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Recensione di L'ora più buia: Gary Oldman è un Winston Churchill da Oscar

Gary Oldman in L'ora più buia veste magistralmente i panni del Primo ministro inglese Winston Churchill. Il film diretto da Joe Wright vede la presenza di Kristin Scott Thomas e Lily James.

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Raccontare la storia attraverso una delle personalità più incisive del ‘900 è un’impresa difficile e irta di invisibili ostacoli: il rischio di farne un ritratto indulgente, santificato o di appesantire la visione con la pura narrazione dei fatti è molto alto. L’ora più buia non cade in nessuna delle subdole trappole del genere storico e regala una stupefacente immersione negli eventi e nella complessità morale e umana dello statista Winston Churchill, catturato in uno dei momenti più difficili, all’alba della sua elezione a Primo ministro e proprio agli inizi della Seconda Guerra Mondiale.

Il breve quanto significativo arco temporale che va dal 9 al 28 maggio 1940 apre a uno scenario tetro e un possibile futuro di follia con la resa alla Germania nazista. Soccombere a Hitler o continuare a combattere a fianco dell’esercito francese? Chiudersi nella paura o affrontare, con coraggio e orgoglio, la battaglia in nome della libertà, costi quel che costi? Winston Churchill (Gary Oldman) è un membro del parlamento apprezzato per la sua arguzia intellettuale ma poco tollerato per il temperamento piuttosto eccentrico, i comportamenti non in linea con il protocollo di una composta politica diplomatica e, soprattutto, ritenuto colpevole del disastroso epilogo, durante la Prima Guerra Mondiale, della campagna di Gallipoli. Dopo le dimissioni di Neville Chamberlain viene scelto al suo posto a 65 anni, non in perfetta salute, nonostante le molte resistenze all’interno del suo stesso partito e l’evidente scetticismo di Re Giorgio VI (Ben Mendelsohn).

Gary Oldman, un Golden Globe per L'ora più buiaHDUniversal Pictures
Gary Oldman interpreta Winston Churchill in L'ora più buia

Gli inglesi sono allo stremo delle forze, l’esercito è sotto scacco a Dunkerque e la drammatica decisione da prendere in poco tempo cambierà le sorti della nazione. Il regista Joe Wright (Anna Karenina) introduce la figura di Churchill attraverso lo sguardo timido e coraggioso di Elisabeth Layton (Lily James) giovane segretaria assunta appositamente per trascrivere i discorsi e le comunicazioni di questo politico di lungo corso e ce lo mostra in un’insospettata quanto sciatta quotidianità, sdraiato nel letto della sua camera, mentre dà ordini in camicia da notte e mangia la sua pantagruelica colazione. I modi bruschi, le parole gettate con intonazione secca e categorica colpiscono la ragazza ma il ritratto poco piacevole di Churchill, con l’avanzare della conoscenza cede a un individuo dallo sguardo più umano, a tratti sofferente, capace di gesti di asciutta tenerezza che completano il quadro di questo politico colto nella sua assoluta solitudine di uomo al comando.

Lo scarto tra l’immagine istituzionale e l’intimità imperfetta di una figura storica di questa levatura è un ottimo espediente per ritrarre le pulsioni, i ragionamenti perentori e il profondo valore di colui che ha in mano il destino di un’intera popolazione, in continua balìa dell’ottuso buon senso del pavido prudente e lo spirito combattivo e indomito di chi non vuole smarrire la propria identità. I lunghi giorni passati nei bui sotterranei, luoghi sicuri quanto soffocanti, deputati a stanze d’emergenza per lo studio delle strategie da mettere in atto, moltiplicano il senso d’incertezza di quei giorni e sottraggono forze e volontà a un uomo fiaccato dal senso di responsabilità e del profondo scetticismo dei suoi pari per ogni sua iniziativa, a cominciare dall’operazione Dynamo, il disperato tentativo di riportare in patria l’esercito dalla Francia.

Tutti quelli intorno a lui lo persuadono ad accettare un accordo con il dittatore tedesco in cambio di un surrogato d’indipendenza ma nella più cupa Darkest Hour Churchill abbraccia il popolo, scende tra la folla, chiede a gran voce e ascolta il loro pensiero più profondo: cedere o ribellarsi? Lo spirito inglese vince su tutte le paure e, rincuorato dal carattere indomito dei suoi connazionali, nel suo più famoso e accorato discorso, comunica che il paese è pronto a combattere “fino a quando Dio lo vorrà”. Le sue parole hanno cambiato il mondo.

Kristin Scott Thomas e Gary Oldman sono Clementine e Winston Churchill HDUniversal Pictures
Kristin Scott Thomas e Gary Oldman protagonisti di L'ora più buia

Una regia efficace, priva di frivolezze e completamente al servizio della storia, la sceneggiatura di Anthony McCarten (La teoria del tutto) di grande suggestione e d’impetuosa potenza narrativa, che semina verità a inserti di raffinato humour britannico elevano L’ora più buia a un genere di riferimento che diventerà un classico, al pari della valenza drammatica dell’emozionante Dunkirk di Christopher Nolan, uscito nelle sale a breve distanza, nel 2017, stilisticamente diverso e curiosamente affine come argomento o il ben più poderoso e a tratti sfiancante Lincoln di Steven Spielberg (2012). A corollario dell'accurata scelta d'interpreti di rango, come la breve quanto significativa presenza di Kristin Scott Thomas nel ruolo di Clementine Churchill, moglie tanto amata quanto trascurata per un bene superiore e unica capace di domare lo smisurato egocentrismo del proprio marito, al regista va il merito di aver fortemente voluto Gary Oldman come protagonista.

Attore britannico tra i più apprezzati e il Dracula più affascinante della storia, con la sua incredibile trasformazione fisica – merito del rinomato make up artist Kazuhiro Tsuji - il maniacale studio della postura, della voce e della gestualità, Oldman vive per tutti i 125 minuti del film in totale e assoluta simbiosi con l’alter ego e il suo onnipresente sigaro, superando qualsiasi rievocazione cinematografica a cominciare da mostri sacri come Richard Burton (The Gathering Storm, 1974) e Albert Finney (Guerra imminente, 2002).

La premiére a New York di L'ora più buia HDUniversal Pictures
Al centro Gary Oldman e Kristin Scott Thomas attori in L'ora più buia

La star londinese, che ha all'attivo una nomination per La Talpa (2011) ha vinto recentemente il Golden Globe per il miglior attore protagonista: dopo gli Oscar a Lincoln (Daniel Day-Lewis 2012) a due regine Elisabetta II (Judi Dench 1999 Helen Mirren 2006), a Gandhi (Ben Kingsley, 1983), a Margaret Thatcher (Meryl Streep, 2012) siamo certi che Winston Churchill non tarderà a trionfare nella lunga notte degli Oscar del 4 marzo. L’ora più buia sarà nelle sale italiane dal 18 gennaio 2018 ed è rigorosamente da vedere in lingua originale.

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