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Pink Floyd: Roger Waters e Nick Mason a Roma introducono la mostra sui "resti mortali" della band

I due ex membri dei Pink Floyd sono intervenuti per presentare alla stampa The Pink Floyd Exibition: Their Mortal Remains, eccezionale esibizione che ripercorre la carriera cinquantennale della band.

Una delle stanze della mostra dedicata ai Pink Floyd

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Roma è la prima città al mondo, dopo Londra, ad accogliere The Pink Floyd Exibition: Their Mortal Remains, la mostra che raccoglie 50 anni di carriera dei Pink Floyd e che sarà ospitata dal Museo Macro dal 19 gennaio al 1 luglio.

A scegliere il titolo della mostra, mutuato dal brano di The Wall, Nobody Home, è stato Rogers Waters, l'uomo che sa giocare con le parole meglio di chiunque altro, "naturalmente con l'avallo degli altri Pink Floyd" garantisce il curatore della mostra Aubrey Powell.

Alcuni cimeli dei Pink FloydHD

Powell, collaboratore storico dei Pink Floyd e responsabile del concept di copertine mitiche come la stretta di mano infuocata di Wish You Were Here e il prisma di The Dark Side of the Moon, ha concepito la mostra come un percorso cronologico che culmina in un'esibizione live della band, per l'ultima volta al completo, in occasione del Live 8 del 2005.

I primi ad avere l'onore di esplorare questo eccezionale percorso audiovisivo sono stati proprio Nick Mason, consulente della mostra per conto dei Pink Floyd, e Roger Waters che, a quanto pare, ha vistato la mostra per la prima volta a Roma. A far gli onori di casa la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo e il Commissario per la gestione di Palaexpo Innocenzo Cipolletta. I tre ci tengono a sottolineare:

Non è una mostra, è un'esperienza immersiva che serve a colmare la perdita di chi non ha mai visto i Pink Floyd dal vivo.

Nick Mason e Roger Waters al Macro di RomaHD

Roger Waters non perde l'occasione di lanciare un nuovo proclama politico ricordando le cause che gli stanno più a cuore. Interrogato sul valore della mostra, e sul segno indelebile lasciato dai Pink Floyd nel mondo della musica e della cultura, spiazza i media commentando:

Non mi interessa ciò che abbiamo lasciato o quello che abbiamo fatto in passato, mi interessa il presente. Credo di avere tanto lavoro davanti a me. Il mio presente è il nuovo album, è il tour che mi riporterà in Italia a breve. Mi piace molto questa mostra, ma ciò che mi interessa davvero è comunicare con le persone.

Di fronte all'ipotesi di rendere la mostra permanente in futuro, magari in una location storica inglese, Nick Mason esprime le proprie perplessità:

Non credo che questa mostra possa diventare permanente, la sua forza è l'evoluzione costante evoluzione.

Gioco di specchi per i Pink Floyd al MacroHD

La mostra

The Pink Floyd Exibition: Their Mortal Remains, ospitata dal Museo Macro, raccoglie l'eredità della mostra inglese del Victoria and Albert Museum che ha infranto ogni record registrando la presenza di oltre 400.000 visitatori.

L'esposizione, ideata da Aubrey Powell insieme al socio Storm Thorgerson, è un percorso cronologico che raccoglie oltre 350 oggetti di scena, mai visti prima, i quali rappresentano le varie fasi della carriera della band.

La versione italiana dell'esposizione, ospitata in una location che sorge a circa un km dal Piper, storico locale dove i Pink Floyd si esibirono nel 1968, comprende una sezione dedicata alle sortite italiane del 1968 e 1971 e dei tour del 1988-1989 e del 1994, al centro della quale troneggia la locandina del concerto veneziano del 15 luglio 1989.

Non mancano naturalmente i cimeli del mistico Live at Pompeii, documentario anti-Woodstock girato in un anfiteatro deserto con il Vesuvio sullo sfondo.

Il percorso

The Pink Floyd Exibition: Their Mortal Remains è un tripudio tecnologico, un omaggio doveroso agli architetti del rock che hanno spostato l'asticella della sperimentazione sonora, concettuale, grafica e visuale sempre più avanti nel corso della loro carriera cinquantennale.

Indossando le cuffiette che lo accompagneranno lungo tutto il percorso, il visitatore viene accolto dalle prime note del Live at Pompeii. Cambiando stanza, il trasmettitore rileva in automatico la posizione alternando brani ben noti a testimonianze dei Pink Floyd e dei loro collaboratori. Perfezione sonora ottenuta grazie alla collaborazione con Sennheiser, da sempre partner tecnico della band.

La prima immagine della mostra è una gigantografia di Syd Barrett, membro fondativo dei Pink Floyd commemorato attraverso fotografie e video in cui i colleghi ne ricordano il talento fragile e geniale.

Syd Barrett nella mostra sui Pink FloydHD

Varcando la soglia che reca la scritta "Londra 1966/67" si ripercorrono i primi passi dei Pink Floyd in una galleria psichedelica che raccoglie strumenti musicali, cimeli, memorabilia, abiti, locandine cinematografiche che riassumono il legame tra la rock band, il cinema e il balletto.

Elegante e minimalista la stanza dedicata a Wish You Were Here, alle cui pareti sono appese le gigantografie delle immagini realizzate da Aubrey Powell per la copertina dell'LP, ma l'ambiente più spettacolare è senza dubbio quello dedicato a Animals, The Wall e The Final Cut, sormontato dagli eccezionali gonfiabili usati in tour.

Mentre ascoltiamo le note di The Wall, sopra le nostre teste galleggiano nell'aria televisioni blu, un bombardiere tedesco e il maiale Algie, creatura partorita dalla mente di Roger Waters.

Dopo la parentesi italiana è la volta dei volti di pietra di The Division Bell e del commiato a Richard Wright con Endless River. Nel gran finale il visitatore è invitato a spegnere le cuffie per poi approdare nel clou della mostra, la Performance Zone, dove si può assistere all'ultima performance della band al completo, durante il Live 8 del 2005, sulle note di Comfortably Numb in un immersivo spazio audiovisivo dotato di tecnologia AMBEO 3D.

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