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La Barbie diventa curvy in una nuova linea delle celebri bambole

Addio alla vecchia versione di una bambola troppo perfetta e avanti a una nuova generazione "curvy" con altre priorità.

Una nuova generazione di Barbie con le curve

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Non ci sono più dubbi: le Barbie di una volta non esistono più. Quelle, per intenderci, dal corpo di plastica esile e snodabile che al solo guardarle si provava invidia per quanto fossero perfette. Sin dalla distribuzione nei negozi risalente al 9 maggio 1959, sono diventate le predilette dalle bambine. Tanto che chi riceveva la cugina più sfortunata, Tanya, considerava questo gesto come un affronto.

La prima versione della BarbieHDGetty Images

Tanya, però, nonostante abbia avuto un destino meno glorioso, è diventata il simbolo di una donna acqua e sapone. Una bambola, insomma, più vicina a una bellezza reale e non irraggiungibile, come Barbie appunto. Dopo che la bambola è entrata in commercio, la Mattel ha voluto creare una linea di fashion doll che ricordasse in qualche modo le super top model degli anni '90. E persino gli stilisti come Yves Saint Laurent e Giorgio Armani le hanno confezionato alcuni dei loro abiti migliori.

È stata la bambola più venduta, ma per questo anche la più copiata. Nonostante il suo successo, però, è stata criticata da più parti, colpevole di trasmettere alle bambine un messaggio di bellezza distorto e non fedele alla realtà. Per questo a un certo punto anche lei si è dovuta adeguare ai nuovi canoni estetici. La nuova generazione è stanca di una bambola troppo perfetta, così sono nate le Barbie con le curve (per intenderci come Ashley Graham, o Kim Kardashian).

Una versione della bambola come Kim KardashianHD

Ma si può davvero parlare di una rivoluzione? La domanda, in realtà, è retorica, poiché Barbie è la prima a riflettere i cambiamenti, sia di stile sia di bellezza. Per questo la Mattel ha prodotto una nuova collezione di bambole con diverse corporature: alte, minute e curvy. Come se questo non bastasse, si può scegliere anche il colore della pelle (che già di per sé è una conquista, per evitare discriminazioni di ogni tipo).

Anche in passato, però, la bambola biondo platino si è circondata di amiche dai capelli rossi, bruni e dalla pelle scura, come l'afro-americana Christie. La nuova collezione è sempre più varia e vicina alla realtà (pochi mesi fa è uscita anche una Barbie che indossa il velo islamico). Barbie, dunque, è lo specchio dei tempi e riflette i mutamenti che accadono nella società. La bambola ci fa capire sia in che modo si è evoluta la moda negli ultimi 60 anni, sia in quale direzione sta andando per incontrare le esigenze delle donne normali.

La mostra al Complesso del Vittoriano (Roma)HD

D'altronde, anche alcuni stilisti hanno rinunciato alla taglia 38 e l'hanno abolita dalle passerelle perché promotrice di anoressia. Di recente l'ex testimonial di Victoria's Secret, Nina Agdal ha reagito a un editore che non ha voluto che alcune fotografie fossero pubblicate sul giornale, ritenendo la donna "troppo grassa".

Per questo la ex di Leonardo Di Caprio ha deciso di pubblicare una lettera aperta su Twitter così che tutti la possano leggere:

Oggi più che mai ho accettato le mie curve e lavoro con costanza in palestra, per essere in forma e più di ogni altra cosa sana.

Nina ha poi aggiunto di sentirsi orgogliosa perché ha cambiato il suo stile di vita, rifiutandosi di seguire abitudini alimentari malsane come ha fatto sin da quando aveva 16 anni. Questo, però, non è l'unico caso in cui una modella si è opposta all'industria della moda, che vuole le donne "magre e belle". Come Nina, infatti, anche la modella Iskra Lawrence (fra le più attive rappresentanti del "body positive") ha pubblicato su Instagram una foto che mette a confronto due immagini. Da un lato vediamo una versione filiforme di Iskra, dall'altro sempre lei ma formosa. La modella 27enne è infatti felice di aver scelto una vita più sana. Nel suo post si legge: 

Cercavo l'approvazione dell'industria della moda, ma tutto quello che ho trovato è solo un vuoto. Sono grata a questo mio corpo che chiamo casa.

Both of these images are of me. The left is about 10years ago. And the right just under a month ago. I remember being proud of how skinny I looked during this shoot. And how now people call me fat when I’m just happy to be alive and grateful for this body I call my home. I used to seek approval from the fashion industry and tried to be “perfect”. I thought if I looked like “her” (an unrealistic beauty ideal), I’d be happy, successful and loved. All I found was failure (because you can’t change who you are) emptiness (because my time and energy was being used up trying to achieve something completely self absorbed and shallow sacrificing doing things I loved) and unhappiness (because no restrictive diet or abusive exercise feels good) I share my experiences with you all because if you are feeling like I did there is another way and those recovering from EDs you’re not alone. The best thing I ever did was focus on looking after myself and being the best me I could be. Seeing value in who I was. The impact I could have in the world and people around me. Trying to give, instead of focusing on myself, my image and needing approval from others. And accepting that I am meant to be here just like you, and we were all created to be imperfectly perfect. I started Investing time into self-care, doing things that made me happy. Listening to my body and mind and nourishing them both, without guilt. That is 10years all squished into a lil insta caption but it did take time but it was soooo damn worth it. Because of what I went through My dream has always been to get self-care (mental, emotional and physical wellness) education into schools. And I’ve started that, but I also wanted to create something for adults that still needed a safe space that’s judgement free to go on a positive journey of self love and that’s why I created @everyBODYwithiskra I don’t have all the answers and I’m not ever trying to change anyone or tell people to do this and that etc. But I felt the need to create this as I wish I could have had this when I was struggling and if I’m able to use that to help even one person even better. If you’re triggered by this post please contact @neda ❤️

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Le due modelle, perciò, hanno condiviso le loro esperienze affinché tutte le ragazze possano accettarsi per quello che sono. Prima di ogni altra cosa, infatti, quello che conta è il rispetto per sé stessi. E se lo ha capito anche la Mattel, che ha distribuito bambole con le curve...

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