Stai leggendo: Tutte le donne vere e toste interpretate da Frances McDormand

Prossimo articolo: Keira Knightley sui film in costume: 'C'è più rispetto per le donne'

Letto: {{progress}}

Tutte le donne vere e toste interpretate da Frances McDormand

Frances McDormand, eroiina di Tre manifesti a Ebbing, Missouri e attrice di grande talento che ha lavorato con i migliori registi come i fratelli Coen e Robert Altman, sceglie sempre ruoli femminili non convenzionali: ripercorrriamo i più memorabili.

Frances McDormand alla prèmiere di Tre manifesti a Ebbing, Missouri

3 condivisioni 0 commenti

Frances McDormand è una delle poche attrici capaci di invertire alcune consolidate quanto tristi convenzioni: le interpreti femminili, per poter lavorare a Hollywood, devono essere tutte splendenti e giovani come top model e, superati i 40 anni, le stesse iniziano a diradare le apparizioni per mancanza di ruoli interessanti, fino a scomparire del tutto. Classe 1957, bellezza non convenzionale e lontana da qualsiasi artificio chirurgico, ha fatto della sua unicità e soprattutto dell’indubbia qualità recitativa il suo punto forte che le ha permesso di raggiungere obiettivi importanti e di lavorare con i migliori registi, da Alan Parker a Robert Altman, passando per i fratelli Joel e Ethan Coen, con cui ha creato uno lungo sodalizio artistico e soprattutto sentimentale, visto che ha sposato il maggiore, Joel, polverizzando un altro luogo comune: essere solo “la moglie di” senza avere nessun tipo di capacità.

Joel Coen e Frances McDormand al Festival di RomaHD
Joel Coen e Frances McDormand, un solido legame nel lavoro e nella vita

Dotata di personalità forte, insofferente agli obblighi dello star system, non ama i riflettori e sottoporsi ai flash dei fotografi come ha dimostrato in modo inequivocabile durante la passerella del Festival di Venezia, dove presentava il suo ultimo film Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Nonostante sia una perfetta spalla per interpreti maschili, per lo più problematici e con un vistoso lato oscuro, riesce a ritagliarsi spazio e lasciare sempre il segno anche a fianco di star più acclamate e nonostante il suo aspetto non proprio aderente ai soliti canoni estetici cinematografici

Ero troppo vecchia, troppo giovane, troppo grassa, troppo magra, troppo bionda, troppo mora: a Hollywood serviva sempre un altro tipo rispetto a me. Alla fine ho preferito non preoccuparmi più di quanto il mio sedere potesse essere grosso.

Un premio Oscar per Fargo (Fratelli Coen, 1997), un Golden Globe diviso con il cast per America Oggi (Robert Altman, 1994) e uno nuovo di zecca per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Martin McDonagh, 2017) nel ruolo di Mildred Hayes, una madre coraggiosa, aspra e dal tagliente senso dell’umorismo che, dopo il feroce assassinio della figlia adolescente, cerca di farsi giustizia con metodi non proprio ortodossi, sembra aver raggiunto l’apice della sua carriera professionale con una interpretazione indimenticabile.

Protagonisti e regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri vincitori di tre Golden GlobeHD
Frances McDormand Martin McDonagh Sam Rockwell Golden Globes

In attesa di sapere se, alla sua collezione di prestigiosi premi, potrà aggiungere una nuova dorata statuina, rivediamo i suoi personaggi più amati.

Moglie inquieta in Blood Simple - sangue facile 

Un triangolo amoroso, un marito geloso fino alla follia, una moglie fedifraga, un investigatore privato perverso e smemorato che muove le fila dei destini altrui: Blood Simple – Sangue facile è l’esordio talentuoso dei fratelli Joel e Ethan Coen con uno script che ha, in nuce, il loro marchio di fabbrica: ironia noir sul filo della violenza, nella profonda provincia del Texas. Frances McDormand è la traditrice ingenua dalla doppia personalità che ribalta il suo destino, una lady assai scaltra, poco soggetta al volere degli uomini e getta le basi per le sue interpretazioni future.

La cover del DVD del film diretto da Joel Coen copertine DVD

Nel 2009 il regista Zhang Ymou ne fa un gustoso remake, ambientato in una spaghetteria cinese.

Donna contro in Mississippi Burning – Le radici dell’odio

Prima nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista, nel film drammatico di Alan Parker del 1989 tratto da una storia vera, quella del brutale omicidio di tre afroamericani da parte di membri del Ku Klux Klan, McDormand è la docile moglie del violento vice sceriffo della contea, invischiato nel delitto, che riesce ad aiutare gli agenti federali a trovare i corpi delle vittime ma pagando un altissimo prezzo.

Una immagine giovanile di Frances McDormand in Mississippi Burning Awardswatch

La sua interpretazione cattura l’attenzione degli spettatori senza farsi travolgere dalla performance di due mostri sacri come Daniel Dafoe e Gene Hackman.

Amante disinvolta in America Oggi

Nel film corale di Robert Altman, tratto da alcuni racconti di Raymond Carver e uno dei capolavori cinematografici degli anni ’80, Frances McDormand è l’amante di un poliziotto vanesio dai pantaloni attillati e dall'ego ipertrofico (l’irresistibile Tim Robbins, attore amato anche dai Coen) e l’ex moglie di un uomo assai vendicativo (Peter Gallagher).

La cover del DVD di America Oggi, regia di Robert Altman
America Oggi

In poche pose, riesce a fare il preciso ritratto di una donna pragmatica che sceglie di vivere controcorrente per sentirsi libera e indipendente da un’unione convenzionale con un uomo.

Poliziotta caparbia in Fargo

Il personaggio di Marge, poliziotta incinta alle prese con un omicidio tra le nevi e i ritmi lenti di una tranquilla cittadina del Nord Dakota, le è rimasto addosso come un guanto ed è proprio con quello che ha ricevuto il massimo riconoscimento dagli Academy Awards. La sua tenera e goffa camminata, il serafico e testardo investigare tra le pieghe di un’umanità bizzarra e intrisa di gelida ironia, in questa meravigliosa tragicommedia dà il meglio di sé e offre uno sguardo laterale sulle qualità di una donna e futura madre senza orpelli, sicura delle proprie capacità e capace di non farsi mai schiacciare dal suo delicato e materno stato.

Palma d’oro al Festival di Cannes 1997 a Joel Coen.

North Country – Storia di Josey

Nella pellicola strappalacrime diretta da Niki Caro, in cui Charlize Theron è un’operaia che lavora in miniera e lotta per i suoi diritti, l’attrice sfodera un animo proletario e dolente e si conferma un’ottima comprimaria anche per le colleghe donne.

Seconda nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista. 

Madre hippie in Laurel Canyon

Diretta ancora una volta da una donna, Lisa Cholodenko, è una produttrice musicale ancora legata agli eccessi di libertà degli anni ’70 e a un uomo molto più giovane di lei. Quando suo figlio Sam (Christian Bale, American Psycho) torna a vivere momentaneamente con lei insieme alla fidanzata Alex (Kate Beckinsale, Pearl Harbor) il conflitto con la mentalità conformista di Sam e l’attrazione pericolosa di Alex verso il suo stile di vita fin troppo disinvolto, porterà inevitabili cambiamenti.

Laurel Canyon il DVD
Frances McDormand madre hippie in Laurel Canyon

Il ritratto di una madre sopra le righe, geniale e priva di inibizioni che troverà nell’amore materno un nuovo equilibrio.

Bizzarra ricattatrice in Burn After Reading

Ancora attrice per i Coen e ancora una volta camaleontica presenza femminile a dir poco irresistibile, in Burn After Reading è Linda, dipendente di una palestra che aspira ardentemente ad avere un sedere alto e sodo come quello delle modelle. L’occasione di guadagnare denaro per permettersi i desiderati interventi di chirurgia plastica arriva quando, insieme al collega Chad (Brad Pitt) personal trainer poco sveglio, trova le memorie di un alcolizzato ex agente della CIA (John Malkovich) e decide di ricattarlo ma le cose non vanno secondo i suoi strampalati piani.

Linda è una vacua e decisa donna capace di tutto per un folle progetto e McDormand riesce a infondere il giusto grado di lucida follia al suo personaggio.

Moglie affettuosa di una rockstar in This Must Be the Place

Paolo Sorrentino, per la sua epica e bizzarra avventura di una rockstar ritiratasi dal mondo e costretta a fare un viaggio per ritrovare il nazista a cui suo padre, oramai defunto, ha dato la caccia per tutta la vita non solo ha scelto un attore di grande personalità come Sean Penn ma gli ha affiancato una meravigliosa, affettuosa, paziente e innamorata moglie, Frances McDormand, che non vive nei ricordi ma fa il pompiere volontario per aiutare la piccola comunità in cui abitano e sprona il marito a scuotersi dal suo decennale torpore depressivo.

L’attrice lavora per sottrazione, ritagliando in soli 20 minuti – i più belli del film – un profilo incantevole e di grande respiro.

Donna splendidamente normale in Olive Kitteridge

Con Olive Kitteridge (2014) l’attrice fa un salto di qualità e produce questa miniserie TV in 4 puntate. Tratta dall’omonimo romanzo di Elizabeth Strout, la storia racconta la vita quotidiana di un’insegnante di matematica in pensione, poco attenta alla forma, con un carattere ruvido e senza filtri, alle prese con il marito e un figlio. Un ruolo apparentemente privo di guizzi eppure capace di colpire al cuore per la sua luminosa e imperfetta umanità.

La miniserie HBO Olive Kitteridge con Frances McDormandHDNPR
Frances McDormand protagonista di Olive Kitteridge

Non vediamo l'ora di vederla, scorbutica e raggiante, sul red carpet della lunga notte degli Oscar ma, premi a parte, siamo certi che Frances McDormand negli anni a venire continuerà ancora a regalarci incantevoli ritratti di donna volitiva e profondamente moderna. 

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.