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Keira Knightley sui film in costume: 'C'è più rispetto per le donne'

I film in costume, come Colette, sono quelli che Keira Knightley ama di più. L'attrice trova che le loro sceneggiature ritraggano meglio i personaggi femminili, anche se le cose nel mondo del cinema stanno finalmente cambiando.

Keira Knightley

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Keira Knightley è una delle attrici a non aver aderito in prima persona al movimento #MeToo. Pur avendo lavorato spesso con Harvey Weinstein, Keira ha dichiarato di non aver mai subito molestie da lui, come da nessun altro uomo di spettacolo. Nonostante la sua esperienza personale sia - fortunatamente - positiva sotto questo punto di vista, l'attrice ha le idee molto chiare sul ruolo della donna nel mondo del cinema e pensa che sia lampante quanto a Hollywood predomini una certa forma di maschilismo: basta leggere le sceneggiature dei film.

Intervistata da Variety, Keira Knightley - che presto sarà sul grande schermo con Colette, ispirato all'omonima scrittrice francese morta nel 1954 - ha ammesso di trovare più interessanti i film in costume per una ragione ben precisa. Al contrario di quel che accade nei film con ambientazione contemporanea, le donne vengono presentate e ritratte con maggiore rispetto:

Non porto a termine molti progetti contemporanei perché i personaggi femminili quasi sempre finiscono per essere vittime di violenza sessuale.

"Trovo sempre qualcosa di cattivo gusto nel modo in cui le donne vengono presentate, mentre invece ho trovato sempre grande ispirazione nei personaggi che mi hanno proposto nei film in costume", ha continuato.

Keira Knightley in Anna KareninaHD

Le cose, però, stanno gradualmente cambiando. L'attrice ha ravvisato un'inversione di rotta leggendo diversi copioni che le sono stati sottoposti di recente. 

Hanno iniziato a inviarmi degli script ambientati nel presente con donne che non vengono stuprate nelle prime cinque pagine o che non sono semplicemente la fidanzata o la moglie di turno.

Nel corso dell'intervista, la Knightley ha espresso il proprio pensiero sulle molestie sessuali a Hollywood e più in generale sul lavoro. "Quello che trovo davvero interessante è che accade ovunque. Sono consapevole della cultura del mettere a tacere le donne e sapevo che gli uomini in questo settore hanno il permesso di comportarsi in modi diversi rispetto a noi", ha dichiarato. Ciò che conta, però, è pensare al futuro in modo propositivo:

Per troppo tempo si è detto 'Oh, è normale'. Deve essere stato orribile per tutte le donne coraggiose che hanno denunciato. Siamo in un'epoca in cui tutto deve venire allo scoperto. Dobbiamo andare avanti e capire cosa fare perché non accada mai più.

C'è da augurarsi che Time's Up e tutte le iniziative che hanno visto la luce in questi ultimi mesi siano davvero un aiuto concreto per evitarlo.

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