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Romy Schneider: la principessa Sissi che non voleva una corona

Per l'attrice austriaca è sempre stato difficile sopportare il peso di un ruolo come quello della principessa Sissi, ma di lei bisogna ricordare anche gli altri film e in particolare la relazione con Alain Delon e l'amicizia con Coco Chanel.

Romy Schneider, bellezza ed eleganza senza tempo

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La ricordiamo per aver prestato il suo volto alla principessa Sissi, ma Romy Schneider non ha mai accettato di buon grado questa interpretazione. E questo a dispetto di un personaggio storico che sin da subito le ha donato popolarità, e le ha dato la possibilità di essere una delle più grandi icone di bellezza ed eleganza.

Nonostante abbia più volte indossato una corona, anche se per pura finzione cinematografica, l’attrice ne avrebbe volentieri fatto a meno. Questa è, purtroppo, la verità, ma sono in tanti ad associarla ancora oggi alla prima principessa triste (prima che questo epiteto fosse attribuito a Lady Diana).

E in fondo, per qualche strano scherzo del destino, anche Romy Schneider ha avuto una sorte simile: è scomparsa quando aveva solo 43 anni, lasciando orfani i suoi fan che negli anni avevano saputo amare una giovane donna dai sogni infranti. Ma chi è stata davvero Romy Schneider e perché non dobbiamo ricordarla sempre e solo per Sissi?

Romy Schneider, le origini del mito

Registrata all'anagrafe come Rosemarie Magdalena Albach-Retty, Romy Schneider è nata il 23 settembre 1938, quando il mondo si stava ancora preparando alla Seconda guerra mondiale. L'attrice ha ereditato la sua passione per il cinema sia dalla madre, Magda Schneider sia dal padre, Wolf Albach-Retty: i due attori, infatti, avevano raggiunto una grande popolarità in Austria.

I genitori la mandano in un collegio, impegnati come sono entrambi con la loro carriera. Così Romy in quell'ambiente rivela il suo talento per la pittura che non vuole abbandonare, salvo poi vedersi interrotto quel sogno dalla madre che le riconosce subito un talento per la recitazione.

L'attrice icona di bellezzaHD

Ma qual è stato il primo film che ha interpretato Romy Schneider? Quando il bianco lillà fiorisce di nuovo, era il 1953 e l'attrice aveva solo 15 anni. Ma il vero successo lo ottiene l'anno dopo con L'amore di una grande regina, dedicato alla regina Vittoria (il primo film in costume, due anni prima della fortunata trilogia dedicata alla principessa Sissi). 

I film interpretati da Romy Schneider (oltre Sissi)

Chi non ricorda Romy Schneider nei panni di Sissi? Impossibile dimenticarsi quel volto, ma in particolare il sorriso e lo sguardo che ha in alcune inquadrature. L'attrice, però, ha sempre sentito il peso su di sé nell'aver recitato questa parte e di conseguenza nell'aver raggiunto la popolarità proprio grazie ad essa. E sarà difficile per lei sbarazzarsene, perché verrà sempre associata a questo ruolo.

La trilogia racconta in modo totalmente diverso la storia di una principessa che in realtà era tutt'altro che felice. Una donna vissuta nella tristezza e nel disagio per essersi unita a un uomo che non amava, l'imperatore Francesco Giuseppe. Lo stesso disagio che l'attrice vive sul set, perché la madre Magda non la molla un attimo (anche lei è nel cast e interpreta nientemeno che la madre della principessa Sissi).

Madre e figlia nel cast del film dedicato a SissiHD

Nonostante la trilogia, negli anni e prima della sua scomparsa, Romy ha recitato in altri film forse più maturi. Un esempio? L'amante pura (del 1958 e diretto da Pierre Gaspard-Huit), oppure Il processo con la regia di Orson Welles (1962), La piscina (per la regia di Jacques Deray, 1969), Ludwig che è diretto da Luchino Visconti (1973) e tanti altri. Ma che cos'hanno in comune alcuni di questi film? La presenza di Alain Delon: un vero e grande amore di Romy Schneider.

Alain Delon e la relazione con Romy Schneider

Una storia d'amore nata proprio sul set cinematografico, fra due attori bellissimi e desiderati. Di lui oltre che la sua abilità nella recitazione si conosce qualcos'altro: è un grande conquistatore di donne. Prima le corteggia, e poi una volta che queste poverine si innamorano davvero di quegli occhi blu e di un viso d'angelo, lui le abbandona al loro destino con un biglietto.

Con una lettera, però, scritta al capezzale di Romy, saluta l'amata da poco scomparsa. Neanche a dirlo è considerata come una delle più belle lettere d'amore scritte nel '900:

Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ti amo mia Puppelé.

Un doloroso addio e una relazione che, nonostante si fosse spezzata nel 1964, resta un delle più belle del cinema.

Romy Schneider e l'incontro con Coco Chanel

Quella fra l'attrice e una delle maggiori stiliste di tutti i tempi è stata un'amicizia incredibile. Quando si conoscono, Coco Chanel ha 77 anni, mentre Romy ne ha soli 22 (vale a dire nel pieno del suo successo con la principessa Sissi).

L'attrice incontra per la prima volta Coco all'atelier di Rue Cambon 31, frequentato da nobildonne alcune delle quali decadute. Fra l'attrice e la stilista nasce subito un'amicizia. Sono donne che in fondo non hanno avuto una vita facile, caratterizzata da rinunce ma anche da addii e lutti.

Fra l'attrice e la stilista un'incredibile amiciziaHD

Se da un lato, infatti, c'è l'emancipata Coco che dimostra a tutti di essere capace di costruirsi da sola il suo impero, dall'altro la bellissima attrice austriaca che deve la sua fortuna ai consigli di una madre fin troppo presente nella sua vita. Entrambe, però, devono reggere il dolore per la scomparsa dei loro amati: Coco per Arthur 'Boy' Capel e Romy per il fallimento dei due matrimoni con Harry Meyen (che si suicida) e Daniel Biasini, oltre che per l'addio dato ad Alain Delon.

Come se questo non bastasse, il figlio di Romy, David muore all'età di 14 anni, infilzato nel cancello della casa dei nonni. Una morte assurda e un altro tassello che si aggiunge alla depressione dell'attrice che entra in un tunnel fatto di alcol e disperazione.

Le due nell'atelier di Rue Cambon, 31HD

Eppure Coco cerca di curare un po' le ferite di Romy, facendola sentire ancora una volta una principessa nel suo atelier. Proprio come farebbe una persona di fiducia, non tanto da essere considerata una madre ma almeno una buona zia. E lo fa sino alla scomparsa dell'attrice che, anche grazie al piglio deciso e all'eleganza della stilista, diventa una vera e propria icona di stile senza tempo.

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