Stai leggendo: The Post: Steven Spielberg dalla parte di donne e libertà di stampa

Letto: {{progress}}

The Post: Steven Spielberg dalla parte di donne e libertà di stampa

Candidato a due premi Oscar, è approdato nelle sale The Post l’ultima fatica del Maestro Steven Spielberg con Tom Hanks e Meryl Streep.

2 condivisioni 2 commenti

Nel febbraio del 1971 Daniel Ellsberg, ex militare ed economista americano, decise di consegnare a un giornalista del New York Times una serie di documenti passati alla storia come Pentagon Papers e composti da 7000 pagine contenenti uno studio commissionato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che metteva in luce, tra le altre cose, che l’allora quasi ventennale conflitto tra USA e Vietnam era stato esteso dal Governo del Nuovo Continente con bombardamenti e raid aerei ben prima che i cittadini ne fossero informati, fondamentalmente per un motivo ben preciso: evitare all’America un’umiliante sconfitta.

Il New York Times pubblicò parte dei documenti ricevuti per poi essere bloccato da un’ingiunzione della Corte Suprema. A quel punto le Pentagon Papers arrivarono nelle mani dei giornalisti del Washington Post che le diramarono grazie al coraggio dell’allora direttore Ben Bradlee e dell’editore Katharine Graham che pur di regalare un briciolo di verità ai suoi lettori si mise contro gli investitori del suo giornale appena entrato in borsa. Questo frammento di storia statunitense è diventato il soggetto di The Post, ultima fatica di Steven Spielberg che, complice la sceneggiatura di Liz Hanna e John Singer, ha voluto raccontare l’intera vicenda dal punto di vista di Bradlee e della Graham interpretati rispettivamente da due attori d’eccezione quali Tom Hanks e Meryl Streep.

Dietro le quinte di The PostHD01 Distribution

In un momento storico decisamente complicato per i media americani affatto sostenuti e spesso e volentieri sbeffeggiati dal Presidente Trump, Spielberg ha sentito l’urgenza di narrare al pubblico una vicenda emblematica come quella raccontata in The Post per sottolineare l’importanza democratica dei media il cui compito, come lo stesso personaggio della Streep afferma, è quello di “scrivere le prime bozze della storia”. Non è un caso, infatti, che il cineasta di Cincinnati ha messo in stand-by un progetto del calibro di The Kidnapping of Edgardo Mortara per dirigere The Post, pellicola che si schiera dalla parte del giornalismo al di sopra della politica, puro e indipendente che Spielberg ha voluto omaggiare anche attraverso le numerose, catartiche ed evocative immagini “amarcord” delle rotative che mandano in stampa i quotidiani di domani.

L’icona Kay Graham

Oltre a essere incentrato sull’importanza dell’indipendenza della stampa, concetto che trova la sua personificazione nel personaggio di Tom Hanks, in The Post viene anche tratteggiata la storia di Kay Graham, primo editore donna di un giornale di prestigio ereditato - suo malgrado - dal marito. Storia di emarginazione femminile che Steven Spielberg racconta solo e unicamente attraverso le inquadrature del volto scoraggiato della Streep (candidata per questo ruolo agli Oscar 2018 come migliore attrice protagonista) e tramite una serie di sequenze che che la descrivono come una (im)potente, reietta tra uomini che non la ritengono all’altezza del suo ruolo ma che grazie alla forza delle sue scelte si trasforma in un’icona femminista che sfila fiera e silenziosa tra un gruppo di donne plaudenti. Spielberg con The Post ci consegna un lungometraggio attualissimo in cui ci ricorda, con l’aiuto di un importante vicenda di ieri, che la storia di domani si può cambiare già oggi.

The Post è nelle sale italiane dall'1 febbraio.

Voto8,5/10

Spielberg con The Post ci consegna un lungometraggio attualissimo in cui ci ricorda, con l’aiuto di un importante vicenda di ieri, che la storia di domani si può cambiare già oggi.

Sandra Martone

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.