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Il doodle di Google per i 120 dalla nascita di Sergej M. Ejzenstejn

Il celebre regista del capolavoro cinematografico La corazzata Potëmkin nasceva a Riga 120 anni fa. Google festeggia con un doodle a lui dedicato.

Il doodle dedicato a Sergej M. Ėjzenštejn

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Chi di voi oggi 22 gennaio 2018 ha aperto Google ha potuto ammirare l’omaggio che il motore di ricerca ha dedicato a Sergej M. Ėjzenštejn, regista russo che ha firmato il celebre film La corazzata Potëmkin. Nato a Riga 120 anni fa, nel 1898, Ėjzenštejn è raffigurato, nel doodle, circondato da pellicole che gli vorticano intorno, mentre ne fissa una che tiene in mano, con uno sguardo determinato. Scopriamo di più su questo grande nome del cinema d’avanguardia.

La vita e il cinema di Eisenstein

Sergei EisensteinHD

Figlio di una famiglia benestante russa, Sergej vive l’infanzia seguendo i genitori di città in città, spostandosi per la Russia diverse volte in pochi anni. Questo girovagare per il Paese caratterizzerà anche il resto della sua vita: si arruola nell’Armata Rossa e gira la Russia, da Minsk a Mosca. In questi anni matura anche la sua propensione artistica e l’interesse per il teatro e il cinema. Nel 1920 si stabilisce a Mosca e lavora per il teatro, ottenendo plausi da parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

Il suo esordio nel cinema inizia nel 1923, con due brevi cortometraggi e nel 1925 firma il suo primo grande successo mondiale: La corazzata Potëmkin. Questa sua fama fa sì che Ėjzenštejn venga scelto per girare Ottobre, un film sul decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Pian piano, però, le sue scelte sperimentali convincono sempre meno il potere al comando, tant’è che Il vecchio e il nuovo viene rimaneggiato e rimontato.

Francobollo di EistensteinHD

Arriva così Hollywood: nel 1930 Ėjzenštejn prova a sfondare in America, ma alcune divergenze col cast del film Una tragedia americana lo spingono ad abbandonare il progetto e a recarsi in Messico, per provare a girare un documentario. Ėjzenštejn viene però richiamato in Russia e il materiali girato, che doveva solo essere montato, non gli giungerà mai. Uscirà per nel 1933 un documentario dal titolo Lampi sul Messico, che usa proprio il girato del celebre regista russo.

Gli ultimi anni della sua vita, Ėjzenštejn li spende girando la saga in tre parti (solo due realizzate) di Ivan il terribile, ma muore a 50 anni per un attacco cardiaco.

Teoria generale del montaggio

Autore di diversi libri teorici sul montaggio, Ėjzenštejn sosteneva che tale pratica potesse essere uno strumento per giocare con le emozioni del pubblico, suscitarle e dirigerle dove il regista vuole. Proprio per dimostrare questa sua teoria, Ėjzenštejn passò tutta la vita ad affinare la sua tecnica, a migliorare e studiare nuovi metodi di montaggio. Una delle sue teorie di montaggio era chiamata montaggio delle attrazioni: con sequenze di forte impatto visivo ed emotivo, il regista voleva scuotere l’osservatore. Le immagini, spesso veloci e caotiche, richiedono l’intervento dello spettatore, che deve metterci del suo per interpretarle: un esempio su tutti è ancora il suo capolavoro La corazzata Potëmkin.

Dal punto di vista delle tematiche, invece, Ėjzenštejn trattò soprattutto temi sociali, prendendo come vero protagonista la folla e non servendosi di attori professionisti, ma di gente comune che avesse fisionomie riconducibili alla classe sociale di appartenenza.

Così, a 120 anni dalla nascita, Google omaggia questo regista innovativo con un doodle a lui dedicato. Correte a vederlo!

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