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Modella taglia 38 non sfila per Louis Vuitton: è troppo grassa

La maison di alta moda Louis Vuitton finisce nel mirino per aver scartato una modella perché non abbastanza magra. La danese Ulrikke Høyer, taglia 38, ha denunciato quanto le è accaduto sui social.

Ulrikke Høyer

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Ulrikke Høyer ha 20 anni e, come molte sue coetanee, sognava di diventare una top model. Dopo aver collezionato numerose copertine di riviste e calcato tante passerelle in giro per il mondo, Ulrikke è stata convocata dall'agenzia che si occupa dei casting per Louis Vuitton, tra le firme dell'alta moda più prestigiose al mondo. La modella danese lo scorso maggio è volata quindi a Tokyo, dove di lì a poco si sarebbe tenuta la sfilata della maison.

Purtroppo, però, una volta giunta a destinazione ha trovato ad accoglierla una spiacevole sorpresa. La responsabile dei casting, Alexia Cheval, non era affatto contenta della sua forma fisica. Nonostante la sua taglia 38, Ulrikke era secondo lei troppo grassa e gonfia per i canoni richiesti da Vuitton. A raccontarlo è stata proprio la modella con un post di denuncia condiviso su Instagram.

I just returned from Tokyo/Japan, where Louis Vuitton held a beautiful cruise show in Kyoto, I just never made it to Kyoto cause I was canceled for the show due to being ‘too big’. (I’m a size 34-36) Ashley Brokaw’s caster Alexia had said that there had been some problems during the fitting. According to her I had “a very bloated stomach”, “bloated face”, and urged me to starve myself with this statement “Ulrikke needs to drink only water for the next 24 hours”. I was shocked when I heard it. I woke up at 2am and was extremely hungry. The breakfast started at 6:30am – I had the absolute minimum. I was afraid to meet Alexia so my luck she didn’t arrive until 8am, when my plate was taken off the table. She said good morning to me and the other girls and looked at me, then down on my non-existent plate and up at me again. She was checking if I had been eating food. At 7pm my mother agent from Denmark called my to tell the sad news that Louis Vuitton had chosen to cancel me from the show without the refitting and that I was going to be sent back home. Not only did I have a belly, my face was puffy now also my back was a problem. I am glad I’m 20 years old with an elite sports background and not a 15 year old girl, who are new to this and unsure about herself, because I have no doubt that I would then have ended up very sick and scarred long into my adult life. TO READ THE FULL STORY CLICK IN MY BIO!!!!!!! #LVCruise2018 #mistreatmentofmodels #AshleyBrokaw #thefutureisfemale #sowhyeatingdisorders #youknowitstrue #shareifyoucare #jamespscully

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"Secondo lei avevo 'stomaco e viso molto gonfi', quindi mi ha praticamente spinto a morire di fame", ha scritto Ulrikke riportando quanto le è stato ordinato dall'agente:

'Ulrikke ha bisogno di bere solo acqua per le prossime 24 ore'. Quando l'ho sentito sono rimasta sconvolta.

La modella ha raccontato di aver subito un trattamento impietoso. "Mi sono svegliata alle 2 del mattino ed ero estremamente affamata. La colazione è iniziata alle 6:30 del mattino - mi hanno dato il minimo - e avevo paura di incontrare Alexia, ma per mia fortuna non è arrivata fino alle 8, quando il mio piatto è stato tolto dal tavolo. Ha detto buongiorno e mi ha guardato, stava controllando se avessi mangiato del cibo". Quello stesso giorno, Ulrikke ha fatto ritorno in Danimarca, perché Louis Vuitton non l'ha voluta per la sua sfilata.

Nel post divulgato sui social, ben presto diventato virale, la ragazza ha voluto sottolineare come molto spesso ragazze giovanissime finiscano per cadere nel vortice dei disturbi alimentari a causa di soprusi di questo genere: "Sono contenta di avere 20 anni e di non essere una ragazzina di 15, nuova a tutto questo e insicura".

 Se mi fosse accaduto quando ero più giovane ora sarei malata, segnata da cicatrici per tutta la vita.

Una modella in passerella per Louis VuittonHD

All'epoca dei fatti, Louis Vuitton non ha replicato alle accuse. Qualche mese dopo, più precisamente a settembre 2017, LVMH - colosso proprietario di brand come Louis Vuitton, Christian Dior, Givenchy e molti altri - ha annunciato di aver siglato un accordo con Kering - che detiene, invece, Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Stella McCartney, Puma, Alexander McQueen e Bottega Veneta - secondo cui entrambi si impegnano a non lavorare più con modelle under 16 e con una taglia inferiore alla 38, così come con modelli che non portino almeno una taglia 46.

Le storie di denuncia, come quelle di Ulrikke, hanno contribuito indubbiamente all'instaurarsi di questo nuovo regime di lavoro, più inclusivo e lontano da stereotipi troppo rigidi (perlomeno sulla carta). C'è da sperare che il mondo della moda proceda a passi sempre più decisi in questa direzione.

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