Stai leggendo: La recensione di Essere qui, il nuovo album di Emma

Prossimo articolo: Emma presenta Essere qui, il suo nuovo album

Letto: {{progress}}

La recensione di Essere qui, il nuovo album di Emma

Consapevolezza, voglia di riscatto e ringraziamento alla vita: tutto questo nel nuovo album di Emma, Essere qui.

Dodici tracce nel nuovo disco di Emma, Essere qui

0 condivisioni 0 commenti

Fermandosi al primo singolo, L’isola, ci saremmo immaginati un disco quasi sperimentale: chitarre anni ’80 e rimandi persino agli U2. Emma, con Essere qui, invece spariglia le carte già alla seconda traccia, Le ragazze come me. Brano molto più classico: inizia sorretto da una sola chitarra acustica, per poi aprirsi con l’incedere della canzone. Un ritorno al pop? Probabilmente. Anche se è lei stessa, durante la conferenza stampa di presentazione dell’album, ad ammettere di non amare trincerarsi dietro nomenclature e generi.

A oltre due anni di distanza dal precedente lavoro in studio, Emma torna nuovamente sul mercato discografico con Essere qui, un disco che è un inno alla vita: affermazione della propria esistenza e ringraziamento per quanto vissuto fino ad adesso. È la consapevolezza di Sottovoce: inizio da ballad intensa e un climax ascendente nel ritmo. Amore, presa di coscienza e la capacità di lasciare andare persino chi amiamo. Diversi, gli autori reclutati per questo nuovo album. Interessante la collaborazione con Amara, che firma Le cose che penso: dialogo tra donne, nato dopo una conversazione tra le due artiste. E poi Giuliano Sangiorgi, autore di uno dei brani più intensi del disco: Portami via da te.

La copertina di Essere qui, nuovo album di Emma
Emma canta il pop e si diverte nel suo nuovo album

Richiesta d’aiuto, questa volta, di lasciarsi andare: richiesta di salvezza di se stessi, dopo il tentativo disperato della conquista di un uomo, che necessariamente porta alla fine a uno scontro con la realtà. Vero manifesto programmatico del disco è però Sorrido lo stesso, scritta dalla stessa Emma con Alessandra Flora e Giovanni Caccamo: dichiarazione d’amore alla vita, alle continue rivincite e alle sconfitte, da accettare con il sorriso sulle labbra.

Il salto di qualità, rispetto ai precedenti lavori, è tangibile, a partire dai musicisti che l’hanno affiancata in studio: Paul Turner dei Jamiroquai, Enrico “Ninja” Matta, Lorenzo Poli, Luca Mattioni, Adriano Viterbini e Andrea Rigonat. E poi il team di autori, impreziosito dai nuovi nomi di Davide Petrella, Davide Simonetta, Gianni Pollex e Federica Abbate. Oltre ai “fidati” Roberto Casalino, Roberto Angelini, Giuliano Sangiorgi, Dario Faini, Nicco Verrienti, Amara, Giovanni Caccamo, Giulia Anania, Alessandra "Naskà" Merola, Gigi Canu, Alessandra Flora e Fabio Gargiulo. Insomma, una vera “truppa di autori” a disposizione di Emma, che ha potuto scegliere tra un vastissimo ventaglio di possibilità. Il risultato è un album eterogeneo, molto “suonato” e in cui Emma passa dal raccontare l’amore assoluto, fino alle storie di donne, dal cyberbullismo (in Malelingue) alla voglia di vivere. La sua voce è cambiata: meno aggressiva, con più cura nelle sfumature. Le scelte testuali pure: più ricercate. Si lascia andare alla dolcezza e all’amore più profondo in Coraggio, ma anche l’amore sessuale di L’una e l’altra. Parla dei problemi di comunicazione nelle coppie in Mi parli piano e ritorna al sesso con Effetto domino. Si diverte, tocca tutti gli argomenti che le passano per la testa e li suona con una band con cui, a suo dire, c'è stata una sinergia totale.

Emma sotto un'insegna luminosaHDKat Irlin
Consapevolezza e voglia di vivere nel nuovo disco di Emma Marrone

Tra i pezzi più importanti del disco, sicuramente Malelingue: canzone di denuncia al cyberbullismo, una delle piaghe del nuovo millennio. Canzone in cui Emma si scaglia contro ogni tipo di sopruso, sia esso proveniente dai cosiddetti "bulli da tastiera" o da persone in carne e ossa. Senza mezzi termini né con giri di parole. Esattamente come in L'una e l'altra e in Effetto domino, in cui a fare da padrone è la sensualità. Perché Emma è una donna e in questo disco non si vergogna del suo lato femminile. Anzi, lo mette in mostra quasi esasperandolo. Non si nasconde: canta rock, canta pop, canta senza distinzioni di genere. E lo fa con parole dritte, precise. Affronta temi eterogenei e si diverte.

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.