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Lo stile di Lady Oscar ispira ancora oggi la cultura popolare

Due personaggi tra i più amati dell'infanzia di intere generazioni, narrati nei manga e poi nei cartoni animati scaturiti dal genio di Riyoko Ikeda, sono e saranno sempre fonte d'ispirazione per molti artisti.

Lady Oscar disegnata da Riyoki Ikeda

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Quando il cartone animato Lady Oscar è stato trasmesso per la prima volta in televisione era il primo marzo 1982 e debuttava su Italia 1. Da quel momento è diventata una delle serie giapponesi più amate e non solo degli anni ‘80, ma di tutti i tempi.

Versailles No Bara della IkedaHD

Il motivo? In fondo quella giovane dagli splendidi capelli biondi diventò subito un'eroina per essere andata controcorrente. Insomma, di essere donna lo era, ma "il buon padre voleva un maschietto" e... così decise di allevarlo come un ragazzo.

Nulla a che vedere con le altre beniamine, come Candy o Georgie, che avevano conquistato il pubblico femminile con la loro dolcezza, ma in particolare con le storie d’amore che in fondo ci hanno sempre lasciato un profondo senso di delusione. Non che Oscar non sia stata da meno, il finale lo conosciamo tutti (compreso quello del suo prima respinto e poi amato André).

I personaggi creati dalla IkedaHD

La verità è che Lady Oscar incarna perfettamente le caratteristiche dell’eroina moderna (in sostanza l’opposto dalle principesse del Rinascimento Disney, ma a un certo punto anche queste si sono dovute adeguare). Inutile discutere sul come e perché Oscar sia stata una vera rivoluzione (con tutte le questioni relative al gender, visto che Oscar non nulla per smentire coloro che la scambiano per un maschio). Ci basta sapere che sia lei sia la sua antitesi, la malinconico, sola e viziata regina Maria Antonietta, sono diventate col tempo delle icone e hanno ispirato la popculture in molti anni a venire, sia nel mondo della moda sia quello della musica e del cinema.

Lady Oscar ispira la moda

Sono passati 35 anni da quando è andata in onda la prima puntata di Lady Oscar e, nonostante dopo di lei ci siano state altre beniamine, è impossibile dimenticare questa donna coraggiosa. Tanto che Italia 1 ha riproposto gli episodi il 15 maggio 2017. La serie animata è stata riadattata dall’omonimo manga di Riyoko Ikeda, Versailles no Bara (a sua volta si è ispirata alla biografia su Maria Antonietta scritta da Stefan Zweig).

Chi ha letto l’intero manga sa che la serie ha subito profonde censure, come d’altronde è capitato alle altre opere giapponesi. Versailles no Bara, infatti, è stata pensata per un pubblico maturo. 

Lady Oscar è una vera e propria icona pop: ha ispirato persino la moda. Un esempio? Il sottofondo musicale dello spot pubblicitario Dange-Rose di Blumarine è un chiaro omaggio al brani portante della serie animata.

Ma la casa di moda non è stata l’unica ad aver subito il fascino della donna creata dalla Ikeda. Per esempio Riccardo Tisci ha realizzato per Givenchy una collezione in pieno stile militare, come quella indossata da Bella Hadid su Instagram.

Givenchy non è stato l'unico a trarre ispirazione da Oscar François de Jarjayes, come la maison infatti anche gli altri stilisti non hanno voluto rinunciare a uno stile militare per una donna forte e combattiva come la protagonista creata dalla Ikeda. Anche Elisabetta Franchi nel 2016 ha realizzato una collezione dedicata a questo personaggio immaginario. Lo stesso hanno fatto anche Dolce e Gabbana che nel tempo hanno proposto giacche con gli alamari, oppure le altre case di moda come EtroTommy Hilfiger e DSquared2, in un insolito abbinamento fra una donna romantica e una combattiva con lo stile militare.

Maria Antonietta nella musica e nel cinema

La regina è stata un'icona della fine del XVIII secolo, promessa in sposa al delfino di Francia, Luigi Augusto nipote di Luigi XV. La donna è stata l'emblema dell'Ancien Régime, ovvero della nobiltà che è decaduta dopo la Rivoluzione francese.

Maria Antonietta stessa è stata la causa della rivolta del popolo che si era opposto a una vita fatta di privazioni e di fame. Nonostante questo, però, e nel tempo in cui la regina ha dimorato a Versailles, si sono viste le prime vere sfilate di moda, abituata com'era a sfoggiare i più bei vestiti di haute couture.

La regina Maria Antonietta secondo Riyoko IkedaHD

La regina ha ispirato perfino alcune cantanti. Un esempio? Bisogna solo guardare l'ultimo video di Katy Perry per accorgersene. La cantante pop, infatti, interpreta Maria Antonietta in Hey Hey Hey.

Così il video si apre su un quadro in cui è ritratta come se fosse la regina, dopodiché la scena si sposta e la vediamo in un letto a baldacchino, mentre viene svegliata improvvisamente da una tromba suonata da una delle sue dame di corte. Si potrebbe pensare che sia il XVIII secolo, ma osservando meglio Katy indossa una t-shirt con un logo e il volto di Mozart. L'effetto anacronistico è immediato. Come se non bastasse la vediamo prendere lo smartphone e rispondere al suo promesso sposo che lei ha rinominato nella rubrica 'Prince Piggy'.

Ma Katy non è l'unico esempio, già prima di lei e in Italia, Noemi aveva vestito i panni di Maria Antonietta, nel video I Miei Rimedi. L'elemento pop è la scena in cui la vediamo con i capelli rosa e in compagnia dei fenicotteri. In sostanza, però, è una rappresentazione meno fiabesca e più incline alla realtà della storica regina.

Senza alcun dubbio la musica pop si è ispirata alla figura della regina di Francia, ma non è l'unico genere ad aver attinto da questa donna controversa. Gli esempi non mancano e coinvolgono per lo più il rock, come la canzone dei Queen, Killer Queen (1974), oppure i Rush con Bastille Day (1975). Per non parlare dell'opera lirica in tre atti di Roger Waters ex leader dei Pink FloydÇa ira (2005).

La regina Maria Antonietta, però, è stata anche una figura importante per il cinema: sono stati tanti i film realizzati attorno al personaggio. Anche in questo caso gli esempi non mancano, come il film Marie Antoniette (2006) diretto da Sofia Coppola e interpretato da Kirsten Dunst, prima ancora L'Intrigo della Collana (2001) con Hilary Swank che interpreta Jeanne de La Motte, Addio Mia Regina (2012) con Diane Kruger e Léa Seydoux.

Un scena del film di Lady OscarHD

Ma se si vuole parlare di connessioni fra il manga di Riyoko Ikeda e il cinema, bisogna certamente ricordare il film drammatico che uscì nel 1979 di produzione franco-nipponico (con soggetto della stessa Ikeda) e interpretato da Catriona MacColl.

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