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Scandalo, grottesco e sregolatezza: vita e opera di Aubrey Beardsley

Aubrey Vincent Beardsley è stato un esteta dedito all’arte, un dandy dalla vita discussa e la cui arte ha sconvolto la società vittoriana: ecco la sua storia.

Un'opera di Aubrey Vincent Beardsley

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Il finire dell’Ottocento ha regalato al mondo dell’arte, della letteratura e della musica personaggi estremi, dannati, votati all’arte e allo scandalo. Droghe, sesso, sregolatezza: tutto in nome dell’arte. Una vocazione che non solo appaga, ma consuma l’uomo. Tutti noi conosciamo la sregolata vita di Oscar Wilde, condannato per la sua omosessualità, o la lirica visionaria di Rimbaud ispirati dalle sue allucinazioni, ma forse il nome di Aubrey Vincent Beardsley non vi è così familiare. Ecco la storia dell’artista che illustrò, fra gli altri, anche la Salomè di Wilde.

Fotografia di Aubrey Vincent BeardsleyHD

Aubrey Vincent Beardsley nasce a Brighton nel 1872, dove venne cresciuto prevalentemente dalla madre, figura centrale della sua infanzia: cagionevole di salute al punto che la genitrice stessa lo definirà come “fragile porcellana di Dresda”. Intorno a lui, l’Europa rafforza la sua figura industriale e imperialista, impegnata a interfacciarsi con l’Oriente, che non a caso influenzerà l’opera non solo di Beardsley, ma anche di molti altri artisti dell’epoca.

The Peacock Skirt

Il suo talento non tarda a manifestarsi: pare che a soli dieci anni già guadagnasse qualche soldo vendendo i suoi lavori. Il suo esordio nel mondo dell’arte avvenne intorno ai 18 anni, quando gli venne chiesto di illustrare Le Morte D’arthur per l’editore Dent. Cominciò così la sua ascesa che lo portò a collaborare con i grandi nomi della letteratura e con la rivista Yellow Book, dove incontrò diversi ostacoli per via del suo stile, definito spesso grottesco o perverso, soprattutto durante i suoi ultimi anni. Vero è che la mentalità vittoriana non apprezzò mai il suo lavoro, troppo estremo per una società così moralizzante e chiusa.

Non solo la sua arte, ma anche la sua stessa, breve vita, fu votata allo scandalo: per alcuni era omosessuale (ai tempi, in Inghilterra era considerata illegale, ecco perché era considerata motivo di scandalo), secondo altri ebbe una relazione incestuosa con sua sorella Mabel, da cui ebbe anche un figlio, secondo altri, invece, la sua arte era così densa di perversioni perché la sua cagionevole salute gli permetteva solo di fantasticare.

Venus between Terminal GodsHD

Nonostante questi pettegolezzi intorno alla sua vita privata, ciò che gli costò di più in termini di rispettabilità pubblica, fu la sua amicizia con Wilde, che venne condannato per sodomia, e così Beardsley perse il suo lavoro a Yellow Book. In realtà, lo scandalo e l’aura di mistero che ruotavano intorno alla sua figura e al suo lavoro, non pareva dispiacergli. Pare infatti che un giorno, dichiarò:

Ho uno scopo: il grottesco. Se non sono grottesco, non sono niente.

Al netto delle dicerie sul suo conto, ciò che è certo è che Beardsley ebbe una vita breve: morì di tubercolosi a soli 25 anni.

In bianco e nero

Ali BabaHD

La maggior parte delle sue opere sono realizzate usando solo il bianco e nero: linee grafiche contrapposte ad ampie campiture a tinta piatta, dettagli ricercati e semplicità. Guardando i suoi lavori è facilmente rintracciabile il suo interesse per l’arte orientale, il design e la grafica. I suoi soggetti favoriti affiorano dal mondo della mitologia e della storia.

Isolde

Amico di Oscar Wilde, Beardsley illustrò la Salomé per il suo debutto in Francia, ma lavorò anche sui disegni di alcuni libri come i racconti di Edgar Allan Poe e una raccolta di storie su Pierrot. Ecco una gallery con alcune delle tavole che Beardsley realizzò per la Salomè di Wilde:

Raffinata unione di linee pulite, ispirazione giapponese e preraffaellita, il suo stile influenzerà molti artisti, oltre che il movimento simbolista francese e il liberty.

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