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Max Gazzè: il testo della canzone La leggenda di Cristalda e Pizzomunno e il video della sua esibizione a Sanremo 2018

Max Gazzè varca il palco dell’Ariston per la quinta volta con un brano che narra una storia popolare pugliese con La leggenda di Cristalda e Pizzomunno.

L'esibizione di Max Gazzè a Sanremo 2018

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Approdato per la prima volta al Festival di Sanremo nel 1999 dove, nella sezione Giovani, ha presentato quella che sarebbe divenuta una delle sue hit più conosciute - Una musica può fare -, Max Gazzè quest’anno si è esibito sul palco dell’Ariston per la quinta volta (la quarta come Big) con un brano scritto dal fratello Francesco e ispirato a un racconto della tradizione pugliese: La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Il pezzo sarà un inedito dell’album di Gazzè in uscita il prossimo 9 febbraio, Alchemaya.

Il video ufficiale della canzone: La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Max Gazzè - Il testo di La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto…
Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto
Mulini
Le braccia oramai
Non potrai  
Far più niente
Ma se ti rilassi
E abbandoni Il tuo viso
A un lunghissimo
Sonno
O mio Pizzomunno
Tu guarda
Quell’onda
Beffarda
Che affonda
Il tuo amore indifeso
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!
Così addolcirai gli inganni
Delle tue sirene…
Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa
E forse una lacrima scesa
Nel vento
Fu solo un momento
Poi lui sparì
Al largo
E lei in casa cantando…
Neppure il sospetto
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!
Perché poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!
Ma io ti aspetterò…
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene…
Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene
E quando
Le urla
Raggiunsero il cielo
Lui impazzì davvero
Provando
A salvarla
Perché più non c’era…
E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre
E così la gente
Lo ammira
Da allora
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora
Il suo amore
Rapito
E mai più tornato!
Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!
Si dice che adesso
E non sia leggenda
In un’alba
D’agosto
La bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda

Max Gazzè - Significato di La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Con La leggenda di Cristalda e Pizzomunno Max Gazzè ha voluto narrare la storia del folklore pugliese ispirata al monolite di Pizzomunno che si trova a Vieste e che, secondo la mitologia, altro non sarebbe che il marinaio Pizzomunno il quale, innamorato di un’umana, ha resistito al canto delle sirene che hanno deciso di vendicarsi trasformandolo in pietra proprio mentre lui tentava di salvare la sua Cristalda. Pezzo estremamente sinfonico in cui è stato possibile apprezzare la bravura dell’orchestra sanremese, La leggenda di Cristalda e Pizzomunno parla di un sentimento che è più forte del tempo (secondo la leggenda ogni 100 anni le livorose sirene concederebbero una notte di passione ai due amanti), della morte e soprattutto delle tentazioni.

Che ne pensate del brano di Max Gazzè? Fatecelo sapere nei commenti!

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