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Molestie sul set di True Lies: Jamie Lee Curtis rivela verità e bugie

Dopo che Eliza Dushku ha raccontato di essere stata vittima di molestie sessuali a 12 anni sul set di True Lies, Jamie Lee Curtis, che nel film interpretava la madre, ha espresso i suoi sentimenti riguardo la faccenda in un accorato articolo.

Un ritratto di Jamie Lee Curtis e una foto di Eliza Dushku ai tempi di True Lies

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Lo scorso sabato 13 gennaio l’attrice 37enne Eliza Dushku ha pubblicato una lunga testimonianza sul proprio profilo Facebook nella quale racconta come Joel Kramer, capo degli stuntman sul set di True Lies (il film di James Cameron del 1994), all’epoca 36enne, avesse abusato di lei in una camera d’albergo. Eliza Dushku aveva all’epoca 12 anni: nessuno alzò un dito.

“Ricordo con estrema chiarezza, a distanza di 25 anni, come Joel Kramer mi fece sentire speciale, conquistando lentamente e metodicamente la fiducia mia e dei miei genitori, un adescamento durato mesi; ricordo esattamente come mi attirò nella sua stanza d’hotel a Miami con la promessa ai miei genitori che mi avrebbe portato a fare il bagno nella piscina dell’hotel degli stunt e poi a mangiare sushi per la mia primissima volta. Ricordo vividamente la cura con cui chiuse le tende e spense la luce; come fece abbassare la temperatura con la manopola dell’aria condizionata, su quale dei due letti mi fece adagiare, quale film mise in TV(Teste di cono); come sparì in bagno e riemerse, nudo, coperto solo da un piccolo asciugamano in vita. Ricordo cosa indossavo io (i miei short di jeans preferiti, grazie al cielo ben chiusi da poter andare avanti). Ricordo come mi fece stendere sul letto, si avvinghiò a me contorcendosi con il suo corpo gigante, sfregandosi su tutto il mio. Disse queste parole: ‘Non mi rimarrai addormentata dolcezza, smettila di fingere di dormire’, mentre si strusciava ancora più forte e più velocemente contro il mio corpo catatonico. Quando ebbe ‘finito’, suggerì: ‘Credo che dovremmo stare attenti…’ [a non dirlo a nessuno], intendeva. Avevo 12 anni, lui 36”.

Nel resto del post la Dushku rivela come fu tornare a casa in taxi, raccontare tutto alla famiglia ed a due amici adulti, di cui una si presentò sul set per affrontare Kramer e subito dopo, durante le riprese del giorno, la Dushku si ruppe due costole in un incidente sul set, un’acrobazia andata male. L’attrice precisa: “Nel corso di quei mesi in cui feci le prove e girai True Lies, Joel Kramer era il responsabile della mia incolumità in un action movie che all’epoca fece storia per il livello di acrobazie”. Ogni giorno lui la assicurava con corde ed imbracature in scene pericolose.

La mia vita era letteralmente nelle sue mani [...] Lui che doveva essere il mio protettore, era il mio molestatore.

Joel Kramer in un'intervistaYouTube
Joel Kramer in un'intervista dal set di True Lies, 1994

L’attrice continua spiegando come, dopo la mancanza di aiuto in quel frangente, non avesse più trovato il coraggio di farsi avanti. Le era stato detto tempo dopo che Kramer era stato scoperto ed estromesso da Hollywood, ma in realtà ancora lavora alla grande. È stato scoprire una foto recente di lui che abbraccia una bambina a far scattare qualcosa, e ciò combinato con l’ispirazione delle altre donne che nei mesi scorsi si sono fatte avanti denunciando condotte simili, l’ha portata a scrivere il lungo post.

Nei giorni scorsi sia James Cameron, che gli attori Tom Arnold e Arnold Schwarzenegger hanno in separate occasioni commentato la notizia dicendo che se solo avessero avuto anche il benché minimo sentore di ciò che stava succedendo, cast e troupe avrebbero fatto qualcosa. Nel frattempo le dichiarazioni della Dushku sono state corroborate prima dal suo vecchio agente e da un amico, poi anche dalle accuse di due altre persone ai danni di Kramer avanzate da due stuntwomen, una delle quali racconta che la vittima fu una ragazza di 15 anni che era venuta a visitare un set nel 1997 per scoprire come venivano realizzati i film.

Ma è Jamie Lee Curtis che ha espresso le emozioni più sentite: a lei, che proprio in True Lies interpretava la madre della Dushku, l’attrice più giovane aveva già confidato qualche anno fa la storia.

Rimasi sconvolta e amareggiata allora come lo sono oggi.

Lee Curtis commenta : “Ci siamo cominciati a rendere conto solo ora del fatto che gli abusi terribili al centro delle notizie di ogni giorno sono una realtà che è andata avanti a lungo. Inconcepibilmente, queste notizie spesso sono corredate da affermazioni da parte dei colpevoli per cui le vittime, in quanto adulti, sono in parte responsabili dell’accaduto”.

La storia di Eliza ci ha ora svegliato dal torpore e dalla negazione, per mostrarci una nuova, orrenda realtà. L’abuso di bambini.

Eliza Dushku tiene un discorsoHDGetty
Eliza Dushku tiene un discorso all'Equality Now 20th Anniversary Event, 2016

L’attrice ricorda quante volte sullo schermo ha interpretato il ruolo della mamma di giovanissimi attori - e spesso molto famosi -, spiegando come la dinamica sul set con queste co-star sia complicata: gli si chiede di fare il lavoro degli adulti in un mondo pieno di adulti che però sono bambini nell’animo. I più piccoli non hanno la maturità sufficiente per riconoscere la sottile differenza che esiste tra l’essere amici o compagni di lavoro, spiega Jamie Lee Curtis, che racconta anche di aver sempre preso sul serio questo ruolo sul set, esigendo sul set di Papà ho trovato un amico che, ogni volta che qualcuno diceva parolacce di fronte ai bambini, mettesse una moneta in un salvadanaio apposito (“Ovviamente, ero quella che contribuiva di più a riempirlo, e durante l’ultimo giorno di riprese di Macauley ed Anna gli ho consegnato tutto il malloppo”).

Per quanto esistano forme di protezione legale per i giovani artisti, e nonostante sul set sono sempre presenti insegnanti, tutori o familiari, “qualcuno riesce sempre a infrangere le regole”. Il problema che l’attrice sottolinea e la cui sussistenza possiamo constatare facilmente tutti noi leggendo queste notizie o parlandone con amici e conoscenti è che spesso la gente dimentica che una persona appena adolescente, anche quando si comporta in maniera matura e spregiudicata, è comunque qualcuno che difficilmente ha davvero la capacità di fare scelte adulte. È necessario coltivare una cultura del consenso, con il dovuto equilibrio.

Eliza Dushku in una scena di True LiesHD20th Century Fox Home Entertainment
Eliza Dushku nel film True Lies, 1994

L’attrice conclude: “La verità ci renderà liberi. Auspicabilmente quella verità porterà una nuova capacità di riconoscere gli abusi e, quando accadono, di ottenere una reazione veloce e sostanziale, così che nessun altro dovrà aspettare 25 anni prima che la sua verità venga ascoltata”.

È un augurio che condividiamo sinceramente.

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