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Dalle performance ai look, il meglio e il peggio della prima serata di Sanremo 2018

La prima serata di Sanremo 2018 si è conclusa volando con uno share sorprendente, archiviando numerosi duetti, qualche critica e diverse polemiche. Ecco il meglio e il peggio.

I conduttori di Sanremo 2018

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La prima serata di Sanremo 2018, quella del 6 febbraio, si è conclusa tra applausi e critiche.

Tra 20 esibizioni di Big, innumerevoli duetti tra Baglioni e gli ospiti e diversi sketch si è arrivati all'1 passata con la lettura in diretta della classifica provvisoria (di cui è stato divulgato solo il voto della Giuria Demoscopica). Per il momento i cantanti sono stati divisi in tre fasce colorate ribattezzate dai conduttori Inferno, Purgatorio e Paradiso.

All'Inferno - con le opportune virgolette del caso - si trovano (in ordine sparso) Red Canzian, Decibel, Diodato e Roy Paci, Enzo Avitabile e Beppe Servillo, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Le Vibrazioni e Renzo Rubino. Nel limbo centrale si sono classificati invece Luca Barbarossa, Elio e le Storie Tese, Giovanni Caccamo, Mario Biondi, The Kolors, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico. In vetta (o in Paradiso) al momento ci sono Annalisa, Lo Stato Sociale, Max Gazzé, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Nina Zilli, Noemi e Ron.

La serata è filata liscia quasi senza intoppi, anche se qualcuno (soprattutto sui social) ha lamentato qualche momento di noia acuta. Ecco il meglio e il peggio della prima serata di Sanremo:

Sanremo 2018 - Il meglio della prima serata: Fiorello

Non ha sorpreso nessuno che sia stato Fiorello il primo grande mattatore. Lo showman ha conquistato il palco prima come "scaldapubblico" e anche dopo, quando ha duettato con Claudio Baglioni. Il monologo che ha introdotto l'arrivo di Claudio Baglioni è stato scoppiettante e ironico, ciclonico com'è lo stile di Rosario, graffiante e pungente. Proprio all'inizio un uomo ha fatto irruzione sul palco: non è la prima volta che si verifica un'incursione durante la diretta e Fiorello ha gestito l'imprevisto con il solito savoir faire.

Voglio fare il Pippo Baudo della situazione. I tempi sono cambiati, una volta si arrampicavano sulla balconata. Ora arrivano come un assistente di studio qualunque.

Dalla politica al canone, dai riferimenti al Festival stesso alle canzoni in gara, il discorso di Fiorello ha convinto. E ancora di più il secondo passaggio dell'artista sul palco, quando ha cantato E tu con Baglioni, dedicata a Laura Pausini (in collegamento telefonico) a casa ammalata. Grintoso e frizzante, professionale e tecnicamente ineccepibile, Fiorello è stato applaudito dal pubblico, dalla stampa e dai social.

SEI UN FIORE 😍 @rosario_fiorello #sanremo2018

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Gli abiti (e lo stile) di Michelle Hunziker

La scelta di Armani Privé si è rivelata ipnotica. Michelle Hunziker ha cambiato abito quattro volte, lasciando continuamente spettatori e curiosi senza fiato (per non parlare di suo marito Tomaso Trussardi, in platea, a cui la showgirl ha dedicato un momento romantico). Il primo long dress della conduttrice era nero, a maniche lunghe, con una scollatura proverbiale, mentre i capelli sciolti ricadevano morbidamente sulle spalle e il make-up consegnava una Michelle in tutto il suo splendore.

I primi tre abiti erano scuri e condividevano il taglio regolare che enfatizzava il corpo da mannequin della conduttrice. L'ultimo era un argento scintillante, estremamente chic, che ha regalato alla Hunziker un'allure ancora più impalpabile.

Abiti da sera di Armani Privé indossati dalla HunzikerHD

Michelle si è rivelata spigliata, precisa e attenta. Non ha inanellato papere, se escludiamo i primi minuti di fortissima emozione (era la seconda volta che tornava all'Ariston, dopo l'affiancamento di Pippo Baudo nel 2007) e le battute scontate e deludenti di "finte schermaglie" con Favino.

I poeti (e i rockettari)

Alcuni cantanti si sono distinti per uno stile lirico o vivacemente energico. La ballata di Max Gazzè è stata l'ennesima conferma di qualità, così come la canzone di Ron, un inedito del grande Lucio Dalla, e l'intraprendenza grintosa di Ornella Vanoni. Anche i The Kolors, con il loro stile rockettaro e colorato, hanno convinto. Bellissima e delicata Annalisa, sanguigna e potente Noemi, le due giovani cantanti sono volate in vetta alla classifica provvisoria.

Pierfrancesco Favino

Pierfrancesco Favino è stato di parola: avrebbe voluto solo divertirsi e sembra ci sia riuscito. Ma, oltre alla solarità, ha coinvolto anche le doti di performer: la girandola dei successi sanremesi, motivetti accennati quanto bastava a rievocare la nostalgia, è stata un successo. E lo stesso è valso per il brano al pianoforte con il cast di A casa tutti bene: Muccino e company, impegnati a cantare con Baglioni al pianoforte, hanno rispecchiato lo stile profondamente musicale del direttore (o dittatore) artistico.

Favino e Baglioni a Sanremo 2018
Le doti da performer di Favino

Il ranuncolo contro la violenza sulle donne

Fiori e polemiche hanno accompagnato questa come altre edizioni. Proprio prima dell'inizio del Festival, Selvaggia Lucarelli ha fatto scoppiare la "bomba" di Doppia Difesa, l'associazione di Michelle Hunziker e Giulia Buongiorno per l'assistenza a donna maltrattate, colpevole (stando alle tesi di Selvaggia) di inefficienza e ipocrisia.

Michelle Hunziker si è difesa e ha esortato a indossare un ranuncolo come fiore-simbolo per la lotta alla violenza sulle donne.

È solo un fiore che, come un dress code total black di quelli che abbiamo osservato oltreoceano ai Golden Globe, forse non comprende necessariamente una limpidità di intenti da parte di chiunque aderisca, ma rimane un simbolo collettivo, un simbolo forte sul fatto che forse, in una società complessa, a livello macro (che è più importante di quello micro) qualcosa sta cambiando. A prescindere dalla onestà intellettuale dei singoli...

Sanremo 2018 - il peggio della prima serata: Baglioni

...o meglio: i suoi capelli! Qualcuno ha associato Baglioni a Renato Balestra per il viso tirato, senza rughe, forse botoxato. Anche Michelle Hunziker, per avere 40 anni, ha il viso di una 20enne. Ma le critiche e l'ironia si sono concentrati sui capelli del direttore artistico, che sembra aver esagerato con il tonalizzante al punto da essere passato a far intravedere qualche sfumatura azzurrina tra la chioma argento.

I Pooh

"Ovunque vada, vedo un Pooh. i Pooh sono un po’ come le tasse. Le levano, le levano ma alla fine ritornano sempre" ha chiosato Fiorello. E i membri della gloriosa band, con questo revival a due ondate (da una parte concorre Red Canzian, dall'altra Riccardo Fogli con Roby Facchinetti), non hanno entusiasmato nessuno.

Le gag

Come ogni anno, il copione del Festival di Sanremo lascia abbastanza esterrefatti. Alcune battute sembrano scritte da alunni delle scuole medie, sono banali, scontate, non fanno ridere, non trascinano, appaiono più scritte e impostate che mai. Le finte scaramucce tra i conduttori, le finte (o vere?) gelosie, gli incidenti simulati, le gaffe pianificate suonano davvero (per rimanere in tema musicale) di finto, stantio e artificioso.

Quando si eliminerà dal copione questo stile ridondante e inutile?

C'è qualcuno nel limbo, che oscilla tra "meglio" e "peggio"? Attualmente, lo Stato Sociale. Il testo della canzone è fresco e vivace e ha riscosso diversi consensi soprattutto nel pubblico Under 30 che twitta più accanitamente durante le serate. Ma la trovata di Paddy, la ballerina 83enne sfoderata ad accompagnare Una vita in vacanza ha fatto scattare (volontariamente o non) immediato il paragone con Francesco Gabbani che l'anno scorso aveva vinto con l'ausilio di un uomo travestito da scimmia (e che quest'anno si è goduto il Festival dal divano, con tanto di calzini a tema fotografati e condivisi su Twitter).

Esibizione dello Stato SocialeHD
Paddy e lo Stato Sociale

Queste trovate si possono davvero bissare? O è errato fare un'analogia?

Voi che ne pensate? Cosa vi è piaciuto di più e cosa di meno?

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