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Contraccezione nel mondo e donne: c’è ancora poca informazione

Nonostante la contraccezione abbia conosciuto una notevole evoluzione negli ultimi anni, le donne continuano ad essere poco informate sui metodi a loro disposizione. Vi parliamo dello studio fatto sull'argomento.

Lavagna con disegni e scritte

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Negli ultimi anni il settore della contraccezione femminile ha conosciuto notevoli progressi ma nonostante questo le donne continuano ad essere disinformate sull’argomento, a non conoscere tutti i metodi a loro disposizione per evitare gravidanze indesiderate. A dirlo è uno studio recente condotto dall’istituto di ricerche GfK Health e promosso da Bayer, i cui risultati, divulgati da poco, destano più di qualche preoccupazione.

La ricerca, infatti, ha rivelato che ben il 25,1% dei giovani non ricorre ad alcun contraccettivo, forte dell’assurda convinzione che sia poco probabile restare incinta. In aggiunta, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato che dei 208 milioni di gravidanze annuali nel mondo, il 41% non sono programmate. Simili dati dimostrano una situazione di ignoranza generale, sebbene all’epoca di internet possa risultare molto più semplice reperire informazioni.

La generazione delle millennial, donne dai 21 ai 29 anni, ammette di sapere poco e nulla sui LAC, i contraccettivi ad azione prolungata, anche nei casi in cui li utilizza (siamo intorno al 70%, una percentuale elevatissima). Diversa è invece la situazione della pillola anticoncezionale, in questo caso quasi tutte sostengono di conoscerne il funzionamento.

Una donna controlla il risultato del test di gravidanzaHD

Al di là della consapevolezza o meno di come prevenire un’eventuale gravidanza, lo studio ha fornito un dato altrettanto sconcertante: ben il 57,1% degli intervistati ha rapporti non protetti per le ragioni più svariate e per nulla giustificabili. C’è chi preferisce affidarsi alla fortuna, chi al coito interrotto. Scendendo ancora più nel dettaglio, il 41% delle ragazze è restia ad utilizzare la pillola per il timore di esporsi agli ormoni sintetici ma anche per la paura di dimenticare di assumerla.

Questo ovviamente ha portato a conseguenze disastrose. Basti pensare che il Ministero della Salute ha affermato come nell’ultimo anno il ricorso alla contraccezione di emergenza sia decuplicato.

Ma quali sono le motivazioni alla base di una tale situazione? Senza alcun dubbio le ragioni vanno ricercate nell’assenza di un adeguato e soddisfacente canale di comunicazione tra personale sanitario e ragazze. L’impossibilità di attuare un dialogo proficuo e soddisfacente con la generazione delle millennial comporta la mancata informazione sui metodi contraccettivi, in particolare quelli ad azione prolungata.

Una donna parla con un medicoHD

L’assenza di comunicazione con il personale specializzato cementifica, di conseguenza, il rapporto con la madre e l’influenza che essa ha nella scelta del tipo di contraccezione, molto più elevata di quella che può avere lo stesso partner. Ma la decisione del metodo al quale ricorrere non dovrebbe mai prescindere dal confronto con il personale medico poiché è determinato da tanti elementi come l’efficacia della prevenzione, la protezione contro malattie sessualmente trasmissibili, la situazione fisica e di salute generale, il tipo di legame che si ha con il partner, se fisso oppure occasionale.

L’unica soluzione per aumentare la consapevolezza tra i giovani, è quella di creare un dialogo tra tutti gli attori coinvolti: figli, genitori e operatori sanitari. Solo così si potrà scongiurare il pericolo di compiere una scelta sbagliata, una scelta capace di condizionare la propria vita per sempre.

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