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Max Gazzè, dalla fisica alla metafisica nel nuovo progetto Alchemaya

Un album di Max Gazzè non è mai solo un disco. Il 9 febbraio esce Alchemaya, opera in due atti già portata in teatro che contiene il brano inedito La leggenda di Cristalda e Pizzomunno con cui l’artista torna sul palco di Sanremo.

Max Gazzè in una foto per Sanremo 2018

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Gennaio, sabato mattina milanese, di quelli che iniziano un po’ lenti e uggiosi e poi regalano uno sprazzo di sole che non ti aspetti. Sanremo è alle porte e sul palco ligure torna Max Gazzè che, a poco più di due anni dall’album Maximilian, regala il nuovo progetto Alchemaya, dal 9 febbraio.

Chiamarlo disco risulta, francamente, riduttivo e l’inedito La leggenda di Cristalda e Pizzomunno con cui l’artista si presenta all’Ariston ne è una piccola, leggendaria, enclave. Ascoltare Gazzè è un’esperienza che ti fa sentire piccolo piccolo, immerso in discorsi musicali e non solo che confermano la sostanza costituiva su cui un Artista vero costruisce la propria opera (termine d’obbligo, in questo caso).

Cover Alchemaya Max Gazzè

Dagli studi giovanili su testi antichi di filosofia, misticismo ed esoterismo, alle letture religiose e letterarie fino ai codici rari. Gazzè cita con nonchalance Aldous Huxley, Joseph Ratzinger, l’epopea di Gilgamesh, i campi morfogenetici, il Corpus Hermeticum  e i codici di Qumran. Niente dogmatismo, ma una sconfinata passione che diventa (anche) musica in Alchemaya. Il 9 febbraio esce, infatti, quest’opera che l’artista definisce con il neologismo sintonica, crasi tra sinfonica ed elettronica. Dopo essere stato portato dal vivo nei teatri italiani, lo spettacolo in due atti è stato registrato a porte chiude ed esce in versione doppio CD, triplo vinile e digitale per Universal Music con pre-order dal 26 gennaio.

“Alchemaya – racconta Gazzè – è un album due atti: nel primo c’è tutto quello che riguarda l’opera, un concept che apre con ‘L’origine del mondo’ e procede seguendo un percorso storico. Nel secondo disco, invece, ci sono tre inediti e una serie di miei brani riarrangiati in chiave sintonica.”

Ad aleggiare su questo sviluppo, che da temporale finisce per sconfinare nella dimensione dello spirito, è uno approccio di contemplazione profonda che lo stesso cantautore ha sperimentato durante i concerti. “Dallo storico al metafisico, perché è sempre il presente che riscrive la storia”: è questa l’essenza che va maturando nell’opera proprio alla luce degli studi coltivati da Gazzè che si fa, senza alcuna presunzione, mentore di un viaggio nella (sovr)umana natura.

GazzèHD

Fisica, metafisica, filosofia, religione, mitologia e storia sono traslate nella dimensione spiritual-musicale di Alchemaya, titolo che recupera l’etimologia greca nel senso di “fondere” per esprimere quella che in Gazzè diventa una danza delle materie. Così, dalla fusione alchemica nasce un intreccio di classico e progressive – come la stessa evoluzione umana – tra musica e teatralità con i testi di Francesco Gazzè.

Mio fratello è un maniaco della parola, fa rimare pure le consonanti; io invece posso impiegare anche un mese per un solo suono.

Ha raccontato Gazzè: “Alchemaya è un concept con un utilizzo dell’Orchestra Sinfonica con approccio progressive. La storia racconta le origini arcaiche dell’essere umano fino alla descrizione dell’essenza alchemica dell’uomo descritta nelle tavolette antiche. Ed è solo la punta dell’iceberg rispetto a un corpus di opere molto più vasto.”

Quando nasce questo tuo interesse per lo studio dell’antichità e dei suoi documenti?
Ho iniziato a studiare i manoscritti di Qumran, come un topo di biblioteca, quando avevo diciott’anni per soddisfare le mie curiosità. Mio padre, da cattolico convinto, era anche un po’ restio; anzi, ricordo che dovetti convincerlo a portarmi a vedere Franco Battiato in Gilgamesh.

Quando parlo di esoterismo intendo un percorso di ricerca interiore in cui ci sono misticismo e spiritualità, nel senso sia di slancio verso il divino sia di comprensione dell’essenza dell’uomo. È immanenza e trascendenza insieme.

È un sfizio che ho voluto realizzare e che da tanti anni volevo togliermi. Era il momento giusto anche per presentarmi a Sanremo, con qualcosa di diverso. Ci saranno tante cose da fare, sarà una bella fatica, ma mi piace andare al Festival.

A quale riflessione ti hanno condotto questi tuoi studi finora?
Oltre a quello che ti ho detto, anche i teologi mi hanno sempre affascinato e poi guardavo alle culture egizie, mitraliche, africane, mesopotamiche. È come se la storia avesse adattato alle proprie condizioni socio-politiche la stessa storia. Un giorno credo che scopriremo pienamente che cosa significhi l’essere umano, anche nella dimensione atemporale. La storia ha sempre cambiato assetto ed è essa stessa a definire il passato.

E il brano sanremese, La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, come si inserisce in quest’opera?
L’inedito di Sanremo si inserisce nel secondo disco, l’Atto II. Vado a Sanremo per portare questo progetto e per raccontare sul palco una cosa così particolare. Spesso accade che si va a Sanremo, poi escono dei singoli, un album di inediti e così via; nel mio caso Alchemaya è già esistita con i live nei teatri e il Festival è un modo per concludere questa fase. Poi arriveranno altri concerti nei teatri all’aperto.

In che veste questo brano arriva a Sanremo, anche in riferimento alla serata dei duetti con Rita Marcotulli e Roberto Gatto?
Quella di Sanremo è una versione pop elegante perché in verità La leggenda di Cristalda e Pizzomunno è un brano pop travestito da sinfonico. Sul palco nessun strumento elettronico a parte il sintetizzatore che suona insieme ai primi violini per dare tonicità alle varie frequenze. Così l’orchestra può raggiungere un’escursione dinamica maggiore.

Sei sempre molto attento anche alle immagini e all’aspetto grafico, oltre che al look: questa volta come ti presenti?
Per quest’opera l’illustrazione è un po’ onirica e metafisica per non rendere il racconto troppo pesante o di difficile interpretazione. Volevo che fosse leggibile anche dai bambini, con una doppia interpretazione: chi conosce questi argomenti li sa interpretare, chi invece non li conosce ascolta una bella storia. Per il palco di Sanremo Gianluca Saitto ha preparato delle giacche in tema con quello che canto.

Più si innalza il livello di conoscenza più l’orizzonte si allontana.

Insomma, quante anime ha Max Gazzè?
Beh, la parola persona deriva da paersonam che indicava la maschera del teatro greco: quindi, datemi una maschera e interpreterò un ruolo! Tutte queste ricerche e curiosità mi portano a una certa ironia, senza dover essere un giullare, e una certa serietà senza essere serioso, cosa che renderebbe più difficile la comunicazione. In questo caso, Alchemaya è un’opera seria alleggerita dalla faccia con le rotelle delle copertina. Dico una cosa importante in maniera seria e coscienziosa, qualcosa che sta alla base anche del pensiero cristiano.

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E l’alter-ego Maximilian che fine ha fatto?
Oggi C’è solo Maximilian, Max non c’è più in pratica (ride, ndr)! Quindi sono un po’ condottiero un po’ ciambellano.

La tracklist e il nuovo tour

Alchemaya è in pre-order digitale ed è atteso per venerdì 9 febbraio. Questa la tracklist del doppio album:

DISCO 1

  1. L’origine del mondo
  2. Enuma Elish
  3. Il diluvio di tutti
  4. Vuota dentro
  5. L’anello mancante
  6. Etereo
  7. La tavola di smeraldo
  8. Visioni ad Harran
  9. Bassa frequenza
  10. Alchimia
  11. Il progetto dell’anima

DISCO 2

  1. La leggenda di Cristalda e Pizzomunno
  2. Il timido ubriaco
  3. Il solito sesso
  4. Nulla
  5. Cara Valentina
  6. Edera
  7. Ti sembra normale
  8. Atto di forza
  9. Se soltanto
  10. La vita com’è
  11. Mentre dormi
  12. Un brivido a notte
  13. Sotto casa
  14. L’ultimo cielo
  15. Una musica può fare
  16. Verso un altro immenso cielo

L’opera torna poi in teatro, in importanti location all’aperto, per un live sinfonico intenso e suggestivo. Tra gli spazi scelti ci sono il Teatro Antico di Taormina, le Terme di Caracalla a Roma, lo Sferisterio di Macerata e un doppio appuntamento all’Arena di Verona che chiuderà il viaggio. In attesa di una nuova evoluzione.

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