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Instagram ha sdoganato la donna oggetto

Instagram impone modelli sempre più perfetti, idoli idolatrati da medesime copie che ambiscono all'omologazione, sconfinando nella disperata ricerca di approvazione da parte del gregge. Si parla di originalità senza conoscerne il significato.

Emily Ratajkowski si scatta un selfie per Instagram

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La donna è da sempre stata indottrinata nella ricerca dell'estetica, il bello non era solo sinonimo di benessere ma rappresentava l'assoluta felicità. Fin dal medioevo, il gentil sesso faceva di necessità virtù, ricorrendo ad espedienti, spesso a loro insaputa tossici, per truccarsi. La pelle diafana ottenuta con il bianco di piombo si sposava a labbra rosse fuoco grazie al mercurio e il fard si otteneva (fortunatamente!) con la terra ocra. Da allora i tempi si sono evoluti e oggi l'immagine femminile è protagonista indiscussa ed egoriferita dei social, a maggior ragione su Instagram, dove apparire è diventato un lavoro. 

Nel mezzo ci sono state lotte di potere, lanci di reggiseni e dichiarazioni di indipendenza. Le nostre nonne erano amazzoni che pretendevano emancipazione ed uguaglianza. Siamo ancora combattive ma ci armiamo di stiletto, eleggendo il nostro personale modello a universale. Ci teniamo ben addosso la lingerie griffata e sensuale, per mostrare al mondo intero che anche noi possiamo essere delle modelle da calendario e a colpi di "thumbs up" scaliamo le classifiche dei trend topic.

Sostanza vs Apparenza

Chiara (Ferragni) è stata la prima poi sono arrivate Emily (Ratajkowski), Kim (Kardashan) e potremo continuare la lista, ma ad oggi è davvero molto lunga. Sono come re mida quello che postano diventa oro e i brand le ricoprono ancora più di oro. Instagram è il regno dell'apparire, con poca sostanza ma molto appeal vi trasforma in un idolo, purtroppo però c'è anche il rovescio della medaglia e il rischio di incappare nella volgarità è altissimo.

Nell'ordine citiamo: oggetti lussuosi, seguiti da bocche rifatte, seni trasbordanti, glutei abbronzati, labbra imbronciate, a luglio in costume minimal (mi raccomando!)  sullo sfondo di tramonti a Formentera  e a dicembre con il visone sulle nevi di Cortina, infine la new entry con il maglione del giorno della settimana di Alberta Ferretti ed ecco che cadere nel pacchiano è un attimo. Questo è il lato trash del social sovrano, non è un mistero, si sa che la vanità è donna e ci illudiamo che si tratti di foto d'autore per nascondere la banalità dello scatto. Difficile pubblicare un bel cervello!

Filtri Vs Realtà

Anziché distinguerci per onore ci amalgamiamo nello specchio virtuale della società, per timore dell'offline. Ci parlavano di rispetto verso noi stesse, di studiare per affermarci e apprezzare quello che si è per essere felici. Instagram ci ha svelato il vero volto, anzi tanti volti dell'estasi. Mille post, centinaia di foto, tutti sorridenti, bellissimi e perfetti... per opera di filtri magici, che alterano la realtà mostrando la stessa faccia della medaglia. 

Famosi sono i casi di vip presi di mira dalla rete perché responsabili di atteggiamenti poco graditi oppure oltraggiosi: pensiamo alle foto di Justin Mattera in cui si mostra senza veli, destano spesso molto interesse accusando la showgirl di esibizionismo, la presentatrice Alessia Marcuzzi invece, sembrerebbe troppo magra e gli utenti sono insorti etichettandola come esempio negativo.

Infine ci sono situazioni più spiacevoli, l'appartamento milanese di Claudia Galanti è stato svaligiato mentre lei era in vacanza: le foto postate in diretta erano sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo aperto le porte del nostro privato, parlavamo di discrezione ma la verità è che urlavamo il nostro bisogno di considerazione, esponendoci alla mercé di chiunque ci siamo condananate alla giustificazione perenne.  

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