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Grammy 2018: i momenti migliori (e quelli peggiori) della serata

Al Madison Square Garden di New York sono andati in scena i Grammy Awards 2018. La kermesse ha visto alternarsi sul palco momenti di grande spettacolo e alto spessore, come quelli contro le molestie sulle donne, ma anche qualche passo falso.

Il logo dei Grammy 2018

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Li chiamano gli Oscar della musica e nessun'altra definizione potrebbe calzare più a pennello ai Grammy Awards 2018. La cerimonia di premiazione degli artisti più talentuosi e influenti del panorama musicale internazionale ha avuto luogo ieri, 28 gennaio, a New York e come ogni anno ha attirato una folta parata di star sul tappeto rosso e sul palco. Il mattatore della serata è stato James Corden - per la seconda volta consecutiva - e il bilancio può reputarsi sicuramente positivo, nonostante qualche piccolo incidente di percorso.

I momenti top

A differenza di quanto accaduto ai recenti Golden Globes - durante i quali sono state le donne a primeggiare - i Grammy hanno avuto un unico (semi)incontrastato protagonista: Bruno Mars. L'artista si è aggiudicato ben sei statuette, tra cui quella per il Miglior album (24K Magic) e la Miglior canzone (That's What I Like).

Bruno Mars ha sbancato i Grammy Awards 2018HD

Una delle esibizioni in assoluto più apprezzate è stata, però, quella di Lady Gaga. La cantante ha intonato al pianoforte la sua hit Million Reasons, dedicandola alla zia Joanne, prematuramente scomparsa e fonte di ispirazione del suo ultimo album.

Dopo le recenti vicissitudini legate allo scandalo Weinstein e a #MeToo, non poteva mancare su un palco in vista come quello dei Grammy un momento interamente dedicato al sempre più sentito tema delle molestie sessuali. La cantante Kesha ha emozionato il pubblico con Praying, una vera e propria preghiera dedicata a tutte le donne vittime di abusi.

Raggiunta da moltissime colleghe - come lei vestite di bianco in segno di supporto alle donne che hanno subito violenza - Kesha ha commosso tutti, sottolineando come le molestie sessuali siano purtroppo all'ordine del giorno in tutti gli ambienti lavorativi. La cantante nel 2014 ha denunciato il suo produttore, Dr. Luke, per averla drogata e aver abusato di lei, tutto questo molto prima di Harvey Weinstein e del vaso di Pandora scoperchiato dalle sue malefatte a Hollywood.

Tornando a parlare di musica, verrà sicuramente ricordato molto a lungo il duetto di Elton John e Miley Cyrus. Il baronetto del pop - che ha annunciato un prossimo ritiro dalle scene - e l'ex stellina Disney si sono esibiti sulle note di Tiny Dancer.

Elton John e Miley Cyrus ai GrammyHD

I Grammy hanno avuto anche il loro momento in stile Broadway. Patti LuPone ha riproposto una performance portata sul palco dei Grammy nel 1981, sulle note di Don't Cry for Me, Argentina.

L'attrice e cantante è apparsa convincente e intensa nei panni di Evita proprio come 27 anni fa. La LuPone con questa esibizione ha messo fine una volta per tutte alla faida con Andrew Lloyd Webber, che ha composto il brano. I due non si parlavano da diversi anni e si sono riconciliati proprio durante le prove per i Grammy.

Un'altra donna che ha fatto molto discutere è stata Hillary Clinton, protagonista di uno sketch contro Donald Trump. L'ex First Lady - sconfitta dal tycoon alle elezioni presidenziali nel 2016 - si è beffata di lui insieme a James Corden e ad altri ospiti coinvolti nella realizzazione di una clip video esilarante!

Dalla politica agli affari di famiglia. Il web sta impazzendo per un divertente siparietto che ha visto protagonisti Beyoncé, Jay-Z e Blue Ivy (6 anni). I due erano in prima fila con la loro primogenita, che li ha rimproverati in più di un'occasione per i troppi applausi.

I momenti flop

Non è mancato qualche piccolo passo falso. Durante l'esibizione della cantante Maren Morris un inconveniente tecnico ai microfoni ha fatto sì che il pubblico da casa potesse sentire in modo chiaro solo la sua toccante introduzione a Tears In Heaven di Eric Clapton, da lei scelta per omaggiare le vittime della sparatoria di Las Vegas dello scorso anno.

L'esibizione di Maren Morris ai Grammy 2018HD

A proposito di emozionanti ballate, non è piaciuto un commento di Bruno Mars durante il suo discorso di ringraziamento per i sei premi ricevuti. Il cantante ha esordito dicendo che nel corso della serata si erano sentite sin troppe ballate, canzoni lente e poco ritmate. Forse non è stato proprio opportuno, specialmente se una di quelle ballate è servita a ricordare le vittime di una strage.

Ancora più stonata (forse) è sembrata la coreografia scelta per accompagnare Luis Fonsi e la sua hit Despacito, candidata ai Grammy come Canzone dell'anno ma infine non premiata. Nel corso di una serata finalizzata a esaltare il rispetto della dignità femminile, le ballerine seminude potevano essere evitate.

La coreografia di DespacitoHD

L'appuntamento con i Grammy Awards è per il prossimo anno!

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