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25 anni senza Audrey Hepburn, la Casa del Cinema le rende omaggio

Con la proiezione del film "Cenerentola a Parigi" e la presentazione di "Audrey Hepburn. Immagini di un’attrice" di Margherita Lamesta Krebel la casa del cinema ricorda l’attrice britannica.

La Casa del Cinema rende omaggio alla diva Audrey Hepburn

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A 25 anni dalla sua scomparsa la Casa del cinema ha ricordato Audrey Hepburn con la proiezione del film Cenerentola a Parigi e la presentazione del volume Audrey Hepburn. Immagini di un’attrice di Margherita Lamesta Krebel.

Eterea e di una eleganza mai vista prima. Lo stilista Hubert de Givenchy se ne innamorò e ne fece la sua musa. Restano indimenticabili gli abiti del couturier nel ruolo della bizzarra Holly in Colazione da Tiffany. Da quel momento nasce una icona di stile con il tubino nero e le perle bianche al collo. E come tutte le donne anche lei amava la moda:

Si dice che l’abito non faccia il monaco. Ma a me la moda ha dato spesso la sicurezza di cui avevo bisogno. Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra.

Ha lavorato con i registi più importanti dell’epoca come William Wyler, Billy Wilder, George Cukor, Blake Edwards e con i più affascinanti attori come Gregory Peck, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Cary Grant, William Holden, Peter O'Toole e Sean Connery. Una donna dalle mille vite e dai molti volti. Se ne andò 25 anni fa, in punta di piedi, a soli 63 anni a Losanna. Era il 20 gennaio 1993.

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L'attrice da Oscar e dal cuore generoso, negli ultimi anni della sua vita si dedicò ai bambini e ai più deboli come ambasciatrice dell’Unicef. Un ruolo che aveva amato e scelto dopo aver abbandonato definitivamente le scene. Audrey Hepburn, diva magnetica ha influenzato la moda e il modo di recitare. Possedeva una capacità interpretativa così originale e moderna da renderla unica. L’American Film Institute, infatti, l’ha definito “la terza più grande attrice di sempre”. 

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Hollywood rimase folgorato da quella figura sottile, una magrezza eccessiva che nasceva da problemi alimentari e dall'anoressia che l'ha accompagnata fin da ragazza. Celebri sono stati gli inviti a cene dove praticamente non si mangiava nulla. Premio Oscar al debutto come protagonista in Vacanze romane, è stata un esempio davvero singolare di carriera, in cui il numero dei film girati è pari al numero dei suoi film di successo: Sabrina (1954), Guerra e pace (1956), La storia di una monaca (1959).

Dopo la visione in versione originale del il film diretto da Stanley Donen Cenerentola a Parigi è stato presentato il libro Audrey Hepburn. Immagini di un'attrice scritto dalla giornalista Margherita Lamesta Krebel. Attraverso il fil rouge di quattro passaggi - innocenza, metamorfosi, moda e maturità – l’autrice ha ha raccontato l'avventura cinematografica dell’interprete, focalizzando l’analisi sull’acting, senza trascurare la iconica bellezza. Arricchito dall’uso insolito di tavole-disegno, il libro presenta due inediti: una chiacchierata con il Prof. Andrea Dotti, secondo marito di Audrey Hepburn, e un’intervista a Giancarlo Berardi, ideatore di Julia, fumetto del 1998 con protagonista una detective di successo ispirata, nei lineamenti del volto, alla diva Audrey.

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