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Questo è il mio sangue e #RivoluzioneMestruale: un hashtag e un libro contro il tabù delle mestruazioni

Dopo anni di battaglie e conquiste, le mestruazioni rimangono per molti un argomento di cui è meglio non parlare: ora un libro e un hashtag danno voce a quante non vogliono stare in silenzio.

Un dettaglio della copertina Questo è il mio sangue

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È un oggetto quotidiano per più di metà della popolazione italiana e mondiale. Eppure mettere la fotografia di un tampone come immagine di testata di questo articolo sembra quasi un gesto coraggioso, vagamente femminista e persino un po' politico, che sicuramente suscita qualche imbarazzo nel pubblico (e non solo in quello maschile). Eppure le mestruazioni accompagnano l'umanità sin dalla sua nascita e anzi, sono intrinsecamente legale al concetto di vita, di fertilità e di donna. Le perdite di sangue mensili sono letteralmente il fenomeno più naturale, universale e condiviso dell'essere donna, eppure basta la foto di un'artista su Instagram dedicata al tema per creare un putiferio. 

Lo scatto di Rupi KaurHDRupi Kaur
Questo scatto dell'artista Rupi Kaur è stato censurato da Instagram senza alcuna spiegazione

Non sono mancate esternazioni che condannavano la volgarità e il cattivo gusto dello scatto, così come non sono mancati momenti di derisione ben più pesante quando l'ex parlamentare del PD Pippo Civati portò in Parlamento la questione della tassazione sugli assorbenti femminili. Tra bagarre e battutacce venne silenziata un'ingiustizia tutta femminile: assorbenti e tamponi sono indispensabili per le donne in età fertile, ma sono tassati al 22%, come beni di consumo voluttuari. In altre nazioni europee invece vengono considerati al pari dei beni di prima necessità (in Italia la tassazione degli stessi si aggira sul 4%). 

Ogni donna a cui sia capitato di dover estrarre un assorbente dalla borsa in pubblico mentre si avvia verso il bagno sa quanto questo gesto sia tutt'altro che neutrale. A quante non nascondono il pacchettino incriminato (occultato in astucci, pochette e tasche neanche fosse una bomba o una sostanza illegale) perché non provano disagio nell'armeggiarlo in pubblico non saranno sfuggite le occhiate degli astanti. 

Greta Gerwig sulle mestruazioniUniversal
Greta Gerwig, regista di Lady Bird e donna per nulla imbarazzata dal mestruo

Sono solo alcuni esempi dello sterminato non detto (o silenziato) che circonda il fenomeno delle mestruazioni, uno "stato femminile" tollerato solo se nascosto, invisibile. Dal 23 gennaio è in libreria un libro che tenta di alimentare il dibattito e sgombrare il campo dagli imbarazzi, informando, spiegando e rivendicando con orgoglio: questo è il mio sangue. 

Questo è il mio sangue

L'autrice Élise Thiébaut lo dichiara sin dalla copertina: Questo è il mio sangue è un manifesto che, senza fanfare e senza reticenze, vuole abbattere il tabù delle mestruazioni. Tra l'incredulità e l'imbarazzo, non ci vuole poi molto ad accorgersi che una certa resistenza sul tema persiste ancora nel 2018, come testimonia un universo di appellativi allusivi con cui chiamare le mestruazioni indirettamente. Perché chiamarle 'marchese', 'parenti', 'le mie cose', 'quei giorni lì', quando il loro nome non solo non è volgare, ma certifica la condizione femminile come quella di "prime matematiche del mondo"? Con la loro cadenza regolare di circa 29 giorni, le mestruazioni sono state uno dei primi calendari con cui gli uomini (anzi, le donne) hanno scandito il passare delle stagioni, prima ancora che anni e secoli venissero inventati. 

Una donna invita il collega a definire il mestruo come taleNbc
Tu chiamale se vuoi, mestruazioni.

Le domande a riguardo sono tante, ma spesso "non ci si pensa". Eppure basta che qualcuno apra coraggiosamente il dibattito ed ecco spuntare le curiosità e i quesiti più legittimi e importanti che si possano immaginare. Quanto sangue si perde durante un ciclo? Esistono terapie efficaci contro endometriosi e la sindrome premestruale? Come facevano le donne dei secoli passati a far fronte agli inconvenienti tecnici del sanguinamento, come fanno le ragazze che ancor oggi vivono in nazioni dove gli assorbenti non sono di facile reperimento? Qual è il rapporto esatto tra fertilità e mestruazioni? Perché le pratiche sessuali esercitate durante i giorni del mestruo sono considerate alla stregua dei feticismi più bizzarri e disdicevoli? Quanto ne sanno davvero a riguardo le donne e gli uomini, anche quelli che si professano assolutamente a loro agio con la tematica?

Questo è il mio sangue, la copertina del libro Einaudi
Questo è il mio sangue: un libro per capire perché non bisogna imbarazzarsi quando si parla di "quelle cose lì"

Rispondendo alle domande, ai dubbi, alle critiche e alle perplessità che le venivano rivolte, Élise Thiébaut raccoglie in 200 pagine una summa di informazioni chiare, interessanti, che potrebbero essere banali o irrilevanti solo in un mondo in cui questo tema venisse davvero sdoganato. 

Un hashtag per riflettere e confrontarsi 

La casa editrice di Élise Thiébaut ha deciso di impegnarsi in prima persona per tentare di avvicinarsi a quel mondo ideale in cui si parla e discute liberamente di mestruo e di donne. I risultati sono stati sorprendenti, anche su Twitter, dove Einaudi ha lanciato l'hashtag #RivoluzioneMestruale, invitando i lettori a condividere testimonianze, esperienze personali e perché no, anche critiche. 

C'è chi è rimasto stupito dell'imbarazzo altrui a riguardo, chi si è detto incuriosito, chi ammette di non amare l'argomento e faticare ad affrontarlo in pubblico. Non sono poi mancati i troll di professione e qualche utente di sesso maschile che ha chiesto subito di "parlare di altro", rivelando ora imbarazzo, ora aperto astio nei riguardo di una tematica ancora difficile.

Tutto nella norma per il mondo dei social? Sì e no, perché il processo di normalizzazione delle mestruazioni passerà inevitabilmente per lo stupore e lo scherno nelle sue fasi iniziali. In questo caso più che mai, fa bene riflettere sulle reazioni a caldo, anche sulle più estreme o superficiali. 

Questo è il mio sangue è un libro che bisognerebbe leggere e far leggere, anche a costo di suscitare risatine e imbarazzi. Sarebbe davvero fantastico se finisse tra le mani della ragazzina un po' imbarazzata dal menarca e dalla gestione dello stesso tra i banchi di scuola, ma anche tra quelle della signora di una certa età che ancora fa di tutto per nascondere gli assorbenti dalla vista del marito. E perché no, anche tra le mani del partner di tante di noi, così che non si imbarazzi più a mettere nel carrello della spesa una confezione di assorbenti. 

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