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Coco Chanel: la stilista geniale che ha rivoluzionato la moda

La stilista ha sovvertito la moda dagli anni '20, un periodo importante per la sua carriera nel quale ha fondato l'atelier in Rue Cambon, 31 a Parigi e ha creato il mitico profumo Chanel n°5.

Coco Chanel, stilista e icona di moda

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Si è sempre considerata una sarta, ma il suo genio l'ha portata a realizzare alcune delle creazioni più belle della storia della moda tanto da essere ancora oggi una delle stiliste più apprezzate di tutto il mondo. Coco Chanel, al secolo Gabrielle Chanel, è stata una rivoluzionaria e ha liberato le donne dalla schiavitù dei lacci e corsetti, grazie anche a linee sartoriali semplici come il tubino nero (la petite robe noire), oppure i pantaloni femminili e giacche corte.

Coco ha persino considerato il jersey come un tessuto nobile e questo in un periodo come la Belle Époque, nel quale gli abiti erano ancora caratterizzati dalla sfarzosità e dalla ricchezza delle applicazioni (non privi di richiami esotici, in particolare orientali).

La stilista ha lanciato un'immagine nuova della donna: la garçonne, o maschietta, in altre parole una ragazza alla ricerca della sua indipendenza e spregiudicatezza. Siamo negli anni '20, lo ricordiamo, e la moda è uno dei primi canali nei quali si intravedono i cambiamenti di ben altro tipo che riguardano la società. Ma qual è l'obiettivo di questa donna che col tempo è diventata una vera e propria icona di stile? Creare abiti che siano eleganti e al tempo stesso funzionali e comodi.

La vita di Coco, però, non è sempre stata facile poiché era figlia di un semplice venditore ambulante e ha passato l’infanzia in un orfanotrofio. La sua fortuna si basa proprio sul suo genio e irriverenza tanto che in un certo momento della sua carriera ha ammesso che in fondo: 

La moda passa, lo stile resta.

Coco Chanel in una foto d'epocaHD

Coco Chanel, la sua infanzia

Il genio e la sregolatezza di una stilista come Coco nasce in circostanze sfortunate. È il 1883 e la sua famiglia non vive nelle condizioni più felici: la madre l'ha lasciata così presto da non avere un grande ricordo di lei, e il padre, Henri-Albert-Chanel preferisce abbandonarla e così va via di casa.

Coco ha solo 12 anni e rimane senza genitori, viene perciò accolta dalle suore del Sacro Cuore all'orfanotrofio di Aubazine. Ma è proprio là che dimostra di avere una spiccata propensione per l'arte sartoriale. Così ben presto impara a tagliare e a cucire gli abiti dalla linea semplice (pare che siano state le vesti delle suore a ispirarla più tardi per le sue creazioni). Anni dopo, quando il suo nome inizia a circolare fra gli ambienti dell'alta moda, avrà la possibilità di spiegare quanto le è accaduto da bambina:

I miei genitori erano persone ordinarie, in preda a passioni ordinarie.

L'atelier di Coco Chanel a Rue Cambon

Troppo grande per restare ancora in un orfanotrofio, Coco viene spostata da Aubazine a una scuola di apprendimento delle arti domestiche a Notre-Dame. Nel 1908 conosce l'industriale altoborghese di Newcastle, Arthur Capel: famoso per essere stato la musa della stilista che gli dà lo pseudonimo di Boy. Un incontro che le cambia la vita e uno dei suoi primi amori.

Nell'estate 1915 la incoraggia ad aprire un negozio a Biarritz, la sua prima vera casa di moda. La stilista dà vita ad alcune delle sue più fortunate creazioni, come il camicione a V che viene acclamato dalla stampa americana. Tanto che persino la rivista Harper's Bazaar lo riproduce sulle sue pagine.

L'atelier di Coco ChanelHD

Nell'autunno del 1919, dopo che Boy si è sposato con un'altra donna, Coco lascia il numero 21 e si trasferisce in Rue Cambon, 31, dove trionfa come stilista. Nell'atelier la donna dà vita alle sue creazioni più fortunate, come i tubini o i completi in jersey giacca e pantalone nei due colori di punta della maison: il bianco e il nero, adatti agli abiti dalle linee pulite e semplici.

Nel suo mondo le fanno visita anche principesse e contesse decadute, o bellissime ragazze che vengono assunte come ricamatrici, venditrici e indossatrici. Ma è l'incontro con Ernest Beaux, chimico specializzato nei profumi, a consentirle di realizzare lo Chanel n°5 (il primo a prendere il nome da una stilista).

L'amore di Coco Chanel per Arthur e l'amicizia di Misia

Arthur Capel è senza dubbio il primo e unico amore di Coco. Insieme vivono una storia appassionata, ma al tempo stesso travagliata dal momento che si sono uniti durante il periodo della prima guerra mondiale. Un amore interrotto dalla scelta di lui di sposare un'altra donna, Diana Lister figlia di un lord.

Un matrimonio facoltoso che Arthur non può rifiutare, perché viene nominato segretario politico e quindi ha bisogno di confermare ulteriormente la sua posizione. Purtroppo, però, il destino per lui non è magnanimo e muore nel 1919 in un incidente d'auto. La sua scomparsa è motivo di grande dolore per Coco che non riesce più ad amare altre persone.

La vita della stilista inizia a prendere una piega diversa, dettata dalla disperazione e dalla solitudine. Più tardi, però, Coco dirà che è stata Misia Sert a salvarla, poiché la inviterà ad andare insieme a Venezia. Ed è proprio in Italia che Coco diventa un mito dell'alta moda.

Il tubino nero di Audrey Hepburn ispirato a Coco Chanel

In principio fu Coco a liberare la donna dai corsetti e dagli abiti sfarzosi, ma allo stesso tempo scomodi. Il primo ottobre 1926, infatti, sulle pagine di Vogue America appare per la prima volta un abito destinato a fare la storia non solo della moda ma anche del cinema.

È il tubino nero, la petite robe noire, dalla linea semplice ma elegante. Un colore come il nero è difficile da portare se non in particolari circostanze come il lutto. La stilista, però, è riuscita a farlo diventare un capo di prestigio, ma anche democratico che non mettesse in rilevo l'estrazione sociale. Perché come ha modo di dire la stessa Coco:

Non è la ricchezza che conta, ma il gusto.

L'attrice in Colazione da TiffanyHD

L'abito viene ripreso anche da Givenchy che ne realizza uno per Audrey Hepburn per il film Colazione da Tiffany. L'attrice lo indossa nel 1961 e da quel momento il black dress diventa uno dei simboli di eleganza al mondo.

Audrey Tautou interpreta Coco Chanel nel film

Anche il cinema ha reso omaggio al mito di Coco Chanel, tanto che negli anni alcuni registi hanno realizzato film su questo personaggio così affascinante. Un esempio? Coco avant Chanel - L'amore prima del mito (2009) diretto da Anne Fontaine e interpretato da Audrey Tautou.

Racconta la storia di Coco dall'abbandono del padre all'orfanotrofio, ne mette in luce il rapporto con Arthur (Boy) Capel ma in particolare la personalità eccentrica di una stilista che ha contribuito a dare alla moda un carattere diverso, emancipato.

In quasi due ore emerge il carattere ribelle della donna che non sarà mai capace di legarsi ad altre persone, non come ha fatto con Boy almeno. Il film non è solo il ritratto di un'artista, ma anche di una società che stava cambiando aspetto e nella quale iniziano ad affacciarsi parole come "libertà" e "parità" di genere. D'altra parte anche Coco Chanel è convinta che:

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.

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