Stai leggendo: Icone passate e abitudini contemporanee nelle opere di Shusaku Takaoka

Letto: {{progress}}

Icone passate e abitudini contemporanee nelle opere di Shusaku Takaoka

Shusaku Takaoka mescola le carte, divertendosi a creare mix dissacranti, divertenti, spaesanti. Guardare il suo lavoro è come fare un viaggio nel tempo.

Un’opera di Shusaku Takaoka

0 condivisioni 0 commenti

Giocare con il sacro e il profano è difficile, o meglio, difficile è ottenere risultati pregevoli, interessanti e in grado di catturare il pubblico. Con la sua arte Shusaku Takaoka, grafico giapponese, ci è riuscito. Una versione contemporanea della pop-art, che prendeva immagini colte, iconiche e le vestiva di riferimenti popolari. Così vediamo personaggi dipinti che hanno segnato la storia dell’arte passeggiare per le nostre strade, insegne di culto nelle nostre metropoli impresse sulla tela, o ancora fotografie iconiche irrompere in quadri altrettanto famosi. È un mondo liquido quello di Shusaku Takaoka, dove non esistono confini temporali, spaziali o fra discipline: tutto è un frammento di mosaico che si può staccare, spostare, scontornare e incollare in una nuova sede, per creare uno straniamento nell’osservatore. Scorrendo il suo profilo Instagram, dopo l’inziale perplessità, si comincia ad avvertire un continuo déjà-vu: il cervello è impegnato e trovare l’originale collocazione dei frammenti assemblati dall’artista, a ricostruire la loro provenienza.

Così, per esempio, ecco la celebre foto di John Lennon e Toko Ono diventare un quadro di Klimt.

Oppure il logo della nota caffetteria Starbucks con suoi famosi contenitori di caffè irrompere nelle atmosfere fiamminghe dei quadri di Jan Vermeer.

O ancora, la Creazione di Adamo della Cappella Sistina, stanca di farsi fotografare dai turisti, si riunisce per una foto col selfie stick.

Curiosi di vedere più esempi di questa folle arte che fa del collage lo strumento per raccontare il nostro tempo? Sfogliate la gallery!

Come vedete, dietro questi mix, ciò che viene desacralizzato non è l’immagine presa dal passato, ma le nostre abitudini contemporanee, i nostri usi e costumi. Ma in fondo, è uno dei compiti dell’arte: farci riflettere su chi siamo e dove stiamo andando.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.