuo nome ai 2017 New York Film Critics Awards

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Luca Guadagnino ha molte idee per il sequel - anzi, meglio parlare al plurale - di Chiamami col tuo nome, il film con Timothée Chalamet e Armie Hammer candidato a quattro premi Oscar, al momento nelle nostre sale. Il libro omonimo di André Aciman su cui è basato il film è ambientato nel 1987, quando l’epidemia di AIDS era al suo apice, mentre il regista italiano ha deciso di anticipare la storia d’amore tra Elio ed Oliver al 1983, ovvero durante il periodo in cui si cominciava a parlare di HIV. È dunque ferma intenzione di Luca Guadagnino affrontare la tematica di questa malattia e del suo impatto nel mondo nel sequel del film, che spera sia solo il secondo capitolo di una serie cinematografica lunga decenni, sulle orme di quella con Ethan Hawke e Julie Delpy iniziata nel 1995 con Prima dell’alba.

Parlando con l’Hollywood Reporter, Guadagnino ha infatti commentato: “Credo che sarà una parte molto rilevante della storia”.

Elio sarà un cinefilo, e mi piacerebbe vederlo in un cinema mentre guarda Once more – Ancora di Paul Vecchiali.

Ha aggiunto il regista, menzionando un film del 1988, la prima pellicola francese a parlare dell'AIDS, nella storia d’amore tra due uomini nata dopo la separazione di uno loro dalla moglie. “Quella potrebbe essere la prima scena del sequel”. E non sarebbe una sceneggiatura completamente inventata da Guadagnino, che infatti ha spiegato: “Il romanzo ha 40 pagine alla fine che parlano dei successivi 20 anni delle vite di Elio e Oliver, quindi c’è una qualche indicazione dell’autore sul fatto che la storia può continuare”.

Secondo me Chiamami col tuo nome può essere il primo capitolo delle cronache di vita delle persone che abbiamo conosciuto nel film.

Ed ha proseguito: “Se il primo ha raccontato una storia di crescita, del diventare uomo, magari il successivo indagherà quale sia la posizione di quel giovane uomo nel mondo, cosa voglia - e cosa è rimasto, alcuni anni dopo, di quel ‘pugno emotivo’ che lo ha reso la persona che è diventato”. 

Harper the dolly grip... #whowearsshortshorts 📸 @pjspears

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Considerato il lavoro svolto col primo film, le premesse per uno o più sequel ci sono tutte, soprattutto se non c’è fretta di mettersi a lavoro subito. I due protagonisti hanno più volte dichiarato di essere pronti ad accettare senza esitazione qualsiasi proposta di lavoro da Guadagnino e se poi magari (ma è una pura illazione) André Aciman volesse contribuire al soggetto di eventuali capitolo ulteriori, ci sarebbero tutte le condizioni ideali per un’altra bellissima esperienza cinematografica.

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