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Al cinema per il Giorno della memoria, La testimonianza di Amichai Greenberg

Il regista israeliano, nipote e figlio di sopravvissuti all'Olocausto, ci ha raccontato il suo film e la ricerca della verità su un episodio dimenticato della Shoah.

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La testimonianza, primo lungometraggio del regista israeliano Amichai Greenberg, è in sala il 25 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria che cade il 27 gennaio. Il film è stato presentato al Festival di Venezia, e si sente tutto il peso dell’orrore dell’Olocausto, dell’abisso e della memoria rimossa.

Protagonista è Yoel, un ricercatore che studia la Shoah e vuole fare luce su una strage che dimenticata: quella di alcuni ebrei che ebbe luogo verso la fine della Seconda guerra mondiale nel villaggio di Lendsdorf. In quel luogo, oggi, progettano di costruire un complesso immobiliare, insabbiando il caso. Yoel ha difficoltà a trovare le prove definitive per fermare il progetto. Mentre svolge le sue ricerche esamina testimonianze secretate di sopravvissuti. Tra queste ritrova quella resa dalla madre, di cui non sospettava l’esistenza e che gli svela un segreto di famiglia. Nonostante il silenzio la ricerca non si ferma in nome della verità assoluta, quella che rende liberi.

Figlio e nipote di sopravvissuti, cresciuto da ebreo osservante, per il regista israeliano il passato rappresenta le sue radici. Lo raggiungiamo mentre è tour promozionale per farci raccontare la sua esperienza famigliare, il suo punto di vista di custode della memoria, e il suo film che rappresenta come lui stesso ammette: "Il mio sforzo per penetrare attraverso i muri trasparenti del silenzio". Per non dimenticare uno dei capitoli più brutti della Storia: una feroce strage di innocenti, in nome di una presunta superiorità della razza ariana.

La testimonianza, una scena del filmHD

Come nasce La testimonianza?
Sapevo di appartenere ad una famiglia di sopravvissuti all'Olocausto, ma non se ne parlava molto. Avevo ricevuto solo notizie prive di emozioni, dove sentivo che mancava sempre qualcosa. Questo silenzio carico di significati mi ha spinto a capire il vuoto che provavo. Fare questo film è stato come rinascere e vedere quello che ero veramente, da dove provenivo.

Cosa significa per una famiglia sopravvivere a questa tragedia?
Ha molti significati per me e per la mia famiglia di ebrei sopravvissuti alla Shoah. Il più importante è in assoluto: vivere la vita intensamente, giorno dopo giorno.

Il 27 gennaio è il Giorno della memoria, le persone hanno dimenticato gli orrori della Shoah?
Sono riuscito ad analizzare il mio passato. Fa parte di me, anche se proviene da cose che non ho visto ma che mi hanno segnato profondamente. Scorrono nel mio sangue e mi hanno segnato profondamente. È un tipo di memoria viscerale. Non bisogna vivere vergognarci del passato, ma farlo proprio soprattutto per le generazioni future e per i nostri figli.

È riuscito a rispondere alla domanda sulla ricerca della verità assoluto che viene posta nel film?
La ricerca della verità è un caposaldo importantissimo per l’umanità, mentre vivere senza ricercarla interiormente è un limite della nostra esistenza. Il protagonista del film è un ricercatore, uno studioso che si la ricerca attraverso i fatti esterni e oggettivi, in maniera ossessiva, ma non la trova dentro se stesso. Non ascolta le sue voci interiori con attenzione e rischia di perdere se stesso e questo sarà una tragedia per lui.

Un scena di La testimonianzaHD

Come si può vivere in un mondo sempre più violento?
Dobbiamo vivere cercando il più possibile di essere noi stessi nel completo rispetto degli uni gli altri. Uomini e donne. Dobbiamo cercare la nostra unicità, senza sovrapporci agli altri, in modo da sviluppare una società completa.

In che modo l’identità è importante per tutti noi?
Non bisogna avere paura delle differenze. L'educazione a scuola e in famiglia sono fondamentali e devono continuare con le nuove generazioni. Tutti gli individui, come esseri umani, dovrebbero lottare per quello in cui credono per essere se stessi e rendere migliore la società. Con questo film volevo proporre una nuova prospettiva sull'importanza dell'identità e su come possiamo accedere ad essa, e poi osservare quello che resta se la smarriamo e non ci rimane niente.

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