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Il Sanremo di Alice Caioli, in gara a Sanremo 2018 con Specchi rotti

Ventiduenne siciliana, Alice Caioli sale sul palco di Sanremo 2018 cantando i suoi Specchi rotti. Ecco la nostra intervista tra musica e lifestyle.

Alice Caioli Sanremo 2018

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Siciliana, 22 anni e con un curriculum artistico che comprende già due partecipazioni televisive, Alice Caioli arriva a Sanremo 2018 con Specchi rotti. Dopo Io Canto e X Factor, infatti, la giovane artista si presenta sul palco del Festival di Sanremo con un brano che racconta un rapporto difficile – quello con il padre – in grado di infrangere anche la più sicura immagine di sé che si vorrebbe dare agli altri (ma in fondo anche a se stessi).

A fare da sfondo al videoclip ufficiale di Specchi rotti sono Castel di Tusa nel messinese e la sua torre di Sigismondo, camera ospitata nel museo albergo Atelier sul Mare. La terra natale di Alice diventa, così, l’inquadratura entro cui Raùl Ruiz ha rappresentato quella sensazione di spaccatura interiore.

La bellezza reclusa della stanza fa da contraltare a un soffitto che guarda al cielo, alla rinascita, alla salvezza. E il letto di prigionia diventa luna nel cielo stellato. Abbiamo chiesto proprio ad Alice di raccontarci il suo brano e di spiegarci il suo percorso nella musica ma anche il suo modo di essere siciliana.

specchi rotti Alice Caioli

Alice, come ti senti?
Mi sento emozionata, sono felicemente ansiosa e sono pronta per quest’avventura. Sto iniziando a realizzare soltanto ora quello che mi aspetta.

Partiamo dalla tua storia: ci racconti un po’ di te e di quando hai incontrato per la prima volta la musica?
Mi sono approcciata alla musica a 12 anni, è stata un’esigenza dopo il divorzio dei miei genitori. La passione per la musica mi ha aiutato molto, mi ha tirato fuori da tanti casini. A 17 anni ho anche iniziato a scrivere, sono autrice dei miei pezzi. È stato un bisogno, avevo tanto da dire e non riuscivo a convogliare il tutto.

Ho imparato che per stare bene devi iniziare a parlare dei tuoi problemi, riuscire ad affrontarli e trasformarli in musica.

Ventidue anni e già due partecipazioni importanti alle spalle: a Io Canto (nel 2010) e X Factor (nel 2013), dove sei arrivata fino ai Boot Camp. Che esperienze sono state?
X Factor e Io Canto sono state delle esperienze fantastiche che porterò sempre con me, le ho affrontate in un periodo in cui avevo poca consapevolezza di me, oggi io so chi sono e so cosa voglio, come voglio essere ricordata, cosa voglio lasciare. Ho più controllo di me. Quelle esperienze sono state affrontate con “poca testa”.

Devo dire che queste due strade rispetto a Sanremo secondo me sono po’ particolari, mentre il percorso che sto affrontando per il Festival lo trovo molto lineare, venendo da Area Sanremo. Consiglierei a tutti i ragazzi appassionati di arte di intraprenderlo e affrontarlo.

sanremo 2018 Alice CaioliHD

Questo 2018 si apre con un palco importante: che cosa ti aspetti?
Io non mi aspetto niente, o meglio, penso che chi ha troppe aspettative rimanga sempre deluso. Io me la vivo giorno per giorno, raccoglierò i frutti di quello che ho fatto con molta umiltà. È ovvio che ci terrei molto a vincere, sarebbe bellissimo dopo aver affrontato un percorso così lungo. Eravamo in tremila, dopo in ottocento, dopo ancora in otto, alla fine in due e io tra questi due. Per me sarebbe una grande gioia arrivare sul podio. Affronterò tutto con molta tranquillità.

Arrivi al Festival grazie ad Area Sanremo: c’è stato un momento in cui hai capito che ce l’avresti fatta a raggiungere la finale?
No, non c’è mai stato un momento in cui avrei pensato di arrivare in finale. Non è che io abbia poca fiducia nelle mie capacità o nel mio talento, piuttosto penso al fatto che eravamo tanti talenti, molti meritevoli, so che è difficile scegliere. Sono consapevole del fatto che riesco a conciliare più caratteristiche che insieme mi rendono artista. Ripeto, non ho mai pensato di arrivare fino a qui, con me c’erano artisti bravissimi come Diego Esposito, Andrea Maestrelli, Giorgia Pino, Manuel Foresta.

E come ti sei preparata a vivere la settimana sanremese?
Ho continuato a studiare musica perché è fondamentale. Sono molto serena e sto affrontando il tutto con serenità, umiltà, passione. Non ti nego che avrei voluto fare un viaggetto a Lourdes (sorride, ndr).

All’Ariston ti presenti con Specchi rotti, un brano molto personale: come è nato e che cosa racconta di te?
Specchi rotti parla del rapporto che io ho vissuto con mio padre. Non è stato dei migliori, non è stato bellissimo, lui non è stato presente durante i periodi più critici della vita di una persona che sono l’infanzia e l’adolescenza. Questa cosa mi ha indotto molto a sbagliare. A 17 ero un po’ una testa calda, ho dovuto rimboccarmi le maniche per tirarmi fuori da un sacco di problemi. Il mio brano parla proprio di questo.

Specchi rotti in sé significa che io allo specchio voglio vedermi intatta e perfetta, ma fondamentalmente guardo la mia anima allo specchio, che è frammentata, come accade a molti. Per me nel mondo ci sono tanti Specchi rotti.

Quanto è difficile fare pace, o quantomeno convivere, con la propria immagine nello specchio e la percezione che si ha di sé stessi?
È molto difficile convivere con la propria immagine allo specchio. Io per fortuna ho un’immagine forte, a volte vengo poco capita. Sembro molto più bella che brava o intelligente, o profonda e sensibile. Mi maschero dietro alla bellezza come forma di difesa.

Sei nata a Sant’Agata di Militello, fra l’altro città natale di Pippo Baudo che a Sanremo è di casa: quanto la sicilianità fa parte anche del tuo modo di essere?
Sant’Agata non è proprio la città di Pippo Baudo. Io sto in provincia di Messina, mentre la città di Pippo Baudo sta nei pressi di Catania, però è ingannevole. La sicilianità fa parte del mio modo di essere, io sono “caciarona”, molto legata a un sacco di cose che sembrano delle banalità, sono legata alla mia terra, al sole, al mare, alla mia famiglia, anche perché la musica è un modo bellissimo per riconciliare due parti della mia famiglia: mia madre e mio padre. Io della Sicilia mi porto un po' tutto, il mio stilista è siciliano, ho volutamente scelto un siciliano che mi è stato consigliato da Silvano Notarazzo. Ci tengo molto a questa cosa della sicilianità.

Quali sono le tue scelte di look con cui ti presenterai all’Ariston?
Direi che il mio look per Sanremo sarà molto “pipistrellesco”, molto dark, molto cupo, anche io sono cupa, ma non troppo, però sono cupa lo stesso.

Dopo l’appuntamento ligure, che cosa ti aspetta? Ci sono album o live in programma?
Sto lavorando a un album che ho scelto di scrivere quasi completamente di mio pugno e mi sto facendo aiutare da Andrea Maestrelli, tra gli otto vincitori di Area Sanremo. Lo stimo molto. Ci tenevo molto a renderlo partecipe di questo progetto. L’album avrà dodici canzoni e ci saranno anche dei live.

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