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Dai duetti ai conduttori, il meglio e il peggio della seconda serata di Sanremo 2018

Dai duetti ai look, dai momenti comici agli ospiti, ecco il meglio e il peggio della seconda serata di Sanremo 2018, in onda su Raiuno il 7 febbraio.

Il Volo e Claudio Baglioni all'Ariston

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Il successo del "Sanremo musicale" di Claudio Baglioni è proseguito con la seconda serata, che ha conquistato il 47,7% di share: fisiologicamente gli ascolti scendono sempre rispetto alla prima ma restano sempre più alti dell'edizione dello scorso anno diretta da Conti.

La serata del 7 febbraio si è aperta con uno spunto disneyano: Il pozzo dei desideri di Biancaneve, cantata da Michelle Hunziker insieme a un ironico Claudio Baglioni al pianoforte. Tra le esibizioni dei 10 Big e delle 4 Nuove Proposte, c'è stato ampio spazio per i duetti di Baglioni con gli ospiti e per una lunga retrospettiva sul passato del Festival, il principale evento italiano, con la memoria storica di Pippo Baudo. Ecco cosa ha funzionato e cosa meno nella seconda serata di Sanremo 2018:

Sanremo 2018, il meglio della seconda serata: La musica

...non sbaglia mai.

Qualcuno dice che a Sanremo la forma surclassa il contenuto. Altri sostengono che a Sanremo "la forma sia contenuto". In realtà, i codici stilistici di quest'anno stanno rispecchiando e accompagnando perfettamente il senso di sobrietà e di "musical-centricità" del Festival di Claudio Baglioni, che ha concepito il proprio Sanremo come una schiera di omaggi e come un baule di vecchi ricordi. Nazionalpopolare non è altro che popolare (perché famoso) e nazionale (perché identitario) e questo binomio è stato il faro che ha guidato le scelte della direzione artistica.

Tautologicamente, la musica non può funzionare. La musica è musica e affonda le radici nei meandri delle emozioni soggettive, dei ricordi, delle nostalgie del singolo nonché della collettività. Ricordare un brano da brividi di Sergio Endrigo o successi evergreen come Mille giorni di te e di me e Questo piccolo grande amore (talmente trasversali da abbracciare due, tre o quattro generazioni) non può non colpire, attecchire e trascinare. Il contenuto di Baglioni è stato la musica, la forma lo ha rivestito di conseguenza, e nel modo giusto.

E le canzoni di Baglioni le cantano (quasi) tutti...

Lo stile

#Sanremo2018: il resoconto della seconda serata Belli, bravi, eleganti, spontanei. #MichelleHunziker e #PierfrancescoFavino conquistano definitivamente il 68esimo Festival di Sanremo durante la seconda serata del festival di #ClaudioBaglioni. Evidentemente più sciolti che all’esordio, i due co-conduttori appaiono sin da subito energici e frizzanti: si divertono di più, sorridono di più (soprattutto Favino, per Michelle il sorriso sappiamo è un marchio), e riescono a trasformare persino un momento che sulla scaletta si presagiva potenzialmente imbarazzante e «pericoloso» – quella voce «Favino/Despacito», lo ammettiamo, ci aveva fatto tremare – in uno stacchetto ad alto tasso di bravura e ironia. La loro presenza, da sola, ha tenuto in piedi la serata. Una serata che ha visto protagonisti quattro cantanti delle Nuove Proposte (chi più chi meno ma in media molto bravi), dieci Big (probabilmente i migliori, domani sarà più dura) e molti ospiti, canterini e non (vedi alla voce #PippoBaudo e #FrancaLeosini, purtroppo non valorizzata come avrebbe meritato). Il «caso» di Sanremo, riguardante il presunto plagio di #FabrizioMoro ed #ErmalMeta, è stato invece liquidato in un minuto a metà serata, e non è bello. Più chiarezza, nei confronti del pubblico e degli altri cantanti in gara sarebbe stata apprezzata. Per il resto la puntata scorre, abbastanza serenamente (neanche un’incursione, per dire), tra un monologo del grande Baudo e Mille giorni di te e di me.

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A Sanremo quest'anno si sogna e si sogna in grande. Non c'è spazio per outfit trash, per abiti a meringa, per farfalle-tatoo che spuntano dove mai te lo aspetteresti (o forse sì...) o per incidenti hot. Nelle prime due serate Michelle Hunziker non ha sbagliato un colpo: dai vestiti sobri, chic e anche audaci (la scollatura abissale della prima puntata non sarà presto dimenticata) di Armani, la showgirl è passata all'eleganza più naif e contemporanea di Alberta Ferretti. Il primo abito fucsia, imponente, in splendida seta e regale come quello di una creatura disneyana, ha consegnato Michelle alla storia. Il secondo, effetto nude con decorazioni celesti-dorate, ha incantato. L'ultimo, rosso intenso, ha colpito al cuore i telespettatori.

Gli uomini, con gli smoking perfetti con qualche dettaglio lezioso (i revers brillantinati) non sono stati da meno.

La "levità" di Pierfrancesco Favino

Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker ballanoHD
Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker in un ballo scatenato

Determinato a "divertirsi", Pierfrancesco Favino è uscito dalla propria nicchia attoriale per dimostrare inedite doti da showman. Ma il tocco vincente del professonista è stato il suo mood, leggero e delicato, pronto a non prendersi sul serio ma senza ricadere nell'eccessivo. Pierfrancesco Favino dà l'idea di riuscire a volteggiare con estrema disinvoltura dal registro comico a quello drammatico, dalla conduzione rigorosa al momento di gioco.

L'esibizione su Despacito avrebbe potuto essere un insuccesso... e non lo è stato.

Sanremo 2018, il peggio della seconda serata: duetti a tutti i costi

Il duetto a tutti i costi non è sempre una chiave vincente. Non ha senso chiamare un'acclamata e validissima figura come quella di Franca Leosini e ingabbiarla nella rilettura comedy cantata e parlata di Questo piccolo grande amore. La canzone stessa è troppo forte e finisce col sotterrare la pur impagabile energia della Leosini. Il pubblico ha sorriso ma ha anche cantato a squarciagola coprendo gli interventi dell'ospite.

Anche Il Volo non ha brillato, lasciando lo spazio vocale al conduttore-dittatore-cantante. E così Baglioni ha dimostrato che il passato, allo stato attuale, è meglio del presente. Ma è un bene o un male?

Il caso Meta-Moro

Ermal Meta e Fabrizio Moro cantanoHD
Ermal Meta e Fabrizio Moro accusati di plagio

Il caso Meta-Moro non è stato gestito al top. Nella conferenza stampa del 7 febbraio era stato annunciato che la coppia sarebbe rimasta in gara in quanto il presunto plagio riguardava un segmento di brano dello stesso autore. Poi le insistenze dei giornalisti hanno fatto cambiare idea a Rai e direzione artistica, che poco prima della diretta ha deciso di "sospendere" il duo in attesa di ulteriori verifiche. La questione, che ha occupato gran parte dei giornali del 7 febbraio, è stata "liquidata" con un comunicato secco e laconico, letto da Michelle Hunziker in diretta.

Alla conferenza stampa dell'8 febbraio è stato annunciato che la coppia rimarrà in gara.

Forse il Plagiogate avrebbe meritato più approfondimento, più chiarezza, più decisione e soprattutto più coerenza.

Ore piccole

Questa nota di demerito vale per ogni anno e ogni Festival: si finisce sempre troppo tardi: nella seconda serata, in particolare, è stato posizionato il Mago Forest proprio prima della classifica, con delle gag che non hanno fatto altro che aumentare l'attesa della parola Fine. I telespettatori, gli italiani, la mattina si svegliano presto.

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