Stai leggendo: Da una masseria pugliese a Sanremo: Diodato e Roy Paci cantano ‘Adesso’

Letto: {{progress}}

Da una masseria pugliese a Sanremo: Diodato e Roy Paci cantano ‘Adesso’

Tra i Campioni del Festival targato Claudio Baglioni ci sono Diodato e Roy Paci, coppia artistica che si presenta con il brano Adesso e canta la voglia di ‘tenere stretta questa vita che sfugge’. Ecco cosa il duo ci ha raccontato.

Diodato e Roy Paci per Sanremo 2018 Flavio&Frank

1 condivisione 0 commenti

Il primo incontro fra Antonio Diodato e Roy Paci avviene in una masseria leccese e la sintonia fra i due artisti è immediata. Stesso approccio alla musica, stessa attenzione alle atmosfere profonde di certi suoni radicati nella tradizione italica, stessa la cura del dettaglio mai lasciato al caso. Per questo, dopo averli incontrati e ascoltati alla vigilia del Festival di Sanremo, questa “strana coppia” non ci pare più tanto strana. Anzi, non lo è affatto.

Diodato e Roy Paci portano all’Ariston Adesso, brano firmato dallo stesso Antonio, su cui si è innestato il lavoro di arrangiamento curato dal trombettista e produttore siciliano. Non basta, forse, un solo ascolto, per apprezzare la pienezza della canzone ma sicuramente la fusione e l’amalgama musicale e testuale la rendono più che apprezzabile da subito.

“Capire che adesso è tutto ciò che avremo”: sta qui il cuore di questo brano, che si espande con una drammaturgia eroica moderna come un’illuminazione e alza lo sguardo verso l’alto. Il movimento che s’immagina è proprio questo, dalla concentrazione su uno schermo fra le mani a un orizzonte che troppo spesso perdiamo di vista.

Anche la scelta di coinvolgere il rapper Ghemon, ospite nella serata dei duetti, va in questa direzione. Niente claustrofobia musicale, ma un’apertura che accoglie e in cui la tradizione spazia ad abbracciare il rap melodico. Alle parole di Diodato, l’avellinese ha aggiunto due barre inedite mentre a completare la formazione sul palco per tutte le esibizioni sono tre fiati e due tamburi.

Diodato e Roy Paci Adesso Sanremo 2018HDFlavio&Frank

Il racconto della nascita del brano ha il fascino di una quotidianità che nasconde sorprese. “Ho scritto Adesso in un momento particolare della mia vita in cui mi stavo facendo molte domande. – ha raccontato Diodato – Queste passavano attraverso tante mie insicurezze in cui, però, è forse facile ritrovarsi.”

Racconto la paura del tempo che passa e la sensazione di non riuscire a cogliere o tenere stretta questa vita che sfugge tra le mani.

Ed ecco l’inaspettato: “Una sera, tornando a casa a Milano, arrivato al portone mi sono reso conto che avevo camminato per chilometri interi senza alzare la testa dal cellulare e ho provato un senso di stanchezza. Ho guardato in alto e mi sono ritrovato questa luna gigante davanti agli occhi; lì è nata la prima fra del testo come se tutti i ragionamenti di quel periodo stessero venendo fuori.”

Sono salito in casa, ho preso la chitarra e mi sono messo sul divano a scrivere. Così è nata Adesso.

Eppure, avverte Diodato, non si tratta di un brano contro la tecnologia con i suoni annessi e connessi; l’artista ha, infatti, messo in chiaro che la canzone “non è contro i social”.” Ha quindi specificato: “sicuramente viviamo bombardati continuazione da informazioni e la tecnologia in qualche modo amplifica le nostre insicurezze, i nostri timori. Così, a volte, in quel mondo cerchiamo un appagamento che nella vita di tutti i giorni, invece, non abbiamo; ma si tratta più che altro del nostro approccio alla tecnologia che talvolta diventa malato.

In Adesso analizzo i miei timori, che hanno trovato soluzione in una considerazione: cioè che i momenti più belli sono quelli che riesci a vivere appieno, anche con le altre persone. Il mantra che ripeto nel ritornello è quello che io per primo ripeto a me stesso.”

Volevo semplicemente ricordare a me stesso che l’attimo in cui sei connesso con te stesso nel presente è il momento in cui probabilmente riesci a vivere a pieno la tua vita.

Dalla scrittura in solitaria matura, quindi, l’idea di lavorare a più mani sulle note: “Nella stessa stanza in cui è nata la canzone alla chitarra mi sono messo a registrarla. – ha continuato Antonio – All’inizio l’ho pensata solo chitarra e voce, poi con l’aggiunta di due archi, poi i fiati. Avendo Roy Paci come amico ho pensato subito a lui perché gli arrangiamenti raggiungessero un livello superiore. Ne ho parlato con il produttore e abbiamo fatto sentire tutto a Roy. Gli è piaciuto e...”

In un passaggio perfetto, ecco intervenire Roy Paci, che ha proseguito il racconto: “Da lì ho iniziato a lavorare al pezzo per capire quale sviluppo dargli. Non volevo rientrare in qualcosa di convenzionale, quasi di genere, così abbiamo dato una sferzata a un brano che è sicuramente una forcella.”

L’espressione incerta dei presenti deve aver spinto Paci a spiegare: “La canzone è un crescendo: parte da un soffio, un sciato per dirla alla siciliana, e culmina in un’apertura liberatoria. Anche per quello che viene descritto il brano doveva finire in maniera maestosa e celebrativa. Ci siamo divertiti in fase di produzione a ragionare e lasciando anche qualche novità dal vivo rispetto alla versione incisa.”

Nel momento di calcare il palco di Sanremo l’approccio sarà lo stesso di un concerto, con un’attitudine che va contro i cliché. Sono curioso anche di capire che cosa accadrà nella testa di chi ascolta.

Unendo le due parti della mela, sarebbe facile aspettarsi un pezzo in cui il virtuosismo di Roy Paci irrompe a metà. E invece, no, non accade, come spiegano i due artisti: “Quando si pensa a due persone sul palco del Festival, si ha in mente un duetto classico. Era facile cadere nel super solo di Roy, ma sarebbe stato come appiccicare qualcosa al brano; noi abbiamo ragionato sulla musica.”

Ci siamo. Ultima prova all’Ariston e poi... #diodato #sanremo2018 #adesso

A post shared by Diodato (@diodatomusic) on

Come si inserisce, allora, il rap di Ghemon in questa onda sonora? “Stimo e ascolto da sempre Ghemon. – racconta Diodato – Ricordo la prima volta in cui l’ho ascoltato dal vivo: mi sorprese questo ragazzo sul palco che mi trasportò in un’altra visione del rap suonato. Quell’approccio mi piacque tantissimo.

Quando abbiamo iniziato a ragione sull’ospite ci è piaciuta l’idea di coinvolgerlo perché nel momento in cui entra sul pezzo sposta il sapore del brano in modo melodico, molto più di me.” Chiosa Paci, promettendo una performance niente male: “Ghemon non è solo un rapper ma è un narratore, un improvvisatore; sarà un mash up meraviglioso.” Anche noi abbiamo lo stesso sospetto.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.